Il Cairo, 21 gennaio 2026 – Prosegue con drammatica intensità il fronte del conflitto nella Striscia di Gaza, dove l’uccisione di giornalisti aggiunge un nuovo, inquietante capitolo alle violenze in corso. Nel frattempo, nonostante il recente accordo di cessate il fuoco, l’esercito israeliano ha ordinato evacuazioni forzate in alcune aree della regione, segnalando una pericolosa escalation.
Hamas condanna l’uccisione dei giornalisti: “Crimine di guerra”
Hamas, insieme alla Jihad islamica e al Forum dei giornalisti palestinesi, ha espresso una ferma condanna per la morte di tre reporter che seguivano il Comitato egiziano di soccorso, portando così a 260 il totale dei giornalisti uccisi a Gaza dall’inizio del conflitto. Nel comunicato diffuso da Hamas e dalla Jihad, si sottolinea come l’omicidio di Muhammad Qashta, Abdul Raouf Shaath e Anas Ghneim, avvenuto mentre documentavano la situazione nei campi profughi della Striscia centrale, rappresenti un “crimine di guerra” e una pericolosa escalation di violazioni evidenti.
Il Forum Palestinese dei Giornalisti ha attribuito l’aumento degli attacchi ai giornalisti all’impunità garantita dall’occupazione israeliana, definendo queste aggressioni un tentativo disperato di intimidire i professionisti dei media e impedire la denuncia dei crimini commessi, definiti “genocidi”. I media arabi hanno inoltre parlato di un attacco deliberato contro il convoglio egiziano a cui i giornalisti erano legati, evidenziando come Abdul Raouf Shaath fosse stato in passato fotoreporter per l’agenzia AFP.
Parallelamente, il Comitato Esecutivo Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha condannato con forza la nuova strage tra i cronisti, sottolineando la necessità di garantire l’ingresso libero della stampa estera nella Striscia di Gaza. L’Ordine ha ribadito la richiesta al governo israeliano affinché rimuova il blocco totale imposto ai giornalisti, indispensabile per assicurare una corretta informazione internazionale.
Israele ordina evacuazioni a Gaza nonostante il cessate il fuoco
Mentre la tregua dovrebbe garantire una pausa nei combattimenti, l’esercito israeliano ha fatto volare volantini su un villaggio vicino a Khan Younis, nel sud di Gaza, esortando le famiglie a evacuare immediatamente. L’ordine di evacuazione riguarda decine di famiglie a Bani Suheila, situata vicino alla cosiddetta Linea Gialla, il confine tra il territorio palestinese e quello controllato da Israele.

Nonostante l’esercito israeliano abbia confermato il lancio dei volantini, ha precisato che non intendono causare uno sfollamento forzato, anche se è noto che Israele ha obbligato oltre il 90% dei 2,2 milioni di abitanti di Gaza a lasciare le proprie abitazioni tramite centinaia di ordini di evacuazione. Nel nord della Striscia, continuano a registrarsi attacchi e demolizioni, alimentando la precarietà della situazione umanitaria.
Le tensioni sul terreno restano altissime, con centinaia di migliaia di palestinesi che vivono senza accesso a infrastrutture essenziali e sotto costante minaccia. La necessità di garantire la sicurezza dei giornalisti e di consentire loro di documentare la realtà è ribadita da più parti, mentre la comunità internazionale monitora con apprensione gli sviluppi di una crisi che appare lontana da una soluzione stabile.






