Gaza, 18 febbraio 2026 – Nel cuore della Striscia di Gaza, la popolazione si prepara ad affrontare il mese sacro del Ramadan in condizioni di estrema difficoltà. Secondo le ultime segnalazioni delle Nazioni Unite, l’aumento vertiginoso dei prezzi dei generi alimentari sta mettendo a rischio la tradizionale preparazione dei riti religiosi, fondamentali per le famiglie musulmane della regione.
Prezzi alimentari alle stelle e crisi umanitaria
La Striscia di Gaza è da tempo teatro di una grave emergenza umanitaria, acuita da un conflitto che ha distrutto infrastrutture essenziali e limitato l’accesso alle risorse di base. L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) stima che almeno due terzi della popolazione, circa 1,4 milioni di persone su 2,1 milioni, vivano in condizioni di estrema precarietà, spesso in mille campi di sfollati caratterizzati da sovraffollamento, assenza di acqua corrente ed elettricità.
In tale contesto, anche alimenti simbolo del periodo come i dolci tradizionali del Ramadan, ad esempio il qatayef, un raviolo dolce tipico, sono diventati quasi inaccessibili a causa dei costi proibitivi. Le lanterne che solitamente decorano le case durante il mese sacro hanno raddoppiato il prezzo, passando da 30 a 60 shekel. Il potere d’acquisto della popolazione è drasticamente crollato dopo due anni di conflitti.
Il Ramadan a Gaza: tra tradizione e sopravvivenza
Il Ramadan, nono mese del calendario islamico, è un periodo di digiuno, preghiera e riflessione spirituale, con momenti di convivialità che ruotano attorno al pasto serale dell’iftar e al pre-digiuno dell’suḥūr. Questi rituali, legati anche a specifici cibi e dolci come i datteri e il qatayef, sono profondamente radicati nella cultura musulmana e rappresentano un momento di unità e speranza.
Tuttavia, a Gaza, la crisi economica e le condizioni di vita difficili rischiano di compromettere queste tradizioni. La mancanza di approvvigionamenti e i prezzi elevati impongono sacrifici ulteriori a una popolazione già provata. Le istituzioni internazionali continuano a sollecitare interventi urgenti per garantire assistenza alimentare e medicinale, essenziali per salvaguardare la dignità e la salute dei civili in un contesto di sofferenza prolungata.





