Berlino, 16 marzo 2026 – Nel contesto delle crescenti tensioni nel Golfo Persico e delle recenti operazioni militari in Medio Oriente, la Germania ribadisce una posizione di attesa e cautela, sottolineando l’importanza di una soluzione diplomatica guidata dagli Stati Uniti. Le dichiarazioni ufficiali arrivate da Berlino evidenziano come la libertà di navigazione nelle vie strategiche del Mar Rosso e dello Stretto di Hormuz sia un interesse condiviso, ma la Germania attende indicazioni precise da Washington per definire il proprio ruolo e le successive fasi di sicurezza regionale.
Germania, aspettative per una soluzione diplomatica nel Golfo
Il governo federale tedesco, rappresentato da fonti ufficiali a Bruxelles, ha espresso l’intenzione di conoscere innanzitutto gli obiettivi militari di Israele e Stati Uniti in Iran, prima di intraprendere qualsiasi azione successiva. “Vogliamo sapere quando intendono raggiungere i loro obiettivi militari in Iran“, ha affermato un portavoce, sottolineando che solo con queste informazioni sarà possibile avviare una fase successiva che includa la definizione di un’architettura di sicurezza per l’intera regione, comprensiva di un dialogo con l’Iran e i Paesi confinanti. Questo approccio riflette il desiderio tedesco di promuovere una soluzione multilaterale e diplomatica, evitando escalation incontrollate.
Parallelamente, la ministra tedesca per l’Economia e l’Energia, Katherina Reiche, ha avvertito delle gravi conseguenze economiche in caso di chiusura dello Stretto di Hormuz, che potrebbe provocare “rincari estremi” e “forti turbolenze nell’economia mondiale“, un rischio che l’Europa non può permettersi.
Ruolo della NATO e posizioni ufficiali tedesche
In merito a un possibile coinvolgimento della NATO nelle operazioni nel Golfo, il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha chiarito che l’Alleanza non ha assunto alcuna responsabilità diretta per la sicurezza dello Stretto di Hormuz. “Non mi sembra che la NATO abbia preso una decisione né possa assumersi questa responsabilità“, ha detto, rispondendo alle recenti dichiarazioni del presidente Donald Trump che aveva minacciato conseguenze negative per l’Alleanza qualora non contribuisse alle operazioni contro l’Iran.
Le posizioni tedesche evidenziano dunque una linea di prudenza e attesa, con Berlino pronta a sostenere iniziative diplomatiche coordinate, ma senza assumere impegni militari diretti in assenza di un quadro chiaro e condiviso.
Il veto al prestito Ue a Kiev: un ostacolo “profondamente anti-europeo”
Il ministro degli Esteri della Germania, Johann Wadephul, ha espresso una netta condanna verso il blocco del prestito europeo a favore di Kiev, definendolo “inaccettabile” e un atto che “fa il gioco di Mosca“. Nel corso del Consiglio Ue Esteri a Bruxelles, Wadephul ha sottolineato l’importanza dell’impegno collettivo dell’Unione europea nel sostenere l’Ucraina e ha criticato chi ostacola questo processo, violando gli accordi presi e mettendo a rischio la coesione europea.
Il prestito da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina è da tempo oggetto di tensioni all’interno dell’Unione europea. Wadephul ha ribadito che “non è accettabile che il prestito continui a essere tenuto in ostaggio“, evidenziando come il blocco rappresenti non solo una violazione della parola data, ma anche una scelta che danneggia gli interessi comuni europei e rafforza la posizione di Mosca nel conflitto. Nel contesto attuale, dove gli sforzi diplomatici e militari sono intensi, il sostegno finanziario risulta cruciale per Kiev, che continua a difendere la propria sovranità.
Sanzioni energetiche e diplomazia nel Golfo: la posizione della Germania
Parallelamente al dibattito sul prestito, Wadephul ha ribadito la volontà della Germania e dell’Ue di mantenere ferme le sanzioni energetiche contro la Russia. “Quando i prezzi del petrolio e del gas aumentano, si riempiono le casse di guerra della Russia“, ha spiegato, annunciando l’intenzione di adottare nuove misure per ridurre ulteriormente le entrate russe. Allentare le sanzioni, ha avvertito, sarebbe una “strada sbagliata“.
Riguardo alla situazione nel Medio Oriente, il ministro ha evidenziato il lavoro in corso per una soluzione diplomatica nella regione del Golfo, che coinvolge i Paesi locali e attende indicazioni dagli Stati Uniti. Wadephul ha sottolineato che, nonostante la delicatezza della situazione mediorientale, l’Ucraina resta la “priorità europea di sicurezza numero uno“.
Le dichiarazioni del ministro si inseriscono in un momento di intensi negoziati internazionali, con l’Unione europea, gli Stati Uniti e l’Ucraina che cercano una soluzione duratura al conflitto, mentre le tensioni economiche e diplomatiche con la Russia restano elevate.






