6 gennaio 2026 – Israele ha effettuato un nuovo raid nel sud della Striscia di Gaza, nonostante il cessate il fuoco in vigore dallo scorso ottobre, colpendo una tenda che ospitava palestinesi sfollati. L’attacco, condotto con artiglieria ed elicotteri, ha provocato la morte di una bambina di cinque anni e di suo zio, mentre altre quattro persone, tra cui alcuni bambini, sono rimaste ferite. La notizia è stata riportata da Al-Jazeera, che cita fonti ufficiali palestinesi.
Nuovi attacchi nonostante la tregua
Secondo quanto comunicato dal complesso medico Nasser di Khan Younis, l’episodio è avvenuto nella zona costiera di al-Mawasi, nel sud della Striscia di Gaza. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver preso di mira un combattente di Hamas, ritenuto in procinto di lanciare un attacco contro le forze israeliane, ma non ha fornito prove che colleghino direttamente l’attacco alla tenda alla sua operazione. Parallelamente, la Protezione Civile Palestinese ha segnalato il crollo di un’abitazione colpita in precedenti raid, nel campo centrale di Maghazi, con il bilancio di un padre di 29 anni e suo figlio di otto anni deceduti nell’incidente.
Le autorità sanitarie di Gaza hanno registrato almeno 354 palestinesi uccisi dall’inizio del cessate il fuoco, il 10 ottobre scorso. Tra le vittime recenti si contano anche due fratellini di 10 e 12 anni, uccisi da un drone israeliano mentre raccoglievano legna nei pressi di Khan Yunis per aiutare il padre disabile. Lo zio dei bambini ha confermato che il drone ha aperto il fuoco durante questa attività.
Il contesto e le tensioni in corso a Gaza
Il conflitto tra Israele e Hamas prosegue in un clima di profonda tensione. Hamas, organizzazione islamista che controlla la Striscia di Gaza dal 2007, è stata fondata nel 1987 come movimento di resistenza contro lo Stato di Israele. Sebbene il cessate il fuoco abbia ridotto temporaneamente le ostilità, gli attacchi aerei e i raid israeliani continuano a causare vittime civili.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha recentemente riaffermato la sua posizione contraria alla creazione di uno Stato palestinese a ovest del fiume Giordano, mentre i leader di Hamas sottolineano che Israele non desidera una soluzione a due Stati che ponga fine al conflitto. Nel frattempo, la comunità internazionale monitora con preoccupazione gli sviluppi, mentre si lavora per la possibile costituzione di una forza multilaterale di pace destinata a garantire la sicurezza nella Striscia di Gaza.
In questo scenario, la situazione umanitaria rimane critica, con la popolazione civile che continua a subire le conseguenze delle ostilità e delle restrizioni imposte dal blocco israeliano e dalle tensioni interne palestinesi.






