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Home Esteri

Il premio Nobel per la Pace può essere trasferito ad altre persone?

Sia il testamento di Alfred Nobel sia lo statuto della Fondazione Nobel rendono permanente ogni scelta compiuta dal Comitato

by Alessandro Bolzani
12 Gennaio 2026
Nobel per la pace 2025

Nobel per la pace 2025

La consegna del Nobel per la Pace è, per statuto, una decisione irreversibile. Non esiste alcun meccanismo che consenta di revocare, modificare, trasferire o condividere il premio una volta che l’assegnazione è stata ufficializzata. Lo stabiliscono con chiarezza sia il testamento di Alfred Nobel sia lo statuto della Fondazione Nobel, che vieta qualsiasi ricorso contro le decisioni dei comitati di assegnazione e rende permanente ogni scelta compiuta.

L’assegnazione del Nobel non può essere modificata

Il regolamento della Fondazione Nobel prevede esplicitamente che non sia possibile presentare appelli contro l’assegnazione di un premio. Nessuno dei comitati di Stoccolma e Oslo ha mai valutato l’ipotesi di revocare un riconoscimento già attribuito. Inoltre, il Comitato norvegese per il Nobel, che assegna il premio per la Pace, limita il proprio mandato alla valutazione dell’operato dei candidati fino al momento della decisione. Ciò che un vincitore fa successivamente non viene commentato ufficialmente dall’istituzione.

Il premio, una volta annunciato, resta valido per sempre. Non può essere condiviso con altri né trasferito a terzi, indipendentemente dalle circostanze politiche o personali che dovessero emergere dopo l’assegnazione.

Il tentativo di Machado di coinvolgere Trump

In questo quadro normativo si inserisce la vicenda della leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado, vincitrice del Nobel per la Pace nel 2025. Machado sta cercando in ogni modo di attribuire, o quantomeno di condividere, il riconoscimento con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che da tempo manifesta apertamente il desiderio di ricevere il Nobel.

La mossa nasce da un’esigenza politica concreta. Dopo la recente operazione statunitense in Venezuela, culminata con la cattura del dittatore Nicolás Maduro, molti osservatori ritenevano che si fosse aperta la strada per un cambio di leadership con Machado al vertice del paese. Tuttavia Trump ha sorpreso tutti sostenendo la vice di Maduro, Delcy Rodríguez, spiegando che Machado non godrebbe di sufficiente rispetto e consenso interno per guidare il Venezuela.

Il peso del Nobel nei rapporti con la Casa Bianca

Secondo un articolo del Washington Post, proprio la questione del Nobel avrebbe contribuito a indebolire la posizione di Machado agli occhi di Trump. In ottobre, dopo aver ricevuto il premio, la leader venezuelana lo aveva pubblicamente “dedicato” al presidente americano. Una fonte anonima del quotidiano ha riferito che questo gesto non sarebbe stato apprezzato e avrebbe addirittura compromesso la reputazione politica di Machado: se avesse rifiutato il Nobel dichiarando che il premio spettava a Trump, sostiene la fonte, oggi sarebbe presidente del Venezuela. Si tratta di una ricostruzione da valutare con prudenza, ma la voce ha circolato ampiamente negli Stati Uniti ed è plausibile che sia giunta anche alla diretta interessata.

L’incontro annunciato e la reazione di Trump

Intervistata questa settimana da Fox News, Machado ha dichiarato che intende offrire personalmente il Nobel a Trump durante l’incontro previsto tra i due nei prossimi giorni. Secondo la leader venezuelana, il riconoscimento apparterrebbe al popolo del Venezuela e sarebbe giusto condividerlo con il presidente americano. Trump ha reagito immediatamente, definendo l’eventuale gesto “un grande onore” e affermando che il mancato conferimento del Nobel a lui in passato rappresenterebbe “un grave imbarazzo per la Norvegia”.

Trump ha più volte sostenuto di meritare il premio per aver favorito la conclusione di sette accordi di pace in diverse aree del mondo, anche se molti di questi non hanno prodotto risultati duraturi o non possono essere attribuiti esclusivamente al suo intervento.

Il chiarimento del Comitato norvegese

A spegnere ogni ambiguità è intervenuto direttamente il Comitato norvegese per il Nobel, che ha ribadito in un comunicato ufficiale l’impossibilità di trasferire o condividere il premio dopo l’assegnazione. I fatti, ha sottolineato l’istituzione, sono “chiari e ben definiti”: la decisione è definitiva e non può essere modificata nel tempo.

Resta ora da capire che cosa accadrà quando Machado e Trump si incontreranno, sapendo che, sul piano giuridico e istituzionale, il Nobel per la Pace non può in alcun modo cambiare proprietario.

Tags: ApprofondimentoDonald TrumpMaria Corina MachadoNobel per la Pace

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