Guerra in Ucraina: in un clima di persistenti tensioni e offensive militari, si preannuncia per la prossima settimana un nuovo round di colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. L’annuncio è stato fornito da Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino e figura chiave della comunicazione presidenziale russa, sottolineando l’impegno, seppur limitato, verso una possibile ripresa diplomatica. Intanto, sul terreno, la situazione rimane drammatica con nuovi attacchi russi che continuano a colpire duramente diverse regioni ucraine, provocando vittime civili e danni ingenti alle infrastrutture critiche.
Guerra in Ucraina: nuovi negoziati trilaterali in vista tra Mosca, Kiev e Washington
Dmitry Peskov ha confermato che la prossima settimana si terrà una sessione di colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, un segnale che, nonostante le difficoltà, resta aperta una via diplomatica per affrontare il conflitto. L’esatto luogo e la data degli incontri non sono stati ancora resi noti, ma si ipotizza che possano svolgersi nuovamente in territorio statunitense, seguendo l’esperienza dei precedenti incontri a Miami e Abu Dhabi.
Il portavoce del Cremlino, in carica dal 2012 e riconosciuto per la sua esperienza diplomatica e politica, ha mantenuto un profilo cauto, limitandosi a confermare l’accordo di massima senza entrare nei dettagli. Peskov, noto anche per il suo ruolo di mediatore nelle comunicazioni di Vladimir Putin, rappresenta una figura centrale nel complesso scenario delle relazioni internazionali legate alla guerra in Ucraina.
Parallelamente, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito la disponibilità di Kiev a partecipare a un incontro ad alto livello per garantire una pace duratura, specificando che l’Ucraina non intende cedere il controllo sul Donbass, uno dei nodi più spinosi dei negoziati. Zelensky ha inoltre sottolineato la necessità di garanzie di sicurezza solide, auspicando l’intervento di un contingente di pace internazionale composto da almeno duecentomila soldati, prevalentemente europei, per assicurare la separazione degli eserciti e prevenire ulteriori escalation.
Intensificati gli attacchi russi nelle regioni orientali e meridionali
Nonostante l’apertura ai colloqui, sul campo la situazione resta critica. Nella notte scorsa, la regione di Odessa ha subito un massiccio attacco con droni russi che hanno colpito infrastrutture portuali e ferroviarie vitali, causando almeno un morto e sei feriti, di cui tre in condizioni gravi. Le autorità locali hanno denunciato danni significativi a magazzini e veicoli logistici, con un incendio ancora in corso.
Nella città orientale di Kramatorsk, un raid ha provocato la morte di quattro persone, tra cui tre fratelli di cui uno minorenne, ferendo gravemente la madre e la nonna. Il governatore militare locale ha definito le conseguenze dell’attacco come una “terribile espressione del terrore russo”. Anche nella regione di Zaporizhzhia, un attacco aereo con droni ha ucciso un uomo e ferito altre due persone, colpendo edifici residenziali.
Questi episodi si sommano a una serie di raid che hanno preso di mira anche le centrali nucleari ucraine, con conseguenti riduzioni della produzione energetica e preoccupazioni diffuse sulla sicurezza nucleare, ribadite dall’Aiea e dal presidente Zelensky, che ha denunciato la pericolosità di tali attacchi per tutta la regione europea.
La posizione di Marco Rubio e le dinamiche internazionali
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha espresso forte preoccupazione per la situazione umanitaria e militare, definendo gli attacchi russi “terribili” e sottolineando l’importanza di accelerare il processo negoziale per porre fine al conflitto. Rubio ha confermato l’intenzione di incontrare Zelensky durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, evidenziando la necessità di un sostegno continuo all’Ucraina, sia sul piano militare che diplomatico.
Nel contesto europeo, le tensioni si riflettono anche nelle divisioni interne alla NATO, con paesi come Ungheria e Slovacchia che mantengono posizioni più ambigue, complicando gli sforzi per una risposta unitaria. Il presidente Zelensky ha richiamato l’attenzione sulla necessità che l’Europa assuma un ruolo più deciso e autonomo in materia di sicurezza, ribadendo che la pace richiede un impegno collettivo e una reale capacità di intervento, anche militare.
Intanto, la comunità internazionale resta vigile sugli sviluppi diplomatici e militari, monitorando con attenzione le prossime mosse delle parti in conflitto, consapevole che l’inerzia potrebbe alimentare ulteriori sofferenze e instabilità nell’area.






