Crans-Montana, 4 gennaio 2026 – Prosegue l’identificazione delle vittime della tragedia del Capodanno avvenuta al disco bar Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera. Tra le vittime italiane si è aggiunta oggi la giovane Chiara Costanzo, sedicenne milanese, la quarta cittadina italiana ufficialmente riconosciuta tra le vittime della strage.
Quarta vittima italiana identificata: è Chiara Costanzo
La famiglia di Chiara è stata avvisata dalle autorità competenti, come comunicato dall’ambasciatore italiano in Svizzera. La giovane frequentava il Liceo Scientifico Moreschi di Milano e si distingueva per il suo impegno scolastico e sportivo, con una media dell’8 e mezzo e una passione per la ginnastica artistica e lo sci. I suoi compagni di scuola la ricordano come “il nostro angioletto”, e stanno organizzando iniziative per commemorare la sua memoria, tra cui un minuto di silenzio programmato alla ripresa delle lezioni e possibili intitolazioni di aule o spazi scolastici.
Il padre di Chiara, Andrea Costanzo, ha raccontato il dramma della notte dell’incendio e la speranza svanita solo dopo la conferma ufficiale: “Un dolore sordo, indicibile. Mia figlia non c’è più. Era una ragazza straordinaria, seria, con un forte senso della giustizia e una disciplina naturale”. La famiglia, originaria di Arona, ha ricevuto anche il cordoglio del sindaco locale.
Aggiornamento sulle vittime e il lutto nazionale in Svizzera
Le autorità svizzere hanno identificato complessivamente 24 vittime dell’incendio, tra cui quattro cittadine svizzere adolescenti, numerosi giovani adulti svizzeri, oltre a cittadini di altre nazionalità come rumeni, francesi e turchi. Restano ancora due italiani dispersi da identificare.
La Confederazione elvetica ha proclamato per venerdì 9 gennaio una giornata di lutto nazionale in memoria delle vittime della tragedia. Alle 14 è previsto un minuto di silenzio e lo scampanio delle campane nelle chiese di tutto il Paese. Una cerimonia ufficiale si terrà nella località di Crans-Montana, mentre oggi si è svolta una messa celebrata dal vescovo di Sion, Jean-Marie Lovey, seguita da una marcia silenziosa per le vie del paese.
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