Roma, 10 marzo 2026 – Una nuova ondata di attacchi missilistici attribuiti all’Iran ha nuovamente scosso la regione del Golfo Persico nelle prime ore di questa mattina. Le sirene di allarme sono risuonate in diverse città chiave, tra cui Dubai negli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein, mentre le tensioni si intensificano in un contesto già segnato da un conflitto regionale complesso.
Iran, attacchi missilistici in Iraq e nei paesi del Golfo
Secondo le fonti ufficiali, Riad ha distrutto due droni nelle sue aree orientali, ricche di risorse petrolifere, mentre il Kuwait ha abbattuto sei droni provenienti dalla stessa offensiva iraniana. I Pasdaran, le Guardie della Rivoluzione iraniane, hanno annunciato di aver colpito con cinque missili la base aerea americana di Al-Harir, situata nel Kurdistan iracheno, un’importante postazione militare statunitense nella regione.
Le esplosioni sono state avvertite anche a Dubai e Doha, dove si sono sollevate colonne di fumo, testimoniando la portata dell’attacco. Le autorità kuwaitiane hanno confermato che un drone ha colpito l’aeroporto internazionale di Kuwait, provocando lievi ferite a dipendenti e danni materiali limitati al terminal passeggeri.
Contesto regionale e reazioni internazionali
Gli attacchi si inseriscono in un quadro di estrema tensione che vede coinvolti USA, Israele e Iran, con un’escalation di operazioni militari e rappresaglie reciproche. Le forze israeliane hanno risposto con raid aerei e le difese aeree si sono attivate per intercettare missili lanciati contro città come Tel Aviv e Gerusalemme. Intanto, il presidente americano Donald Trump ha parlato di una possibile durata del conflitto di circa quattro settimane, sottolineando l’importanza di completare le operazioni in corso.
Inoltre, l’Onu ha convocato una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza per discutere della crisi in Medio Oriente, mentre il segretario generale Antonio Guterres ha chiesto un’immediata cessazione delle ostilità per evitare un’escalation con conseguenze imprevedibili.
Le tensioni in Medio Oriente rimangono alte, con il rischio concreto di un allargamento del conflitto e con le basi militari americane nel Golfo come principali obiettivi degli attacchi missilistici lanciati dall’Iran e dalle sue milizie alleate.






