New York, 4 marzo 2026 – Harvey Weinstein, noto ex produttore cinematografico oggi incarcerato, è atteso in tribunale a New York il prossimo 14 aprile per un nuovo processo che vede al centro l’accusa di stupro. Questo procedimento riguarda un capo d’imputazione su cui la giuria di Manhattan non aveva raggiunto un verdetto definitivo nel giugno 2024, portando all’annullamento del primo processo per motivi procedurali.
Nuovo processo per Harvey Weinstein
Il nuovo processo si concentrerà sull’accusa di stupro di terzo grado e atti sessuali criminali, che nel sistema giudiziario dello Stato di New York comportano una pena massima di quattro anni di reclusione. Weinstein, che ha già scontato parte della sua pena per una condanna in California a 16 anni per stupro, sarà difeso da un team legale rinnovato, che include Jacob Kaplan – noto anche per aver assistito Luigi Mangione – Marc Agnifilo e Teny Geragos, quest’ultimo difensore di Sean Puffy Combs, ex magnate dell’hip hop.
Nel precedente processo, Weinstein era stato riconosciuto colpevole per un atto sessuale criminale di primo grado nei confronti dell’ex assistente Miriam Haley e assolto da un’altra accusa promossa dall’ex modella Kaja Sokola. Tuttavia, la giuria non riuscì a trovare un accordo sul capo d’accusa relativo all’aspirante attrice Jessica Mann. Il giudice aveva quindi annullato il procedimento dopo che il capogiuria aveva denunciato minacce da parte di altri giurati.
Un contesto giudiziario e culturale mutato
Il nuovo processo si svolge in un contesto culturale e mediatico differente rispetto al primo, che si tenne nel pieno dell’ondata del movimento #MeToo nel 2020. All’epoca, la figura di Weinstein era al centro di un vasto scandalo che aveva acceso i riflettori sulle molestie e gli abusi sessuali nell’industria cinematografica. Oggi, il processo si presenta con una maggiore attenzione alla selezione della giuria e con meno clamore mediatico.
Le accuse ribadiscono che Weinstein avrebbe abusato delle sue posizioni di potere per costringere le vittime a subire violenze sessuali, come confermato nelle dichiarazioni di apertura del pubblico ministero Shannon Lucey, che ha sottolineato come l’ex produttore abbia sfruttato “opportunità da sogno come armi” per i propri abusi.
Weinstein, che ha sempre negato le accuse più gravi, dovrà ora affrontare questo nuovo capitolo giudiziario, con la selezione della giuria prevista proprio per il 14 aprile. Arthur Aidala, il precedente avvocato, continuerà a lavorare sull’appello relativo alla condanna emessa nel processo del 2020.






