Chi siamo
Redazione
sabato 3 Gennaio 2026
  • Login
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
    • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
    • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
No Result
View All Result
  • Login
No Result
View All Result
Home Esteri

Venezuela, Caracas denuncia: “Gravissima aggressione militare”. Trump: “Catturato Maduro, operazione brillante”

Le esplosioni notturne aggravano la tensione a Caracas, già segnata da instabilità politica e minacce internazionali. Autorità al lavoro per chiarire dinamica e responsabili

by Marco Viscomi
3 Gennaio 2026
Venezuela, le esplosioni che scuotono il cielo di Caracas

Venezuela, le esplosioni che scuotono il cielo di Caracas | X

Caracas, 3 gennaio 2026 – Nella notte appena trascorsa, la capitale del Venezuela è stata scossa da una serie di forti esplosioni, accompagnate da rumori simili a quelli di aerei in volo. Le detonazioni si sono verificate intorno alle 2:00 ora locale (le 7:00 in Italia), con segnalazioni che le collocano nelle zone sud ed est di Caracas. Le immagini diffuse sui social media mostrano grandi incendi con colonne di fumo.

Nel frattempo il Governo del Venezuela “denuncia la gravissima aggressione militare” degli USA e annuncia la presenza di morti civili e militari. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di aver catturato il presidente Nicolas Maduro in una operazione definita “brillante“. “L’operazione americana in Venezuela ha causato morti e feriti fra la popolazione locale, ma il numero preciso non è ancora chiaro”. Lo riporta il New York Times.

Nicolas Maduro, il presidente del Venezuela
Nicolas Maduro, il presidente del Venezuela | Shutterstock

Trump annuncia l’operazione contro Maduro

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha convocato una conferenza stampa per le ore 17 italiane nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida. L’annuncio è stato diffuso tramite la piattaforma Truth, di cui Trump è attivo utilizzatore. La conferenza arriva in un momento di intensi sviluppi geopolitici, con particolare attenzione alla situazione in Venezuela.

Nella mattinata odierna, sempre attraverso Truth, Trump ha reso noto il successo di un’operazione militare statunitense su larga scala contro il Venezuela, culminata con la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie. L’operazione, condotta in collaborazione con le forze dell’ordine statunitensi, ha rappresentato un deciso intervento degli Stati Uniti nel Paese sudamericano, da anni al centro di tensioni politiche ed economiche. Seguiranno ulteriori dettagli in merito alle modalità e agli sviluppi successivi.

“Una buona pianificazione e truppe eccellenti. E’ stata un’operazione brillante“. Lo ha detto Donald Trump in merito alla missione con cui è stato catturato Nicolas Maduro in un’intervista riportata dal New York Times. A chi gli chiedeva se avesse chiesto l’autorizzazione al Congresso per agire e quali fossero i prossimi passi per il Venezuela, Trump ha risposto che avrebbe affrontato questi temi durante la conferenza stampa.

“È una nuova alba per il Venezuela: Il tiranno se n’è andato. Finalmente affronterà la giustizia per i suoi crimini“. Lo ha detto il vice segretario di stato americano Christopher Landau. “Nicolas Maduro è stato arrestato e sarà processato in Venezuela“. Lo ha detto il senatore repubblicano Mike Lee citando il segretario di stato Marco Rubio. “Mi ha informato che Maduro è stato arrestato per essere processato con l’accusa di reati penali negli Stati Uniti e che l’aizone di questa notte è stata intrapresa per proteggere e difendere coloro che stavano eseguendo il mandato di arresto“, ha detti Lee citato da Cnn.

“Maduro e la moglie incriminati a New York”

Nicolás Maduro e sua moglie sono stati formalmente incriminati nel Southern District di New York, dove verrano trasportati al termine dei preparativi per il viaggio. La notizia è stata annunciata dalla ministra della Giustizia statunitense, Pam Bondi, che ha reso pubbliche le accuse mosse contro la coppia. Inoltre, pare che il presidente venezuelano comparirà in tribunale già lunedì.

Secondo quanto riferito dalla ministra Bondi, Maduro è accusato di un vasto insieme di reati, tra cui cospirazione per narcotraffico e terrorismo, cospirazione per l’importazione di cocaina, possesso di mitragliatrici e ordigni esplosivi destinati agli Stati Uniti. La procuratrice ha sottolineato che presto Maduro e la moglie dovranno rispondere di fronte alla giustizia americana, nei tribunali statunitensi.

