LONDRA, 8 gennaio 2026 – Un acceso dibattito politico investe la Groenlandia, dove emergono nuove tensioni riguardo al suo futuro istituzionale e alle relazioni con la Danimarca e gli Stati Uniti. Pele Broberg, leader del principale partito di opposizione locale, ha lanciato un appello per l’avvio di “colloqui bilaterali con gli Usa”, escludendo la mediazione danese, ponendo così le basi per un possibile riavvicinamento con Washington e aprendo uno spiraglio alle ambizioni del presidente americano Donald Trump sull’isola artica.
La Groenlandia vuole l’indipendenza dalla Danimarca?
Broberg ha duramente criticato il governo di Copenaghen, accusandolo di una posizione ostile sia verso la Groenlandia che gli Stati Uniti, ritenendo inefficace e dannosa la mediazione danese nei negoziati sul futuro della regione. In contrapposizione, la ministra degli Esteri di Nuuk, Vivian Motzfeldt, ha definito illegali i negoziati a due, ricordando i vincoli istituzionali che legano la Groenlandia alla corona danese. Tuttavia, tutti i partiti rappresentati nel Parlamento groenlandese sono concordi nel sostenere una secessione formale da Copenaghen, anche se divergono sulle strategie per raggiungere l’indipendenza e sulle relazioni con gli Stati Uniti.
Il ruolo di Donald Trump e l’interesse americano
La Groenlandia è un territorio ricco di risorse naturali e strategico dal punto di vista geopolitico, con una presenza militare americana sull’isola sin dal 1951, che ne controlla la difesa. L’apertura di Broberg si inserisce nel quadro delle ambizioni di Donald Trump, il quale ha manifestato interesse per l’isola, anche in passato, come parte della sua agenda geopolitica.
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