Dopo mesi di chiusura, il valico di Rafah tra la Striscia di Gaza e l’Egitto è stato riaperto oggi, consentendo il transito controllato di passeggeri in entrambe le direzioni. Questa riapertura segna un importante passo nell’applicazione del piano di pace per Gaza, sostenuto dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite.
Riapertura del valico di Rafah: un segnale di speranza per Gaza
Dopo quasi nove mesi di chiusura imposta da Israele dal maggio 2024, il valico di Rafah ha riaperto consentendo il rientro nella Striscia di un primo gruppo di palestinesi. Fonti locali di sicurezza e della Mezzaluna Rossa egiziana hanno confermato che oggi sono entrate a Gaza circa 150 persone, tra cui 50 palestinesi bisognosi di cure mediche e un centinaio di accompagnatori. L’apertura è avvenuta in seguito all’entrata in vigore della seconda fase del cessate il fuoco e alle pressioni esercitate da Egitto e Stati Uniti.
L’Unione Europea, tramite la missione civile di frontiera EUBAM Rafah, ha ripreso il suo ruolo di monitoraggio e supporto alle autorità palestinesi per gestire in modo trasparente e sicuro il traffico al valico. La missione, sospesa dal 2007 a causa delle tensioni nella regione, è stata ridispiegata nel gennaio 2025 e oggi continua ad assicurare la supervisione delle operazioni, in linea con la risoluzione 2803 (2025) del Consiglio di sicurezza dell’ONU.
Un portavoce del Servizio europeo per l’azione esterna ha definito la riapertura e il dispiegamento di EUBAM Rafah “passi significativi” verso la pace e la stabilità di Gaza, contribuendo a facilitare gli spostamenti e a sostenere la gestione palestinese del valico.
Preparativi sanitari in Egitto per accogliere i feriti di Gaza
Il ministero della Salute egiziano ha predisposto un articolato piano sanitario per gestire l’arrivo dei feriti provenienti dalla Striscia di Gaza. Sono stati allertati 150 ospedali e circa 300 ambulanze per garantire un’assistenza immediata e adeguata. Il ministro Khaled Abdel Ghaffar ha coordinato il Comitato di Coordinamento per l’accoglienza dei feriti, con la partecipazione della Mezzaluna Rossa Egiziana, sottolineando che il piano è conforme agli standard internazionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e agli standard umanitari Sphere.
Il dispositivo prevede il dispiegamento rapido di personale medico altamente qualificato, con oltre 12.000 medici e 18.000 infermieri disponibili, supportati da 30 team di pronto intervento specializzati in terapia intensiva. Una sala di controllo operativa 24 ore su 24 monitora costantemente la situazione, coordinando 27 dipartimenti di emergenza e oltre 90 centri medici e ospedali di emergenza.






