Città del Vaticano, 25 gennaio 2026 – Il Papa Leone XIV ha rinnovato oggi il suo appello a intensificare gli sforzi per la pace in Ucraina, durante la tradizionale preghiera dell’Angelus in Piazza San Pietro. Il Pontefice ha espresso profondo dolore per la situazione che continua a colpire duramente la popolazione civile, esposta al freddo inverno e a incessanti attacchi bellici.
Il grido di dolore di Papa Leone XIV per l’Ucraina
Nel suo messaggio, il Papa ha sottolineato come il protrarsi del conflitto in Ucraina stia causando conseguenze sempre più gravi per i civili, ampliando la frattura tra i popoli e allontanando la prospettiva di una pace giusta e duratura. “Seguo con dolore quanto accade e sono vicino e prego per chi soffre”, ha dichiarato Leone XIV, esortando tutti gli attori coinvolti a raddoppiare gli sforzi per porre fine alla guerra.
Le parole del Pontefice si inseriscono in un contesto di crescente tensione e sofferenza, dove la popolazione ucraina continua a subire le conseguenze di un conflitto che si protrae ormai da oltre tre anni. Il Papa ha ammonito contro le “strategie armate, ammantate di discorsi ipocriti, di proclami ideologici e di falsi motivi religiosi” che alimentano la guerra, facendo implicitamente riferimento alle dinamiche geopolitiche che si celano dietro l’invasione russa.
Un ruolo spirituale e di coscienza critica
Leone XIV, eletto nel maggio 2025, ha ribadito più volte che il ruolo della Chiesa non è quello di un attore geopolitico tradizionale, ma piuttosto di una coscienza critica del sistema internazionale, capace di richiamare alla responsabilità, al diritto e alla dignità delle persone coinvolte nel conflitto. Monsignor Paul Richard Gallagher, rappresentante vaticano per i rapporti con gli Stati, ha definito la Santa Sede come “la sentinella nella notte che vede già l’alba”, sottolineando la credibilità della Chiesa come mediatrice, fondata sul rifiuto della guerra come normalità.
Il Papa ha inoltre ricordato le parole pronunciate durante la Messa di Natale e il Te Deum, nelle quali ha evidenziato la fragilità delle popolazioni inermi e la necessità di un progetto pacifico, misericordioso e liberante per il mondo. Le sue esortazioni a un dialogo umile e perseverante rimangono un punto fermo nel cammino verso la riconciliazione e la cessazione delle ostilità in Ucraina.






