Roma, 13 febbraio 2026 – Gli USA intensificano la loro presenza militare in Medio Oriente con la decisione di inviare una seconda portaerei nella regione, un segnale che sottolinea l’aumento della tensione nei confronti dell’Iran. A rivelarlo sono fonti vicine al Pentagono, riportate da importanti testate come il New York Times e il Wall Street Journal.
USA, nuova portaerei in rotta verso il Medio Oriente
La portaerei USS Gerald R. Ford, la più grande al mondo, ha ricevuto l’ordine di lasciare il Mar dei Caraibi per dirigersi verso il Medio Oriente. Questo spostamento – ancora in attesa di un ordine ufficiale da parte del presidente Donald Trump – porterà a due il numero delle portaerei statunitensi nella regione, che già ospita l’USS Abraham Lincoln, arrivata oltre due settimane fa.
La mossa del Pentagono si inserisce in un contesto di crescente pressione dell’amministrazione Trump sull’Iran, con l’obiettivo di influenzare le trattative sul programma nucleare iraniano. La presenza rafforzata di mezzi navali militari testimonia la volontà Usa di mantenere un ruolo strategico e un deterrente attivo in un’area cruciale per la geopolitica mondiale.
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran: contesto e reazioni
L’invio di una seconda portaerei si inserisce in un quadro di forti tensioni tra Washington e Teheran. Il presidente Trump, rieletto nel 2025, continua a esercitare pressioni sull’Iran, che a sua volta ha ribadito la propria determinazione a non cedere alle minacce esterne. Fonti diplomatiche riferiscono di contatti diplomatici discreti ma senza progressi tangibili, mentre da Teheran arriva un netto rifiuto a trattare sotto minaccia, come evidenziato dalle dichiarazioni del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
Il dispiegamento di forze navali statunitensi comprende anche navi da guerra dotate di missili cruise, caccia F-15 trasferiti in Giordania, batterie antimissile e supporto logistico aereo. Queste misure sottolineano la complessità e la serietà dello scenario militare e diplomatico in Medio Oriente, dove un eventuale conflitto potrebbe avere ripercussioni globali.
L’amministrazione Trump, pur non avendo ancora dato l’ordine definitivo per lo spiegamento della USS Gerald R. Ford, mantiene alta la guardia, segnalando un aumento della tensione strategica nella regione e una possibile escalation militare.






