Teheran, 31 gennaio 2026 – Una serie di esplosioni ha scosso oggi diverse città dell’Iran, tra cui Bandar Abbas, Khorramshahr, Abadan e Ahvaz, provocando vittime e feriti. Le cause degli incidenti sono ancora in fase di accertamento e le autorità iraniane hanno avviato indagini per fare luce sui fatti. Intanto, Israele ha negato qualsiasi coinvolgimento negli eventi, in un clima di crescente tensione nella regione.
Esplosioni in Iran: vittime e danni a Bandar Abbas e Khuzestan
Secondo i media statali iraniani, una potente esplosione si è verificata in un edificio residenziale di otto piani a Bandar Abbas, importante città portuale sul Golfo Persico. L’esplosione ha distrutto due piani dell’edificio, danneggiato veicoli e negozi nelle vicinanze. Il bilancio provvisorio dell’incidente parla di un morto e 14 feriti, come confermato dal direttore generale della Hormozgan Crisis Management. La causa dell’esplosione non è ancora stata resa nota.
Nella provincia sud-occidentale del Khuzestan, un’altra grave esplosione, probabilmente dovuta a una fuga di gas, ha colpito il quartiere Kianshahr di Ahvaz, causando la morte di quattro persone. Sempre nella stessa area, nelle città di Khorramshahr e Abadan, sono stati segnalati ulteriori scoppi collegati, secondo l’agenzia Irna, a residui di esplosivi risalenti alla guerra Iran-Iraq degli anni ’80. Le autorità hanno dichiarato che gli eventi sono sotto stretta indagine.
Israele nega coinvolgimento negli incidenti e contesto di alta tensione regionale
In risposta alle speculazioni che circolavano nei media internazionali, il governo israeliano ha smentito ogni responsabilità riguardo alle esplosioni odierne in Iran, come riportato da The Times of Israel. Negli ultimi mesi, la regione ha assistito a un’escalation delle tensioni tra Iran e Israele, culminata nel giugno 2025 con la cosiddetta “guerra dei dodici giorni”, durante la quale Israele ha condotto attacchi aerei su siti militari e nucleari iraniani. L’Iran ha risposto con lanci di missili e droni verso Israele, in un conflitto che ha visto anche l’intervento militare degli Stati Uniti e un cessate il fuoco siglato il 24 giugno 2025.
Le esplosioni odierne si inseriscono in un clima di instabilità e di proteste interne in Iran, dove negli ultimi mesi decine di migliaia di cittadini sono scesi in piazza contro il regime degli ayatollah, non senza repressioni e blackout di Internet. Il paese resta quindi al centro di un delicato equilibrio geopolitico, con un’attenzione internazionale alta sulle possibili evoluzioni di questo scenario complesso.






