Milano, 30 gennaio 2026 – In vista dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, tornano al centro dell’attenzione le dichiarazioni provocatorie di Steve Bannon, ex stratega della Casa Bianca e figura di spicco della destra populista internazionale. Il suo intervento ha riacceso le polemiche sulla presenza degli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) statunitensi in Italia durante l’evento sportivo, con toni che non lasciano spazio a equivoci.
Steve Bannon e la polemica sugli agenti ICE alle Olimpiadi
Bannon, noto per il suo ruolo chiave nella campagna elettorale di Donald Trump nel 2016 e per la sua influenza sulle correnti populiste e nazionaliste a livello globale, ha commentato senza mezzi termini la reazione italiana alla presenza degli agenti ICE. In un’intervista rilasciata a La Repubblica, ha affermato: “Citami letteralmente: fuck you”, sottolineando la sua frustrazione verso il rifiuto italiano che definisce un atteggiamento da “scrocconi”. Ha minacciato di ritirare la squadra americana dai Giochi, evidenziando come, a suo dire, gli Stati Uniti stiano offrendo un “massiccio aiuto per la sicurezza” che non sarebbe apprezzato dall’Italia.
Bannon ha inoltre puntato il dito contro la classe politica italiana, definendola “la peggior classe politica sulla Terra perché ruba alla propria gente”, e ha ribadito il suo impegno nel promuovere la formazione politica di stampo conservatore e di destra tramite l’istituto a Trisulti, la cui gestione è stata oggetto di disputa legale con il ministero della Cultura italiano.
Lo scontro con Giorgia Meloni e la visione politica internazionale
Non risparmiando critiche anche a livello nazionale, Bannon ha attaccato la premier Giorgia Meloni, accusandola di essere diventata “globalista” e di aver tradito le aspettative dei suoi sostenitori italiani e internazionali. Secondo lui, la Meloni avrebbe accettato compromessi con l’Unione Europea per motivi finanziari, e le sue parole non avrebbero più rilievo nei circoli conservatori statunitensi.
Nel contesto internazionale, Bannon rimane una figura polarizzante, sostenitore del rafforzamento dei movimenti populisti e nazionalisti in Europa e oltre. Dopo aver ricoperto il ruolo di capo stratega durante la prima presidenza di Donald Trump, è stato protagonista di numerose controversie giudiziarie, tra cui accuse di frode e oltraggio al Congresso, per le quali ha scontato una pena detentiva nel 2024.






