Gaza, 14 marzo 2026 – In un contesto di crescente tensione in Medio Oriente, il movimento palestinese Hamas ha rivolto un appello all’alleato Iran affinché interrompa gli attacchi contro i Paesi vicini del Golfo, in risposta alle operazioni israelo-statunitensi in corso. L’invito, diffuso tramite un messaggio pubblicato sul canale Telegram ufficiale di Hamas, riconosce il diritto di Teheran a difendersi, ma sottolinea l’importanza di rispettare le norme internazionali evitando di colpire stati confinanti.
Hamas chiede all’Iran di evitare attacchi ai Paesi vicini
Nel testo diffuso da Hamas si legge: “Pur affermando il diritto della Repubblica islamica d’Iran a rispondere a tale aggressione con tutti i mezzi possibili – in conformità alle norme e al diritto internazionale – il movimento invita i suoi fratelli in Iran a non prendere di mira i vicini“. Questo messaggio arriva in un momento di intensificazione delle ostilità nella regione, con ripetuti attacchi missilistici e raid aerei che hanno coinvolto Israele, l’Iran e altri attori regionali.
Il contesto regionale e le tensioni attuali
L’Iran continua a rappresentare uno dei principali sostenitori di Hamas, fornendo armi, addestramento e finanziamenti, stimati intorno a 100 milioni di dollari l’anno. Nonostante ciò, Hamas ha manifestato la volontà di limitare l’impatto degli scontri sui Paesi vicini, forse per evitare un allargamento del conflitto regionale e un coinvolgimento più diretto di altri stati del Golfo.
Parallelamente, Israele ha dichiarato di voler rispondere con forza alle violazioni del cessate il fuoco e ha intensificato gli attacchi contro obiettivi iraniani, compresi siti militari e strutture mediatiche a Teheran. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha recentemente affermato che Israele sta cambiando “il volto del Medio Oriente” con le sue azioni contro l’Iran.
In questo quadro complesso, l’appello di Hamas si inserisce come un tentativo di limitare le ostilità a Israele e all’Iran, evitando che la guerra si estenda ulteriormente ai Paesi confinanti del Golfo, già esposti a un rischio crescente a causa delle operazioni militari in corso.






