Gaza, 30 gennaio 2026 – È prevista per domenica la riapertura del valico di Rafah, il principale punto di accesso pedonale tra la Striscia di Gaza e l’Egitto, dopo mesi di chiusura dovuti al conflitto israelo-palestinese e alle tensioni della regione. L’annuncio è stato confermato dal coordinatore delle attività governative nei Territori del ministero della Difesa israeliano, il quale ha sottolineato che il transito sarà consentito in entrambi i sensi ma in maniera limitata e soggetta a rigide autorizzazioni di sicurezza da parte di Israele, in coordinamento con l’Egitto e sotto la supervisione della missione dell’Unione Europea, replicando il meccanismo già attuato nel gennaio 2025.
Gaza: nuove disposizioni per il transito al valico di Rafah
Secondo il coordinamento governativo israeliano (Cogat), l’ingresso e l’uscita dalla Striscia di Gaza attraverso il valico saranno permessi esclusivamente ai residenti, in particolare a coloro che hanno lasciato Gaza nel corso della guerra, e solo dopo aver superato i controlli di sicurezza israeliani. Il processo prevede un doppio screening: il primo effettuato al valico sotto la supervisione della missione Ue, il secondo in un corridoio controllato dalle Forze di Difesa israeliane (IDF) all’interno del territorio palestinese.
Contesto geopolitico e prospettive
Il valico di Rafah è da sempre un punto nevralgico per la Striscia di Gaza. La città, capoluogo dell’omonimo governatorato, si trova al confine sud di Gaza e conta circa 172.000 abitanti, in gran parte rifugiati palestinesi. Negli ultimi anni, Rafah è stata teatro di numerose tensioni e distruzioni, anche a causa della creazione di zone cuscinetto da parte di Israele ed Egitto.
L’attuale riapertura si inserisce in un contesto di tregua fragile tra Israele e Hamas, con un accordo di pace parziale sostenuto dagli Stati Uniti e da organismi internazionali, ma con il rischio sempre presente di ripresa delle ostilità. Israele mantiene un controllo rigoroso sulle frontiere di Gaza, mentre la comunità internazionale spinge per un aumento degli aiuti umanitari e per una stabilizzazione duratura.
La riapertura del valico di Rafah rappresenta, dunque, un elemento chiave per la ripresa della mobilità e della vita quotidiana nella Striscia, e un segnale importante di apertura verso la normalizzazione delle condizioni di vita in una delle aree più sensibili del Medio Oriente.






