(Davos, 20 gennaio 2026) – Gavin Newsom, governatore della California e probabile candidato democratico alle presidenziali Usa del 2028, ha lanciato un duro monito all’Europa riguardo alla gestione del contenzioso con gli Stati Uniti sulla Groenlandia. In un incontro con la stampa a margine del Forum economico mondiale di Davos, Newsom ha definito “patetica e imbarazzante” la reazione europea alle minacce dell’amministrazione Trump, sottolineando la necessità di una risposta ferma e unitaria.
Newsom critica la debolezza europea di fronte a Trump
“Serve spina dorsale, fermezza, non lasciarsi bullizzare e rispondere colpo su colpo. Tutto ciò che Trump capisce è la forza”, ha dichiarato Newsom, sottolineando come l’attuale approccio europeo sia caratterizzato da un doppio gioco tra dichiarazioni pubbliche e conversazioni private. “Questo signore sta prendendo tutti per sciocchi. Tutti parlano alle sue spalle, ridono di lui, e intanto gli leccano i piedi”, ha aggiunto il governatore californiano, evidenziando la necessità di abbandonare la politica della “risposta proporzionale” e di adottare posizioni più chiare e decise.
L’occasione nasce dal crescente scontro diplomatico tra Washington e Bruxelles, innescato dall’annuncio di Trump di applicare nuove tariffe contro i paesi europei contrari ai suoi piani di annessione della Groenlandia, un ex territorio danese di grande interesse strategico. Newsom ha definito questa idea “una follia” e ha affermato che, sebbene vi sia un’opposizione interna anche nel partito repubblicano, essa è spesso nascosta per paura delle ritorsioni da parte di Trump.
L’appello ai leader europei: “Smettere di essere complici”
Negli ultimi mesi, la politica estera di Trump si è caratterizzata per un mix di minacce tariffarie e negoziati selettivi, come dimostra la sospensione temporanea dei dazi su Messico e Canada, in attesa di un accordo definitivo. Parallelamente, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha ribadito la disponibilità a un “dialogo costruttivo e fermo” con gli Stati Uniti, ma ha avvertito che “se l’Unione Europea viene presa di mira in modo ingiusto o arbitrario, risponderà con fermezza”.
Nel contesto della crescente tensione, Newsom invita dunque i leader europei a smettere di “essere complici” e a mostrare una posizione più decisa, per contrastare quella che definisce una politica estera statunitense “sempre più assertiva e divisiva”.
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