Madrid, 13 aprile 2026 – La prolungata guerra in Iran potrebbe incidere significativamente sulla disponibilità di carburante per il settore dell’aviazione, con riflessi anche sui voli internazionali e sul turismo, come segnalato nelle ultime ore dalle autorità spagnole.
Impatto sul carburante per l’aviazione e sull’economia europea
Il vicepremier spagnolo con delega all’Economia, Carlos Cuerpo, ha sottolineato a Madrid che se il conflitto in Medio Oriente dovesse continuare, si potrebbero manifestare preoccupazioni crescenti riguardo alla disponibilità di cherosene e carburante per l’aviazione. Tuttavia, ha precisato che la Spagna gode di una situazione energetica relativamente meno dipendente dalle importazioni di carburante per aerei, grazie alla capacità di raffinazione interna che protegge il paese rispetto ad altre nazioni europee.
Nonostante questa maggiore autonomia, la Spagna non è immune dalle limitazioni operative già riscontrate in alcune compagnie aeree straniere, che hanno iniziato a subire restrizioni nei voli a causa delle difficoltà di approvvigionamento. Il vicepremier ha inoltre evidenziato che l’instabilità in Medio Oriente potrebbe avere effetti contrastanti sul turismo: nel breve termine, potrebbe verificarsi un riallineamento dei flussi turistici, con un aumento di visitatori verso destinazioni sicure come la Spagna, mentre a medio e lungo termine il rincaro del carburante aeronautico rappresenta un rischio concreto per il settore.
Le compagnie aeree, secondo gli esperti del settore, non prevedono al momento cancellazioni immediate dei voli, grazie alle scorte di carburante disponibili che dovrebbero coprire la stagione estiva. Tuttavia, la seconda metà di agosto e settembre potrebbero vedere criticità maggiori, soprattutto nelle rotte verso l’Asia e il Medio Oriente, dove l’approvvigionamento di cherosene dal Golfo Persico è già sotto pressione. Le principali capitali europee, tra cui Madrid, godono invece di una buona frequenza di voli e di una concorrenza tra vettori che attenua il rischio di cancellazioni.
Tensioni geopolitiche e conseguenze sul mercato energetico
Nel frattempo, la ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles, ha espresso a Madrid massima preoccupazione per l’escalation della crisi, in particolare dopo lo stop ai negoziati tra Stati Uniti e Iran e l’ultimatum di Donald Trump sul blocco dello Stretto di Hormuz. La ministra ha definito il conflitto in corso “una follia”, sottolineando le gravi perdite umane ed economiche. Ha inoltre ribadito la ferma posizione di Madrid a favore della pace e della tutela dei militari delle missioni internazionali come Unifil in Libano, criticando aspramente le minacce provenienti da alcuni leader israeliani.
Sul fronte economico, i mercati hanno risentito dell’incertezza: il prezzo del petrolio Brent ha oscillato intorno ai 110 dollari al barile, con punte di quasi 115 dollari, e le borse europee hanno mostrato segni di cedimento, con Milano che ha perso lo 0,47% e Francoforte l’1,03%. Le tensioni nel Golfo Persico hanno inoltre causato un aumento del prezzo del gas naturale e del diesel, aggravando la situazione per i trasportatori, come denunciato dal presidente di Federtrasporti Claudio Villa, che ha evidenziato le difficoltà del settore dovute non solo ai rincari ma anche a politiche fiscali penalizzanti.
Le compagnie aeree come Ryanair hanno dichiarato di poter garantire le forniture di carburante fino a fine maggio, ma hanno avvertito che un prolungamento del blocco dello Stretto di Hormuz potrebbe compromettere le forniture, con conseguenti aumenti delle tariffe aeree. Gli esperti consigliano quindi di prenotare con anticipo e di prediligere tariffe flessibili o rimborsabili per mitigare i rischi di cancellazioni o modifiche improvvise.
Per approfondire: Iran, negoziati falliti: Trump annuncia il blocco di Hormuz






