Parigi, 24 febbraio 2026 – In seguito a una serie di eventi che hanno scosso profondamente il prestigioso museo parigino, la presidente del Musée du Louvre, Laurence des Cars, ha presentato le proprie dimissioni, confermate dall’Eliseo. La decisione giunge dopo il clamoroso furto dei gioielli della corona francese avvenuto lo scorso autunno, un episodio che ha messo in luce gravi carenze nella sicurezza dell’istituzione.
Furto al Louvre: un colpo da 88 milioni di euro e le falle nella sicurezza
Il furto, avvenuto il 19 ottobre 2025 nella celebre Galleria d’Apollo, ha visto la sottrazione di nove preziosi gioielli appartenuti alla collezione dei gioielli di Napoleone, tra cui una collana, una spilla e la tiara di Giuseppina Bonaparte. Il bottino, dal valore stimato di 88 milioni di euro, rappresenta un colpo senza precedenti nella storia del museo. I ladri, entrati travestiti da operai, hanno agito con grande rapidità, in meno di sette minuti, e sono riusciti a fuggire lasciando però dietro di sé alcuni oggetti e attrezzature, tra cui la corona dell’imperatrice Eugenia, danneggiata nella fuga.
L’episodio ha scatenato un’ondata di polemiche sulla sicurezza dei musei francesi, con la ministra della Cultura, Rachida Dati, che ha denunciato “quarant’anni di incuria”. Un rapporto recente della Corte dei Conti ha evidenziato “mancanze considerevoli e persistenti” nella sicurezza del Louvre: solo un terzo delle sale dispone di telecamere di videosorveglianza, con alcune ali, come quella della Gioconda, particolarmente vulnerabili.
Le dimissioni di Laurence des Cars e il futuro del museo
Laurence des Cars, prima donna a dirigere il Louvre nella sua storia di 228 anni, era già stata criticata per non aver adeguatamente risolto le problematiche di sicurezza nonostante gli allarmi lanciati in passato. Nel gennaio 2025, infatti, aveva inviato una lettera alla ministra della Cultura segnalando le condizioni “preoccupanti” del museo, tra cui infiltrazioni di pioggia e variazioni di temperatura che mettevano a rischio le opere.
Nonostante l’annuncio, da parte del presidente Macron, di un piano di modernizzazione da 800 milioni di euro e della creazione di un nuovo ingresso per rilanciare il museo entro il 2031, i problemi strutturali sono rimasti in larga parte irrisolti.
La presidente des Cars ha formalizzato la sua rinuncia, ma fonti ufficiali hanno riferito che le dimissioni non sono state accettate immediatamente, considerandole “controproducenti in un momento così delicato”. Intanto, il Louvre resta chiuso ai visitatori e la caccia ai responsabili del furto continua con l’inchiesta per furto organizzato e associazione a delinquere in corso.






