Lo scenario nello Stretto di Hormuz si fa sempre più delicato dopo le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump. Dopo aver annunciato un blocco navale immediato, Trump ha precisato che l’operazione potrebbe richiedere tempo, anche se ha assicurato che la bonifica delle mine non sarà lunga.
L’operazione militare e l’intervento internazionale
Nel corso di un’intervista a Fox News, Trump ha spiegato che diversi Paesi stanno già contribuendo alle operazioni nell’area. In particolare, ha citato il coinvolgimento della Gran Bretagna e di altri alleati, pronti a inviare dragamine per rendere nuovamente sicuro il passaggio marittimo.
L’accusa di Trump all’Iran: “Sta violando le leggi internazionali”
Il presidente ha puntato il dito contro Iran, accusandolo di non aver mantenuto l’impegno di garantire la navigazione nello stretto. Secondo Trump, la presenza di mine e la chiusura della rotta stanno causando gravi conseguenze economiche e logistiche a livello globale, danneggiando anche la reputazione internazionale di Teheran.
Nel caso in cui non si arrivi a un accordo, Trump ha ribadito la possibilità di colpire direttamente le strutture energetiche iraniane. Una dichiarazione che segna un ulteriore irrigidimento della posizione americana dopo il fallimento dei colloqui diplomatici svoltisi a Islamabad.
Le pressioni di Trump sulla Cina
Parallelamente, il presidente ha lanciato un avvertimento anche alla Cina, minacciando l’introduzione di tariffe fino al 50% qualora Pechino decidesse di fornire armi all’Iran. Si tratta del secondo richiamo in pochi giorni, segnale di una crescente pressione diplomatica su scala globale.
I briefing e il ruolo dei collaboratori
Trump ha inoltre fatto sapere di essere stato aggiornato sull’andamento dei negoziati dal vicepresidente JD Vance, dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner. Ha infine ringraziato il Pakistan per aver ospitato i colloqui, pur conclusi senza un’intesa.
Un punto strategico al centro delle tensioni globali
Lo Stretto di Hormuz resta uno dei nodi più sensibili per il commercio mondiale, soprattutto per il transito di petrolio. Le ultime dichiarazioni di Trump confermano come la crisi sia entrata in una fase critica, con implicazioni che vanno ben oltre la regione e coinvolgono direttamente gli equilibri economici e geopolitici internazionali.
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