La Turchia ha confermato la propria disponibilità a inviare truppe nella Striscia di Gaza, nell’ambito degli sforzi internazionali per ristabilire la sicurezza nella regione. Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha dichiarato che il presidente Recep Tayyip Erdoğan è favorevole a partecipare con contingenti militari a una forza di stabilizzazione, a patto che tutte le parti coinvolte diano il loro consenso.
La proposta turca per una forza di stabilizzazione a Gaza
Durante la riunione inaugurale del Board of Peace a Washington, organizzata su iniziativa del presidente statunitense Donald Trump, la Turchia ha ribadito il proprio impegno per la pace a Gaza. Il Board of Peace, di recente costituzione, ha l’obiettivo di ristabilire la sicurezza e mantenere la pace nella Striscia. Nel corso di un’intervista all’agenzia Anadolu, Fidan ha inoltre reso noto che Ankara si sta attivando per creare una forza di polizia locale in grado di garantire sicurezza e servizi pubblici agli abitanti di Gaza. In questo contesto, la Turchia si è impegnata a fornire la formazione necessaria a queste forze.
Il governo turco ha discusso anche di progetti di ricostruzione con Ali Shaath, presidente del Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza (NCAG), un organismo tecnocratico composto da 15 membri e supervisionato dal Board of Peace. Questa collaborazione verte su iniziative concrete per il miglioramento delle condizioni di vita nella Striscia, duramente colpita dal conflitto.
La posizione di Hamas: la fine dell’aggressione israeliana come premessa per il futuro
Dalla Striscia di Gaza, il movimento islamista Hamas ha risposto alle iniziative internazionali enfatizzando che ogni discussione sul futuro della regione deve partire dalla cessazione totale dell’aggressione israeliana. In una nota diffusa nella notte, Hamas ha affermato che qualsiasi processo politico o accordo deve prevedere la revoca del blocco imposto a Gaza e il riconoscimento dei legittimi diritti nazionali del popolo palestinese, in particolare il diritto alla libertà e all’autodeterminazione.
L’organizzazione, che governa la Striscia dal 2007 dopo aver vinto le elezioni legislative palestinesi del 2006, ha sottolineato come la fine dell’assedio e delle operazioni militari israeliane sia il presupposto imprescindibile per avviare un dialogo costruttivo sul futuro di Gaza.
Il conflitto israelo-palestinese rimane al centro delle tensioni regionali, con la Turchia che cerca di giocare un ruolo attivo nella mediazione e nel sostegno alla pace, mentre Hamas insiste sulla necessità di garantire i fondamentali diritti palestinesi come base per ogni negoziato.






