Tokyo, 26 febbraio 2026 – Una decisione storica che potrebbe segnare un cambio di paradigma nella politica di difesa del Giappone è stata approvata oggi dal Partito Liberal Democratico (LDP), il partito al governo. La commissione sicurezza, guidata dall’ex ministro della Difesa Itsunori Onodera, ha dato il via libera a una proposta che consente l’esportazione di armi letali, come caccia e cacciatorpedinieri, superando le restrizioni finora in vigore che limitavano l’export a soli scopi non offensivi.
La svolta nell’esportazione di armi letali
La decisione della commissione rappresenta un cambiamento radicale rispetto alle attuali linee guida sui “tre principi” di trasferimento delle tecnologie militari, che fino ad oggi consentivano esportazioni limitate a cinque categorie non letali: soccorso, trasporto, avvertimento, sorveglianza e sminamento. La nuova proposta, che sarà sottoposta al governo guidato dalla premier Sanae Takaichi entro marzo per la revisione ufficiale, estende la possibilità di vendita di armamenti letali solo a Paesi con cui il Giappone ha accordi di cooperazione militare.
Questa mossa è motivata da un contesto di sicurezza internazionale sempre più teso, come evidenziato dalla stessa premier Takaichi, eletta nel 2025 e prima donna a ricoprire questo ruolo in Giappone. La decisione arriva anche in risposta alle crescenti pressioni di Pechino, che ha imposto nuove restrizioni all’export verso 20 aziende giapponesi, spingendo così Tokyo a reagire con contromisure volte a ridurre la dipendenza strategica dalla Cina e a sostenere la propria industria della difesa.
Le implicazioni politiche e costituzionali
L’accoglimento della proposta del Partito Liberal Democratico apre un dibattito interno ed esterno molto delicato. L’opposizione teme infatti che la revoca del veto sull’export di armi letali possa coinvolgere indirettamente il Giappone in conflitti esteri, mettendo in discussione l’identità pacifista del Paese sancita dall’articolo 9 della Costituzione giapponese, che vieta l’uso della guerra come mezzo per risolvere le controversie internazionali.
Sanae Takaichi, leader del partito conservatore e nazionalista, rappresenta la corrente più rigorosa all’interno del PLD, in continuità con le politiche di rafforzamento militare promosse dal suo predecessore Shinzō Abe. La premier sostiene la necessità di un Giappone più assertivo sul piano internazionale, con un potenziamento delle forze armate nazionali e una revisione delle restrizioni che hanno limitato finora l’industria bellica giapponese.
In questo quadro, la proposta di liberalizzare l’export di armamenti letali si inserisce come un tassello fondamentale per sostenere la capacità di difesa del Paese e per rispondere alle sfide geopolitiche nella regione Asia-Pacifico, segnando un passaggio cruciale nella politica estera e di sicurezza nipponica.






