Mosca, 24 marzo 2026 – Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato oggi di non disporre di informazioni certe riguardo a una possibile ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran. La situazione resta avvolta da molteplici dichiarazioni contrastanti da parte delle diverse parti coinvolte, mentre la tensione nella regione rimane alta.
La posizione del Cremlino sui negoziati USA-Iran
Intervenuto durante un briefing con la stampa, Peskov ha sottolineato che il Cremlino sta monitorando attentamente la situazione ma non è in grado di confermare in modo oggettivo se gli Stati Uniti e Teheran abbiano effettivamente avviato una nuova fase di dialogo diplomatico. “Stiamo raccogliendo una serie di dichiarazioni contraddittorie da tutte le parti”, ha spiegato il portavoce, aggiungendo che al momento “non conosciamo la reale situazione”.
Il rappresentante di Vladimir Putin ha inoltre ricordato che l’Iran era aperto ai negoziati prima dello scoppio delle attuali ostilità, confermando un atteggiamento di cauta attesa da parte di Mosca. Parallelamente, Peskov ha espresso una ferma condanna nei confronti di un’eventuale escalation militare nella regione del Mar Caspio, evidenziando che la Russia reagirebbe in modo estremamente negativo a un aggravamento del conflitto con Teheran in quell’area strategica.
Nessun commento sulle presunte azioni militari israeliane
Il portavoce del Cremlino ha invece rifiutato di fornire commenti riguardo alle notizie diffuse da alcune fonti secondo cui Israele avrebbe colpito navi russe sospettate di trasportare armi verso l’Iran attraversando il Mar Caspio. “Per quanto riguarda queste notizie tecniche, non ne abbiamo sentito parlare. Francamente, non ho alcuna informazione al riguardo”, ha dichiarato Peskov, sottolineando la mancanza di dati verificati su tali episodi.
Queste dichiarazioni arrivano in un contesto di crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran, con il presidente americano Donald Trump che ha recentemente affermato come Teheran stia “negoziando con noi, vedremo cosa succede”. Intanto, in Iran si registrano esplosioni in diverse città, inclusa la capitale Teheran, mentre le forze armate iraniane si dichiarano in “massima allerta” di fronte a possibili azioni militari statunitensi nella regione. Le autorità statunitensi e israeliane hanno negato ogni coinvolgimento negli incidenti verificatisi in Iran.
La situazione rimane fluida e sotto stretta osservazione da parte della comunità internazionale, con Mosca che mantiene una posizione prudente, in attesa di sviluppi concreti.






