Roma, 11 febbraio 2026 – Il movimento Make America Great Again (MAGA), simbolo della politica e dell’influenza di Donald Trump, ha intensificato le sue attività e stanziato fondi in Europa con l’obiettivo dichiarato di “salvare il Vecchio Continente” e difendere quella che ritiene essere la libertà di parola minacciata dalle normative europee. Questa strategia, rivelata da fonti vicine al Dipartimento di Stato statunitense, si traduce in un piano di finanziamenti diretti a think tank e organizzazioni di destra, in particolare legate a figure come Nigel Farage, leader del partito britannico Reform UK.
Fondi MAGA in Europa e il ruolo di Nigel Farage
Nel dicembre 2025, Sarah Rogers, una funzionaria di alto livello del Dipartimento di Stato, ha condotto un tour europeo toccando capitali come Londra, Parigi, Roma e Milano, incontrando esponenti chiave del panorama politico di destra. Tra i protagonisti delle interlocuzioni figura Nigel Farage, già europarlamentare e riconfermato leader di Reform UK nel giugno 2024, che ha guadagnato nuova visibilità politica dopo aver ottenuto seggio al Parlamento britannico nelle elezioni del luglio 2024. Farage è noto per il suo ruolo centrale nella campagna Brexit e per la sua posizione euroscettica, fattori che lo rendono un interlocutore privilegiato per l’amministrazione Trump, intenzionata a contrastare le politiche regolatorie europee che considera limitanti per la libertà di espressione e per l’industria tecnologica americana.
Contrasti normativi e finanziamenti segreti
Il piano di Trump si concentra in particolare su due normative: l’Online Safety Act britannico e il Digital Services Act dell’Unione Europea. Entrambi i testi sono visti dalla Casa Bianca come strumenti di censura che minano la libertà di parola e penalizzano il settore tecnologico statunitense. Un recente rapporto della commissione giustizia della Camera Usa ha denunciato come l’Unione Europea, in oltre un decennio, abbia esercitato pressioni per una moderazione più aggressiva dei contenuti online, arrivando a sanzionare pesantemente piattaforme come X (ex Twitter) per quasi il 6% del fatturato globale. Queste dinamiche alimentano la percezione di un’“interferenza straniera” che giustifica, secondo le fonti, i fondi stanziati dagli Stati Uniti per sostenere le organizzazioni di destra europee. Tali finanziamenti sarebbero collegati anche alle celebrazioni per il 250° anniversario dell’indipendenza americana, utilizzati però in modo strategico per influenzare il dibattito pubblico europeo.
Le mosse degli Stati Uniti in Europa, mirate a sostenere gruppi di destra e a contestare le normative comunitarie, suscitano preoccupazioni tra i governi europei, soprattutto quelli di centrosinistra, e pongono nuove sfide alle relazioni transatlantiche tradizionalmente consolidate. La strategia di Trump si inserisce in un contesto globale sempre più complesso, in cui la libertà di parola e la regolamentazione dei contenuti online sono al centro di un acceso dibattito politico e culturale.






