New York, 27 gennaio 2026 – Un recente studio pubblicato dal Center for Strategic International Studies, e ripreso dal New York Times, ha stimato che entro la prossima primavera il numero complessivo di soldati ucraini e russi uccisi, feriti o dispersi nella guerra che ormai da quasi quattro anni imperversa potrebbe raggiungere i due milioni. Attualmente, si contano quasi 1,2 milioni di vittime tra le forze russe e circa 600.000 tra quelle ucraine, avvicinando così il bilancio complessivo a 1,8 milioni di perdite.
Guerra in Ucraina, bilancio delle perdite militari
La guerra tra Ucraina e Russia, iniziata nel 2022, ha assunto una dimensione umanitaria e militare di portata devastante. Le cifre diffuse dall’istituto di ricerca statunitense evidenziano un costo umano altissimo, che supera ogni precedente confronto militare recente in Europa. Le perdite includono soldati uccisi, feriti gravemente e dispersi in azioni belliche che continuano a coinvolgere centinaia di migliaia di uomini su entrambi i fronti.
Il quadro si complica ulteriormente se si considerano gli sviluppi diplomatici e militari recenti. Secondo fonti giornalistiche, tra cui Politico, è previsto un nuovo ciclo di colloqui tra rappresentanti russi e statunitensi a Miami nel prossimo fine settimana, con l’obiettivo di tentare una mediazione volta a porre fine al conflitto. La delegazione russa dovrebbe essere guidata da Kirill Dmitriev, mentre quella americana includerà l’inviato presidenziale Steve Witkoff e Jared Kushner.
Tensione elevata e pressioni internazionali
Nel frattempo, la Russia ha concentrato circa 710.000 militari in vista di una possibile offensiva, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che si prospetta un altro anno di guerra. La situazione militare resta quindi estremamente tesa, con spostamenti di truppe e scontri che continuano a coinvolgere vaste aree strategiche.
Sul fronte internazionale, si moltiplicano le iniziative per sostenere Kiev: il Regno Unito ha annunciato un finanziamento di 2,5 miliardi di sterline provenienti dal fondo legato a Roman Abramovich, mentre l’Unione Europea e gli Stati Uniti valutano nuove misure economiche e diplomatiche per mantenere la pressione su Mosca.
In Italia, la premier Giorgia Meloni ha ribadito la posizione del governo: nessun soldato italiano sarà inviato in Ucraina e qualsiasi strumento di sostegno deve rispettare rigorosamente le regole dello Stato di diritto, per evitare di “regalare la vittoria a Mosca“.
Il conflitto, dunque, rimane una delle crisi più gravi e complesse dell’epoca contemporanea, con un bilancio umano altissimo e tensioni diplomatiche che continuano a evolversi.






