Tel Aviv, 24 febbraio 2026 – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito con fermezza l’intenzione di completare l’opera di smilitarizzazione della Striscia di Gaza, sottolineando che Hamas dovrà deporre le armi. Le sue dichiarazioni sono state rilasciate durante la conferenza dei dirigenti dello Shin Bet, l’agenzia di sicurezza interna israeliana.
Smilitarizzazione di Gaza e sicurezza israeliana
Netanyahu ha dichiarato che vi è un accordo con la forza internazionale e il Board of Peace sulla necessità che Hamas venga disarmato e che Gaza venga smilitarizzata completamente. Ha aggiunto che tale obiettivo sarà raggiunto “o per la via facile, o per la via difficile, ma accadrà”. Il premier ha sottolineato l’importanza di garantire che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele, specificando che la responsabilità della sicurezza rafforzata spetterà esclusivamente a Israele.
Nuovi equilibri geopolitici e lotta interna alle armi illegali
Durante lo stesso intervento, Netanyahu ha annunciato l’intenzione di costruire un nuovo asse regionale contro gli estremismi islamici, opponendosi sia all’asse sciita che a quello sunnita dei Fratelli Musulmani. Il premier ha parlato di un “cerchio” di paesi che va dall’India all’Etiopia, fino al Mediterraneo, con cui Israele intende rafforzare alleanze strategiche.
Inoltre, Netanyahu ha evidenziato un altro tema di sicurezza interna: la presenza di “centinaia di migliaia di armi illegali”, in particolare nella comunità araba israeliana. Ha ribadito la necessità di ridurre e confiscare queste armi per evitare che Israele si trasformi in un “Far West”, riaffermando l’impegno per uno Stato di diritto.
Benjamin Netanyahu, leader del partito Likud e primo ministro dal dicembre 2022, è una figura politica di spicco in Israele, con una lunga carriera sia militare sia politica. Nato a Tel Aviv nel 1949, è stato tra i protagonisti della politica israeliana per decenni e attualmente guida il paese in uno dei momenti più complessi della sua storia recente.





