Londra, 5 febbraio 2026 – I recenti documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti hanno rivelato aspetti inquietanti legati a Jeffrey Epstein, il finanziere statunitense noto per la sua rete internazionale di abusi sessuali su minorenni. Tra le rivelazioni più sconvolgenti emerge l’ossessione di Epstein per l’eugenetica, con un progetto volto a creare una “razza migliore” attraverso l’utilizzo del proprio DNA per inseminare numerose donne nel suo ranch in New Mexico.
Il progetto eugenetico di Jeffrey Epstein
Secondo quanto riportato dal Daily Telegraph, Epstein coltivava l’ambizione di generare una discendenza geneticamente superiore. Già nel 2019 alcuni media americani avevano accennato a queste idee, ma ora sono emerse le e-mail scambiate con accademici e scienziati che ne illustrano chiaramente la natura razzista e profondamente controversa. In una mail del 2016 indirizzata a Noam Chomsky, Epstein affermava che “il divario di intelligenza nei punteggi dei test tra gli afroamericani è ben documentato” e che “migliorare le cose potrebbe richiedere l’accettazione di alcuni fatti scomodi”. In un altro scambio con il cognitivista tedesco Joscha Bach, Epstein parlava apertamente di modifiche genetiche per rendere le persone nere “più intelligenti”.
Un passato controverso e legami inquietanti
Jeffrey Epstein, nato a New York nel 1953 e morto nel 2019 in carcere, è stato condannato per traffico sessuale e abusi su centinaia di minorenni. Nonostante la sua origine ebraica, il finanziere faceva battute sull’Olocausto e mostrava una fissazione per le “caratteristiche ariane”. La sua figura è stata al centro di scandali che coinvolgono personaggi di alto profilo, e le nuove rivelazioni sulle sue teorie eugenetiche gettano un’ombra ancora più cupa sul suo lascito.
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