Stoccolma, 4 gennaio 2026 – L’attivista svedese Greta Thunberg ha denunciato con fermezza le violenze sessuali subite da membri della Flotilla per Gaza durante la loro detenzione da parte delle forze israeliane. Tra le vittime, anche l’attivista italiano Vincenzo Fullone, che ha raccontato in prima persona le torture subite.
Le testimonianze delle violenze sessuali durante la detenzione israeliana
In un post condiviso su Instagram, Greta Thunberg ha reso pubblico un comunicato ufficiale diffuso dal team della Flotilla, nel quale si riportano i racconti agghiaccianti di abusi e torture subiti dagli attivisti. Vincenzo Fullone, attivista calabrese arrestato a bordo della barca Conscience, parte della Flotilla, ha denunciato di essere stato ripetutamente costretto a subire ispezioni anali invasive e dolorose in una stanza piccola, spogliato completamente e filmato durante gli abusi. Fullone ha aggiunto di essere stato oggetto di insulti verbali offensivi, tra cui frasi come “Troia di Hamas, non ti piace?”. Fu l’ultimo dei membri italiani a essere liberato.
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Non solo Fullone: anche la giornalista tedesca Anna Liedtke ha denunciato di essere stata stuprata dalle guardie carcerarie durante un’ispezione, mentre l’attivista australiano Surya McEwen ha riportato ulteriori abusi sessuali. Queste testimonianze sono state raccolte con l’intento di portare alla luce tali violenze davanti alle Nazioni Unite e alla Corte Penale Internazionale all’Aia.
Il contesto della Global Sumud Flotilla e il trattamento degli attivisti
La Global Sumud Flotilla, composta da oltre 50 navi e rappresentanti di 44 paesi, intendeva rompere il blocco navale imposto da Israele alla Striscia di Gaza, consegnando aiuti umanitari a una popolazione sotto assedio. Tra i partecipanti vi erano anche quattro parlamentari italiani, tra cui il deputato Arturo Scotto e le eurodeputate Annalisa Corrado e Benedetta Scuderi.
I racconti raccolti a Strasburgo descrivono un trattamento duro e vessatorio da parte dell’esercito israeliano durante gli abbordaggi, il trasferimento nel porto di Ashdod e la detenzione nei centri di fermo. Gli attivisti sono stati ammassati in spazi angusti, privati di acqua, medicine e contatti esterni, subendo insulti e percosse. La situazione nei furgoni di trasporto è stata definita una vera e propria tortura, con sbalzi estremi di temperatura tra caldo e freddo.
Le autorità israeliane hanno inoltre imposto a tutti i membri della Flotilla un divieto d’ingresso in Israele per cento anni, accusandoli di ingresso illegale. L’intervento di Greta Thunberg e delle altre vittime mira a denunciare queste violenze e a sollecitare un’azione internazionale a tutela dei diritti umani.






