Londra, 16 febbraio 2026 – Il governo britannico sta considerando di accelerare significativamente il programma di incremento delle spese per la difesa e il riarmo, in un contesto di crescenti tensioni internazionali e di pressioni Nato. Secondo quanto riportato dalla Bbc, il primo ministro Keir Starmer sta valutando di anticipare l’obiettivo del 3% del Pil per la difesa entro la fine della legislatura in corso, prevista per il 2029, rispetto al precedente impegno fissato per dopo il 2029.
La strategia britannica per il riarmo militare
Attualmente, il governo laburista si era impegnato a portare le spese militari al 2,5% del Pil entro aprile 2027, in risposta alle pressioni degli Stati Uniti durante la presidenza Trump sugli alleati europei della Nato. Tuttavia, l’attuale contesto geopolitico segnato dalla guerra tra Ucraina e Russia, con episodi recenti come la violazione dello spazio aereo polacco da parte di droni russi, ha spinto Starmer a considerare un’accelerazione dei piani di riarmo. Il premier ha sottolineato la necessità di aumentare le capacità di difesa e di essere pronti a rispondere a minacce dirette, in particolare russe, in un quadro in cui la Nato assume un ruolo sempre più centrale nella sicurezza europea.
Nonostante ciò, permangono resistenze da parte del Tesoro britannico, preoccupato per il possibile impatto economico e per i sacrifici richiesti in altri settori pubblici. Lo Stato Maggiore britannico ha evidenziato un deficit di oltre 30 miliardi di euro rispetto alle esigenze operative attuali.
Berlino critica la Francia e rafforza il proprio impegno
Parallelamente, dal cuore dell’Europa, il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha criticato l’insufficienza degli investimenti francesi in difesa, evidenziando come la Francia non abbia ancora raggiunto l’obiettivo del 5% del Pil fissato per la spesa militare. Wadephul ha sottolineato che chi parla di sovranità europea deve agire di conseguenza nel proprio paese, facendo riferimento a misure di austerità anche in ambiti sociali per liberare risorse da destinare alla difesa.
Il governo tedesco ha annunciato il rafforzamento delle operazioni di air policing in Polonia e l’ampliamento del proprio contributo alla sicurezza sul fianco orientale della Nato, in risposta alle continue provocazioni russe. Nel quadro della crisi, Berlino ha anche confermato la sua contrarietà all’emissione di Eurobond, ribadendo la necessità che l’Europa si impegni a raggiungere una reale indipendenza strategica.
L’escalation di tensioni lungo i confini orientali della Nato, con la Polonia che ha schierato 40 mila soldati ai confini con Russia e Bielorussia e ha imposto limitazioni al traffico aereo per motivi di sicurezza nazionale, evidenzia la crescente preoccupazione degli alleati occidentali per la stabilità della regione e la necessità di un coordinamento politico-militare più deciso ed efficace.






