Londra, 30 gennaio 2026 – Non si arresta il transito di navi mercantili sanzionate, sospettate di aggirare le restrizioni imposte dall’Occidente alla Russia in seguito alla guerra in Ucraina. Secondo un’indagine condotta dalla redazione di fact checking della BBC Verify, altre otto petroliere appartenenti alla cosiddetta “flotta ombra” russa sono state individuate nelle acque della Manica, a poche miglia dalle coste inglesi e francesi.
La flotta ombra russa nella Manica
La BBC ha confermato, grazie all’uso di “fonti aperte di intelligence” e immagini satellitari, il passaggio di queste navi nelle ultime ore nel Canale della Manica, nonostante la linea dura promessa dai governi britannico e francese e alcuni recenti abbordaggi. Una settimana fa, la stessa emittente aveva verificato il transito di almeno 42 navi sotto sanzioni russe in un solo mese, alcune delle quali con nomi cambiati durante la navigazione e battenti “bandiere false”. Questo fenomeno rappresenta una strategia di Mosca per eludere le sanzioni internazionali attraverso una rete di navi che cambiano identità e bandiera, complicando il tracciamento e il controllo.
La portata e i rischi della flotta fantasma
La flotta fantasma russa, composta da centinaia di petroliere, è attiva non solo nell’Atlantico ma anche nel Mediterraneo, dove opera ai margini delle normative internazionali. Secondo dati aggiornati, questa rete movimenta una parte significativa del commercio globale di petrolio, con navi che spesso cambiano nome e bandiera per sfuggire ai controlli. Nel Mediterraneo, e in particolare lungo le rotte italiane, alcune di queste imbarcazioni sono state monitorate mentre effettuano trasferimenti di greggio in mare aperto, rappresentando un rischio ambientale e geopolitico. Le autorità europee, nonostante alcune azioni isolate di contrasto, faticano a fermare questi traffici, che continuano a prosperare grazie a un sistema di trasbordi e falsificazioni dei dati di navigazione.
L’individuazione di ulteriori petroliere russe nella Manica sottolinea la persistenza e l’adattabilità di questa rete illegale, che sfida le sanzioni internazionali e alimenta tensioni geopolitiche nel contesto del conflitto in Ucraina.




