Bruxelles, 30 gennaio 2026 – Prosegue il ponte aereo umanitario dell’Unione Europea per la Striscia di Gaza con una nuova missione che ha portato nelle ultime ore la consegna di 48 tonnellate di forniture sanitarie destinate alla popolazione palestinese, come comunicato dalla Commissione Europea.
L’impegno umanitario dell’UE verso Gaza
Dal lancio dell’operazione nell’ottobre 2023, l’Unione Europea ha trasportato complessivamente 5.447 tonnellate di aiuti, confermandosi come il principale donatore internazionale a favore dei palestinesi. Questi aiuti sono fondamentali per sostenere una popolazione che vive in condizioni di grave emergenza sanitaria e sociale, aggravate dal conflitto in corso nella regione e dal blocco che limita l’accesso ai beni di prima necessità.
La Striscia di Gaza, con una popolazione di quasi 600mila abitanti concentrati in un’area di 45 km², è uno dei territori più densamente popolati al mondo. Le difficoltà nel garantire assistenza sanitaria sono molteplici, soprattutto dopo gli eventi bellici dell’ottobre 2023, che hanno causato un alto numero di vittime civili e un deterioramento delle infrastrutture sanitarie.
Contesto regionale e internazionale
Il conflitto iniziato con l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 ha avuto conseguenze devastanti per la popolazione di Gaza, con oltre 70mila palestinesi uccisi, di cui 19mila bambini, secondo le ultime stime. Nel tentativo di porre fine alle ostilità, è stato raggiunto un accordo per una prima fase di cessate il fuoco, che tuttavia rimane fragile e soggetto a tensioni.
Nel frattempo, altri attori internazionali, tra cui il Qatar e le Nazioni Unite, stanno coordinando ulteriori aiuti umanitari attraverso vie terrestri, come il valico di Rafah, per alleviare le sofferenze della popolazione civile. La comunità internazionale continua a monitorare con preoccupazione la situazione, auspicando un rispetto rigoroso degli impegni di tregua e un accesso sicuro e continuativo agli aiuti umanitari.
L’azione dell’Unione Europea si inserisce in questo quadro complesso, sottolineando l’importanza di mantenere aperti i corridoi umanitari e di fornire supporto alle strutture sanitarie di Gaza, duramente provate dalla crisi.






