Washington, 13 gennaio 2026 – In un clima di crescente tensione geopolitica, il Vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ospiterà oggi a Washington un incontro diplomatico di alto livello con i ministri degli Esteri di Groenlandia e Danimarca. La riunione arriva in un momento di forte agitazione a causa delle dichiarazioni del Presidente Donald Trump riguardo alla possibile acquisizione dell’isola artica, una mossa che ha suscitato preoccupazioni internazionali e diplomatiche.
La crisi diplomatica sul controllo della Groenlandia
Il Ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen e la sua omologa groenlandese Vivian Motzfeldt hanno richiesto questo incontro con l’attuale Segretario di Stato statunitense, Marco Rubio, il quale ha risposto positivamente, con la partecipazione diretta del Vicepresidente Vance, che ospiterà l’evento presso la Casa Bianca. Rasmussen ha sottolineato che la finalità di questo confronto è «portare la discussione in un contesto formale, dove sia possibile un dialogo diretto e trasparente».
Le tensioni sono esplose nuovamente dopo che Trump, già in passato, aveva proposto nel 2019 l’acquisto di Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca, ma recentemente ha intensificato le sue affermazioni, dichiarando che gli Stati Uniti prenderanno il controllo dell’isola «in un modo o nell’altro». Tale posizione ha provocato sdegno in Europa e all’interno della NATO, soprattutto perché Groenlandia è protetta da accordi multilaterali grazie alla sua appartenenza al Regno di Danimarca, membro di entrambi i blocchi.
Il Primo Ministro danese, Mette Frederiksen, ha avvertito che un’eventuale invasione USA potrebbe rappresentare la fine dell’Alleanza Atlantica. Il Ministro della Difesa danese, Troels Lund Poulsen, ha annunciato che, durante una riunione del comitato parlamentare per gli affari esteri, si è deciso di intensificare la presenza militare NATO nell’Artico. Poulsen e Motzfeldt incontreranno il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, a Bruxelles per discutere le strategie di sicurezza nell’area.
Parallelamente, il governo di Groenlandia ha ribadito con fermezza che un’acquisizione da parte degli Stati Uniti è inaccettabile e ha confermato l’impegno a mantenere la difesa dell’isola all’interno del quadro NATO, definendo l’appartenenza all’Alleanza come «permanente e imprescindibile».
Reazioni politiche e prospettive future per l’isola artica
A Nuuk, capitale della Groenlandia, il leader dell’opposizione Pele Broberg ha espresso scetticismo sull’incontro di Washington, sottolineando che la questione riguarda principalmente il futuro del popolo groenlandese e non la politica estera danese. Broberg ha criticato l’atteggiamento di Copenhagen, accusandola di voler mantenere il controllo sull’isola attraverso la NATO e le sue alleanze, impedendo così l’indipendenza piena della Groenlandia, un obiettivo condiviso da tutte le forze politiche locali, anche se con tempi e modalità differenti.
L’escalation di tensioni riflette un più ampio dibattito internazionale sulle risorse minerarie e strategiche dell’Artico, regione ricca di minerali preziosi e di importanza chiave per le rotte commerciali e militari del futuro. Francia, Germania e altri membri della NATO hanno suggerito di rafforzare la presenza militare nell’area, ma finora le discussioni sono ancora in fase embrionale.
Intanto, il presidente Trump continua a mantenere un approccio aggressivo e poco diplomatico, dichiarando in pubblico la determinazione americana a «prendere la Groenlandia», una affermazione che ha alimentato un clima di incertezza e preoccupazione a livello internazionale.
J.D. Vance, d’altro canto, dovrà bilanciare le ambizioni dell’amministrazione con la necessità di mantenere l’unità e la cooperazione con i tradizionali alleati occidentali, in particolare in un momento in cui la sicurezza europea e artica rappresenta una priorità strategica per la NATO e gli Stati Uniti.