Il retroscena sull’operazione in Venezuela

Secondo quanto riportato da fonti citate da Abc, la US Delta Force ha catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro a seguito dell’identificazione della sua posizione esatta da parte della CIA. L’operazione, approvata dal statunitense Donald Trump alcuni giorni fa, era inizialmente programmata per il periodo natalizio, ma è stata posticipata a causa dei disordini in Nigeria.

La richiesta della vicepresidente venezuelana

La vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez, nella sua prima apparizione pubblica diverse ore dopo gli attacchi aerei degli Stati Uniti, ha chiesto a Washington una prova che Nicolás Maduro e sua moglie Cilia Flores siano vivi.

La richiesta viene interpretata dagli osservatori come un’ammissione indiretta che il leader sia stato catturato e non si trovi più a Caracas. Rodríguez, in una telefonata al canale televisivo ufficiale VTV, ha affermato che Maduro ha firmato il decreto di stato di emergenza e che lei lo farà rispettare. Il decreto prevede la sospensione delle garanzie costituzionali in Venezuela.

Dettagli sugli eventi notturni a Caracas

Secondo un giornalista dell’agenzia France Presse, i rumori di esplosioni sono continuati fino alle 2:15 di notte (7:15 ora italiana). L’episodio arriva in un momento di forte tensione internazionale, mentre il presidente statunitense Donald Trump ha recentemente dispiegato una flottiglia navale nei Caraibi e ha espresso la possibilità di interventi terrestri contro il governo di Nicolás Maduro, affermando che i giorni del leader del Venezuela sono contati.

Donald Trump
Donald Trump / shutterstock

Parallelamente, nella stessa città, un attentato fallito contro Maduro è stato segnalato durante un discorso in occasione dell’81esimo anniversario della Guardia Nazionale. Alcuni droni carichi di esplosivo sono esplosi vicino al palco presidenziale, ferendo sette persone. Maduro è rimasto illeso, come confermato dal ministro delle Comunicazioni Jorge Rodriguez.

🚨 ÚLTIMA HORA

Se visualizan las aeronaves estadounidenses en territorio venezolano. pic.twitter.com/LUHLXp9e1e

— Emmanuel Rincón (@EmmaRincon) January 3, 2026

Le conseguenze delle esplosioni e l’appello di Petro

Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, nella notte di oggi, intorno alle 2 del mattino ora locale, sono state udite almeno sette esplosioni accompagnate dal passaggio di aerei a bassa quota nella città di Caracas. Al momento non sono ancora chiare le cause che hanno generato queste detonazioni. Le richieste di commento rivolte al governo venezuelano, al Pentagono e alla Casa Bianca sono rimaste senza risposta.

Gli utenti dei social media hanno segnalato diverse esplosioni a Caracas nelle prime ore di oggi. Lo scrive El Nacional, media venezuelano. I video delle esplosioni sono stati condivisi su diverse piattaforme dai residenti di quartieri come El Junquito, La Pastora, Macarao, El Hatillo, El Marqués e Los Ruices, che hanno riferito di aver sentito forti rumori ed esplosioni.

Alcune zone della città hanno subito interruzioni di corrente. Le interruzioni di elettricità sono confermante anche dai giornalisti della Cnn che si trovano nella capitale venezuelana, che hanno sentito anche il rumore di aerei dopo le esplosioni. Secondo testimonianze raccolte dalla Reuters, scrive la agenzia sul suo sito, ad essere senza elettricità è la zona meridionale della città, nei pressi di una grande base militare

“Caracas è sotto bombardamento in questo momento. Allertate il mondo: il Venezuela è stato attaccato! Stanno bombardando con missili. L’Organizzazione degli Stati americani e l’Onu devono incontrarsi immediatamente“. Lo scrive il presidente della Colombia Gustavo Petro su X.

En este momento bombardean Caracas. Alerta atodo el mundo han atacado a Venezuela

Bombardean con misiles.

Debe reunirse la OEA y la ONU de inmediato.

