Mosca, 4 febbraio 2026 – Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha ribadito oggi che la Russia non interromperà la guerra in Ucraina finché il governo di Kiev non accetterà le condizioni poste da Mosca. La dichiarazione arriva nel contesto di una guerra che continua a vedere attacchi mirati a infrastrutture energetiche e militari ucraine.
Guerra in Ucraina: le condizioni del Cremlino e l’apertura al dialogo
Secondo Peskov, citato da Interfax e altre agenzie russe, “finché le decisioni appropriate non saranno prese dal regime di Kiev, l’operazione speciale continuerà”. I militari russi continueranno a colpire obiettivi associati al complesso militare ucraino. Tuttavia, il portavoce ha sottolineato che “le porte per una soluzione pacifica sono aperte” e che la Russia mantiene un atteggiamento di apertura verso i negoziati. La posizione russa è stata definita “estremamente chiara” e ben compresa sia da Kiev che dai negoziatori statunitensi, che svolgono un ruolo di mediazione nei colloqui trilaterali.
L’operazione militare russa, iniziata nel 2022, continua dunque senza segnali di tregua, mentre la capitale ucraina, Kiev, mantiene la propria posizione e resistenza. La città, con una popolazione di circa 3 milioni di abitanti, è da sempre un centro strategico e simbolico per l’Ucraina.
Il contesto internazionale e le tensioni in corso
Nonostante l’apertura dichiarata dal Cremlino, analisti esperti come Alexander Gabuev del Carnegie Russia Eurasia Center sottolineano che un cessate il fuoco appare ancora lontano. Il conflitto è stato segnato da molteplici tentativi di mediazione, tra cui recenti incontri trilaterali negli Emirati Arabi Uniti, ma nessun passo decisivo verso la pace è stato finora raggiunto.
Parallelamente, Mosca ha intensificato le esercitazioni militari, comprese quelle strategiche con simulazioni di attacchi con la triade nucleare, una mossa che sottolinea la determinazione del Cremlino a mantenere la pressione sulla scena internazionale. Questa strategia appare legata anche alle crescenti difficoltà economiche interne e alle sanzioni occidentali che continuano a colpire duramente la Russia.






