Stoccolma, 13 marzo 2026 – La guardia costiera svedese ha effettuato un fermo di rilievo a largo di Trelleborg, nel sud della Svezia, arrestando il comandante di una petroliera ritenuta parte della cosiddetta flotta fantasma russa, sottoposta a sanzioni da parte dell’Unione Europea.
Fermata la petroliera Sea Owl 1: arrestato il comandante russo
La nave, denominata Sea Owl 1, lunga 228 metri e battente bandiera Comore, è stata fermata intorno alle 20.30 di ieri sera. L’imbarcazione è inserita nella lista nera delle navi sanzionate dall’UE ed è attualmente in attesa di ordini nel Mar Baltico, con una velocità di navigazione di 0,7 nodi. Il comandante, un cittadino russo, è stato arrestato con l’accusa di possesso e utilizzo di documenti falsi e ulteriori violazioni del diritto marittimo.
Il procuratore Adrien Combier-Hogg ha aperto un’indagine preliminare che coinvolge diverse autorità, con perquisizioni a bordo, interrogatori e analisi dei documenti sospetti. L’operazione segue quella del 6 marzo scorso quando la capitaneria svedese ha fermato la petroliera Caffa, anch’essa nella lista delle navi sanzionate.
Jan Thörnqvist, ex capo delle operazioni della Guardia Costiera svedese, ha sottolineato a SVT che si tratta di un cambiamento nel modus operandi delle autorità svedesi, che ora esercitano una pressione più incisiva sulle navi della flotta fantasma, in risposta alle crescenti attività russe nel Mar Baltico.
Contesto internazionale e la flotta fantasma russa
La Sea Owl 1 e altre navi della flotta fantasma sono spesso coinvolte in operazioni opache volte a eludere le sanzioni internazionali imposte alla Russia, con proprietà registrate in paradisi fiscali e frequenti cambi di bandiera e nome. Questa situazione si inserisce in un contesto più ampio di crescenti tensioni nel Nord Europa, dove la NATO e i Paesi baltici stanno fronteggiando una serie di incursioni di droni e attività di sabotaggio attribuite ai servizi segreti russi.
Le autorità europee stanno intensificando i controlli e adottando misure coordinate per contrastare queste minacce ibride, che comprendono anche attacchi informatici e sabotaggi a infrastrutture critiche. La recente azione contro la Sea Owl 1 testimonia la crescente determinazione degli Stati membri dell’UE nel far rispettare le sanzioni e nel contrastare le attività della flotta fantasma russa nel Mar Baltico.
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