— Gustavo Petro (@petrogustavo) January 3, 2026

Attacchi ordinati da Trump: obiettivi e conferme

È alta la tensione nella regione latinoamericana dopo che fonti statunitensi hanno confermato che il presidente Donald Trump ha ordinato attacchi contro alcune strutture militari e siti strategici all’interno del Venezuela. L’azione militare, riportata da Cbs News e confermata anche da Fox News, fa parte di una più ampia campagna dell’amministrazione Trump contro il regime del presidente venezuelano Nicolás Maduro.

Secondo funzionari anonimi dell’amministrazione statunitense, le operazioni militari sono rivolte a colpire strutture chiave del Venezuela, in particolare quelle militari, nell’ambito di un’azione mirata a contrastare il traffico di droga e le organizzazioni criminali transnazionali nella regione.

Il dispiegamento del gruppo d’attacco della portaerei USS Gerald R. Ford, la più moderna e potente della Marina statunitense, rafforza la presenza militare americana nell’area, portando a quasi il 20% le navi da guerra schierate sotto il Comando Sud degli Stati Uniti. Il gruppo è stato inviato non solo per contrastare il narcotraffico, ma anche – secondo analisti come James Holmes del Naval War College – per aumentare la pressione sul regime di Maduro con l’obiettivo di un possibile cambio di governo.

La reazione di Caracas e le implicazioni geopolitiche

Il governo venezuelano ha immediatamente respinto le accuse e gli attacchi, definendo l’operazione una “guerra coloniale” mirata a sottrarre le risorse strategiche del paese, soprattutto petrolio e minerali. In una nota ufficiale, il regime di Maduro ha sottolineato che “non riusciranno a spezzare l’indipendenza politica della nazione” e ha promesso di respingere ogni tentativo di intervento straniero. Nel contesto geopolitico, l’aumento della presenza militare statunitense nella regione, con l’attivazione di basi e il dispiegamento di droni MQ-9 Reaper e caccia F-35 a Porto Rico, evidenzia una strategia di pressione multipla. Tuttavia, esperti e diplomatici americani, come James Story, escludono per ora un’invasione su larga scala simile a quella di Panama, pur ipotizzando azioni proattive a breve termine, probabilmente limitate a raid aerei.

La dichiarazione di stato di agitazione esterna e la risposta cubana

Nicolás Maduro, presidente del Venezuela, ha ufficialmente autorizzato la lotta armata contro quella che ha definito un’aggressione imperialista da parte americana nei confronti del suo Paese. In una nota diffusa dal governo venezuelano, Maduro ha disposto l’attuazione immediata di tutti i piani di difesa nazionale, in conformità con la Costituzione e le leggi nazionali, firmando un decreto che dichiara lo stato di “agitazione esterna” su tutto il territorio.

Il decreto firmato da Maduro impone al Venezuela di attivarsi per sconfiggere quella che ha definito “aggressione imperialista”. Contestualmente, Cuba, tradizionale alleato regionale di Caracas, si è schierata apertamente a fianco del presidente venezuelano. Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez, ha condannato con forza l’azione militare degli USA, definendola un “attacco criminale” e sollecitando una reazione urgente della comunità internazionale.

In un messaggio pubblicato sul suo account ufficiale su X, Rodríguez ha sottolineato che la cosiddetta “Zona di pace dell’America Latina e dei Caraibi è stata brutalmente assaltata”, definendo l’azione statunitense come “terrorismo di Stato contro il coraggioso popolo venezuelano e contro la Nostra America”. Il messaggio si è concluso con il rivoluzionario slogan cubano: “Patria o Morte, Vinceremo!”.

*COMMUNIQUE OF THE
REPUBLIC OF VENEZUELA*

The Bolivarian Republic of #Venezuela rejects, denounces, and condemns before the international community the extremely serious military aggression perpetrated by the current Government of the United States of America against Venezuelan…

— Bruno Rodríguez P (@BrunoRguezP) January 3, 2026

L’escalation e le accuse all’imperialismo statunitense

L’autorizzazione di Maduro alla lotta armata si inserisce in un contesto di crescente tensione con gli USA, che hanno recentemente mobilitato forze militari nel Sud dei Caraibi, mirando direttamente al Venezuela. Secondo la denuncia della Frazione Trotskista – Quarta Internazionale e della rete internazionale La Izquierda Diario, queste azioni includono bombardamenti di imbarcazioni civili, operazioni segrete autorizzate dalla CIA e una serie di sanzioni economiche che aggravano la crisi nel Paese sudamericano. L’imperialismo statunitense è accusato di perseguire una politica di soffocamento e prepotenza, giustificata con la retorica della lotta al narcotraffico e della sicurezza emisferica, ma in realtà finalizzata a riaffermare il controllo geopolitico sull’America Latina, soprattutto sul Venezuela.

