Mosca, 27 marzo 2026 – La guerra in Ucraina prosegue con intensità crescente e, secondo recenti rivelazioni dei media internazionali, il presidente russo Vladimir Putin avrebbe sollecitato un sostegno finanziario diretto da parte degli oligarchi russi per rafforzare il bilancio della difesa nazionale. Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha aggiornato sull’avanzamento delle forze ucraine nel sud del paese, mentre si intensificano le preoccupazioni su un possibile trasferimento non autorizzato di armamenti statunitensi verso l’Iran.
Guerra in Ucraina: Putin e il sostegno degli oligarchi alla difesa russa
Secondo un’inchiesta del Financial Times, ripresa dal Guardian, almeno due importanti uomini d’affari russi avrebbero manifestato la loro disponibilità a contribuire economicamente alla difesa russa, per sostenere la prosecuzione delle operazioni militari in Ucraina. Questa richiesta di Putin riflette le difficoltà di Mosca nel mantenere un bilancio adeguato per la guerra, nonostante l’aumento del 42% della spesa militare registrato nel 2025, che ha raggiunto circa 139 miliardi di euro (13.100 miliardi di rubli).
Il Cremlino, oltre a sollecitare i contributi degli oligarchi, ha incrementato la pressione fiscale, ad esempio aumentando l’IVA al 22% a gennaio per raccogliere ulteriori fondi dalle piccole e medie imprese. Tuttavia, il deficit di bilancio russo nei primi mesi del 2026 ha superato il 90% delle previsioni annuali, complici le sanzioni internazionali che costringono Mosca a vendere petrolio a prezzi fortemente ribassati. Il ministro dell’Economia Maxim Reshetnikov ha segnalato la possibilità di una nuova tassa sugli extraprofitti per contrastare l’indebolimento del rublo.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha intanto annunciato l’intenzione di riprendere i colloqui di pace con gli Stati Uniti non appena le condizioni lo permetteranno, mentre Putin conferma la volontà di proseguire il conflitto fino al pieno controllo delle aree del Donbass ancora sotto influenza ucraina.
Situazione sul campo e progressi ucraini
Sul fronte militare, le ultime notizie confermano movimenti altalenanti: il Ministero della Difesa russo ha rivendicato il controllo del villaggio di Sheviakivka nella regione di Kharkiv, notizia non confermata da Kiev. Le forze ucraine, dal canto loro, hanno dichiarato di aver ripreso il controllo di un villaggio nella regione di Dnipropetrovsk, consolidando così i progressi nelle zone meridionali della linea del fronte.
Il presidente Zelensky ha sottolineato che le truppe ucraine, inclusi i paracadutisti, stanno respingendo le forze russe e avanzando nel territorio, confermando un miglioramento dell’assetto difensivo e offensivo delle forze di Kiev.
Crescono i timori di Kiev su un possibile dirottamento delle armi Usa in Iran
L’evoluzione della guerra in Medio Oriente, con l’escalation delle tensioni in Iran, alimenta le apprensioni ucraine riguardo a un possibile trasferimento di armamenti statunitensi destinati all’Ucraina verso Teheran. Il Washington Post ha riferito che, sebbene non sia stata ancora presa una decisione definitiva, il solo esame di questa ipotesi riflette i compromessi che gli Stati Uniti stanno valutando nella loro strategia contro l’Iran.
Fra le armi in discussione vi sarebbero missili intercettori per la difesa aerea, forniti a Kiev tramite il programma Nato Purl (Prioritized Ukraine Requirements List), che garantisce l’invio di equipaggiamenti militari selezionati. Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha comunque assicurato che il sostegno militare statunitense all’Ucraina continuerà ad aumentare.
L’ex presidente americano Donald Trump ha commentato la situazione ribadendo che gli Stati Uniti dispongono di numerose munizioni in tutto il mondo e che talvolta le redistribuiscono. Ha definito il conflitto in Ucraina una “situazione terribile”, sottolineando che non si tratta di un conflitto americano diretto, ma ha manifestato la volontà di contribuire a una sua risoluzione.






