Parigi, 31 marzo 2026 – Nel corso del recente fine settimana, la Francia ha negato il permesso di sorvolo del proprio spazio aereo ai voli israeliani diretti a trasportare armi statunitensi, destinate a essere impiegate nella guerra contro l’Iran. A riferirlo sono state fonti diplomatiche occidentali e fonti a conoscenza diretta della questione, come riportato da Reuters. Si tratta del primo caso dall’inizio del conflitto in Iran in cui Parigi adotta una simile misura.
La posizione della Francia sul sorvolo dello spazio aereo
Nonostante le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che aveva affermato il contrario, fonti militari francesi hanno precisato che non esiste alcun divieto nei confronti degli aerei militari americani di sorvolare lo spazio aereo francese. Tuttavia, le condizioni per gli atterraggi nelle basi militari di Istres e Avord restano limitate esclusivamente agli aerei di trasporto logistico, come confermato da una fonte militare francese alla televisione BFM.
Va inoltre sottolineato che, a differenza della Spagna, che ha ufficialmente annunciato la chiusura del proprio spazio aereo agli aerei militari statunitensi coinvolti nella guerra, la Francia non ha comunicato pubblicamente alcun divieto formale di sorvolo per i velivoli americani. Le autorità francesi e statunitensi non hanno rilasciato commenti ufficiali in merito alla vicenda.
Il contesto geopolitico e le implicazioni
Questa decisione arriva in un momento di crescente tensione nella regione mediorientale, in particolare per il conflitto tra Israele e l’Iran. Israele, guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu, prosegue nella sua azione militare volta a limitare il programma nucleare iraniano, mentre gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, mantengono un ruolo attivo nel sostegno a Tel Aviv.
La misura adottata da Parigi, pur non essendo stata ufficializzata pubblicamente, rappresenta un segnale diplomatico significativo nel contesto del complesso equilibrio geopolitico attuale. La gestione degli spazi aerei europei coinvolti nelle operazioni militari in Medio Oriente si conferma dunque un tema delicato, con implicazioni strategiche per le alleanze transatlantiche e la conduzione del conflitto.






