Parigi, 26 febbraio 2026 – La Francia ha confermato l’intercettazione di un drone non identificato nei pressi della portaerei Charles de Gaulle, attualmente ormeggiata a Malmö, in Svezia, dove si trova per un breve scalo tecnico e operativo.
Intercettazione del drone nei pressi della portaerei Charles de Gaulle
Secondo la conferma ufficiale del Colonnello Guillaume Vernet, portavoce dello Stato maggiore francese, un drone sospetto è stato bloccato ieri da un sistema di difesa svedese a circa 7 miglia nautiche, pari a quasi 13 chilometri dalla portaerei, simbolo della Marina Nazionale francese. Il sistema anti-drone svedese ha funzionato in modo efficace, senza interferire con le normali operazioni di bordo. Vernet ha smentito le voci diffuse dalla stampa che ipotizzavano si trattasse di un drone russo, affermando che al momento il velivolo non è stato identificato con certezza.
Nel frattempo, fonti della televisione statale svedese SVT hanno riferito che un drone russo sarebbe decollato da una nave militare russa nelle vicinanze, avvicinandosi pericolosamente alla Charles de Gaulle. Le forze armate svedesi hanno quindi attivato contromisure che hanno portato alla scomparsa del drone dall’area circostante, senza che fosse chiaro se il velivolo sia tornato alla nave russa o sia precipitato in mare.
Missioni e esercitazioni nel Mar Baltico e Artico
La presenza della portaerei Charles de Gaulle in Svezia è parte di un più ampio dispiegamento militare previsto da tempo. Il gruppo navale francese parteciperà alla missione NATO Baltic Sentry, finalizzata a scoraggiare le minacce alle infrastrutture sottomarine nel Mar Baltico, in particolare a seguito degli attacchi ai cavi sottomarini di comunicazione attribuiti alla Russia. Inoltre, la portaerei francesce prenderà parte alle esercitazioni multilaterali NATO Steadfast Dart, Neptune Strike e Cold Response, organizzate rispettivamente nella regione baltica e in Norvegia.
Questo dispiegamento strategico segue di poco il lancio della missione Arctic Sentry, pensata per rafforzare la sicurezza nell’Artico e fornire garanzie agli Stati Uniti sull’impegno collettivo in difesa della Groenlandia. La missione riflette la crescente attenzione delle potenze occidentali verso le aree artiche e baltiche, dove la tensione geopolitica con la Russia rimane alta.
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