L’economista e esperto di America Latina Luciano Vasapollo ha definito queste operazioni segrete della CIA “un atto di guerra imperialista contro un popolo sovrano” e ha denunciato la complicità di alcune potenze europee, in particolare l’Unione Europea, che sostiene la politica statunitense attraverso sanzioni e propaganda contro Caracas.

La situazione rappresenta un punto di massima tensione in un conflitto che vede Maduro rafforzare il controllo interno e la repressione delle opposizioni, mentre il suo governo continua a resistere all’offensiva internazionale, sostenuto da alleanze strategiche come quella con Cuba.

Contesto politico e sicurezza a Caracas

Caracas, capitale del Venezuela, è una città di quasi 6 milioni di abitanti, situata in una valle montuosa a circa 900 metri di altitudine. Nel corso degli ultimi anni, la capitale ha vissuto una crescente instabilità politica ed economica, con frequenti proteste e tensioni sociali. Nicolás Maduro, al potere dal 2013, ha affrontato numerosi tentativi di destabilizzazione e accuse di corruzione, mentre la pressione internazionale, soprattutto dagli USA, si è intensificata.

Gli eventi di questa notte rappresentano un ulteriore aggravamento della situazione di sicurezza nella capitale venezuelana, che resta al centro di un complesso scenario politico e militare in America Latina. Le autorità continuano a monitorare la situazione, mentre si attendono ulteriori chiarimenti sulle cause e sui responsabili delle esplosioni.

Tags: Donald TrumpGustavo PetroNicolás MaduroPrimo PianoUltim'oraVenezuela

Related Posts

Video

Maduro, Sit in presso l’ambasciata Usa a Roma

3 Gennaio 2026
Cronaca

Sit-in a Roma davanti all’ambasciata Usa: “Grave violazione del diritto internazionale”

3 Gennaio 2026
Video

Napoli, corteo di solidarietà con il Venezuela: “Giù le mani”

3 Gennaio 2026
Cronaca

A Napoli corteo per il Venezuela: “No all’intervento Usa, difendiamo la sovranità”

3 Gennaio 2026
Video

Milano, presidio in difesa del Venezuela: “L’attacco degli Stati Uniti è illegale e terroristico”

3 Gennaio 2026
Cronaca

Milano, manifestazione contro l’operazione Usa in Venezuela: “Azioni illegali e contro il diritto internazionale”

3 Gennaio 2026

Articoli recenti

  • Maduro, Sit in presso l’ambasciata Usa a Roma
  • Sit-in a Roma davanti all’ambasciata Usa: “Grave violazione del diritto internazionale”
  • Milano, parla Ahmed, attivista propal: “Anche io indagato, ho fiducia che la verità uscirà”
  • Milano, indagato attivista pro-Palestina: “Abbiamo fiducia nella giustizia, la verità emergerà”
  • Napoli, corteo di solidarietà con il Venezuela: “Giù le mani”

© 2025 Alanews – Smart Media Solutions - Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012 | Gestione editoriale e multimediale Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva: 16947451007 | Per la pubblicità: NewsCom S.r.l. – Divisione Testate on line - Sede legale: Via Assisi, 15 - 00181 Roma Capitale sociale: Euro 10.000,00 Codice Fiscale, Partita I.V.A. e Iscrizione al Registro delle Imprese di Roma n. 11903571005 | R.E.A. di Roma: 1335869 Visiona le nostre condizioni d'uso e la nostra politica sulla privacy & cookies.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
×
No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
    • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
  • Chi siamo
  • Redazione

© 2025 Alanews – Smart Media Solutions - Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012 | Gestione editoriale e multimediale Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva: 16947451007 | Per la pubblicità: NewsCom S.r.l. – Divisione Testate on line - Sede legale: Via Assisi, 15 - 00181 Roma Capitale sociale: Euro 10.000,00 Codice Fiscale, Partita I.V.A. e Iscrizione al Registro delle Imprese di Roma n. 11903571005 | R.E.A. di Roma: 1335869 Visiona le nostre condizioni d'uso e la nostra politica sulla privacy & cookies.