Il cancelliere federale tedesco Friedrich Merz ha annunciato l’intenzione di rafforzare la presenza della NATO in Groenlandia, con un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti. La questione della sicurezza nell’Artico si fa sempre più centrale nel dibattito internazionale, con Berlino che si pone come mediatore per una soluzione condivisa tra gli alleati. L’inviato USA in Groenlandia, però, continua ad alimentare le tensioni.
Merz sulla sicurezza della Groenlandia: “Gli USA parteciperanno”
Durante una visita ufficiale in India, a Ahmedabad, Merz ha dichiarato: “Condividiamo le preoccupazioni americane sulla necessità di proteggere meglio questa parte della Danimarca. Vogliamo semplicemente migliorare insieme la situazione della sicurezza in Groenlandia. E presumo che anche gli americani parteciperanno”. Il cancelliere, in carica dal maggio 2025 e leader della CDU, ha sottolineato l’importanza di un approccio collettivo della NATO per garantire stabilità in una regione strategica, attualmente al centro di crescenti tensioni geopolitiche.
Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, si trova a Washington per colloqui che mirano a definire il ruolo degli Stati Uniti in questo contesto. Altri membri dell’Alleanza Atlantica, tra cui la Gran Bretagna, hanno espresso la necessità di un rafforzamento dell’impegno militare nell’Artico, in risposta alle preoccupazioni riguardanti la sicurezza regionale.
L’inviato USA Jeff Landry: “La Danimarca ha occupato la Groenlandia”
Sul fronte statunitense, la nomina di Jeff Landry, governatore della Louisiana, a inviato speciale per la Groenlandia, ha riacceso le tensioni diplomatiche. Landry ha pubblicato su X una dichiarazione controversa, affermando che, dopo la Seconda guerra mondiale, la Danimarca avrebbe occupato l’isola “aggirando e ignorando i protocolli delle Nazioni Unite”.
Landry ha ricordato come gli Stati Uniti abbiano difeso la sovranità della Groenlandia durante il conflitto mondiale, sottolineando che la rioccupazione danese rappresenterebbe una violazione internazionale. La Danimarca, che detiene la sovranità sull’isola — dotata di vasta autonomia e di una base militare statunitense — ha respinto fermamente tali accuse, ribadendo che la Groenlandia non è in vendita e che la sua integrità territoriale deve essere rispettata.
La nomina di Landry, vicino all’area conservatrice del Partito Repubblicano e sostenitore di Donald Trump, è stata vista con preoccupazione da Copenhagen e Nuuk, alimentando un nuovo capitolo nelle complesse relazioni transatlantiche legate all’Artico. La questione è inoltre monitorata con attenzione da Bruxelles, con i vertici europei che hanno espresso solidarietà verso Danimarca e Groenlandia.






