New York, 10 febbraio 2026 – Nuove rivelazioni emergono dall’inchiesta sul caso Jeffrey Epstein, l’imprenditore e criminale statunitense noto per le accuse di abusi sessuali e traffico di minorenni, la cui vicenda continua a scuotere l’opinione pubblica a distanza di anni dalla sua morte nel 2019.
Telecamere nascoste e sorveglianza nella villa di Epstein
Secondo quanto riportato dal New York Times e confermato da documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia statunitense, nel 2014 Jeffrey Epstein aveva incaricato un suo collaboratore di procurare telecamere da nascondere nella sua residenza in Florida. Il collaboratore rispose di aver già acquistato due dispositivi, piccoli e in grado di registrare per 64 ore, che avrebbe poi installato all’interno di scatole di Kleenex, per garantire una sorveglianza discreta e continua degli ambienti. Questa scoperta fornisce un ulteriore dettaglio sulle modalità con cui Epstein monitorava le sue vittime e le persone presenti nelle sue abitazioni, confermando la natura premeditata e sistematica degli abusi.
I nomi nascosti nei documenti e il coinvolgimento di personaggi di alto profilo
Tra gli aggiornamenti più significativi, il deputato democratico Ro Khanna ha reso noti sei nomi di uomini di alto profilo presenti nei file di Epstein, precedentemente oscurati. Tra questi figurano Leslie Wexner, ex amministratore delegato di Victoria’s Secret, e il sultano Ahmed bin Sulayem, uomo d’affari emiratino a capo di DP World, gigante della logistica con sede a Dubai. Altri nomi emersi sono Nicola Caputo, Salvatore Nuara, Zurab Mikeladze e Leonic Leonov. Khanna ha sottolineato come questi nomi rappresentino solo una piccola parte degli oltre tre milioni di documenti, sollevando interrogativi su quanti altri personaggi influenti possano essere implicati.
Riguardo al sultano Ahmed bin Sulayem, i documenti rivelano una corrispondenza inquietante: Epstein gli inviò nel 2009 un’email in cui dichiarava di aver apprezzato un “video di torture”. La natura di questo materiale e il contesto restano oscuri, ma la presenza del sultano in questa vicenda ha suscitato grande scalpore. Secondo le ricostruzioni, Epstein avrebbe fatto incontrare bin Sulayem con il miliardario Tom Pritzker e avrebbe tentato di avviare collaborazioni con Leslie Wexner, figura chiave nella gestione finanziaria di Epstein. Questi collegamenti dimostrano l’estensione della rete di Epstein tra gli ambienti più ricchi e potenti.
Il coinvolgimento di personalità pubbliche e la posizione di Franck Ribéry
Un altro nome che ha destato clamore è quello dell’ex calciatore francese Franck Ribéry, inserito nei documenti in modo anonimo e collegato a presunti episodi di sfruttamento della prostituzione. Ribéry ha negato fermamente ogni addebito e, tramite il suo avvocato, ha annunciato l’intenzione di sporgere querela per diffamazione contro chi ha diffuso false informazioni. Nel documento anonimo si sosteneva che Ribéry avesse avuto rapporti con una minorenne e che fosse coinvolto in episodi di violenza, accuse che l’ex atleta ha respinto definendole frutto di un regolamento di conti a cui non ha alcun legame.
La testimonianza pubblica della principessa Sofia di Svezia
La principessa Sofia di Svezia ha confermato di aver incontrato Epstein in due occasioni pubbliche negli anni ’90, ma ha negato qualsiasi rapporto personale o privato con lui. “L’ho incontrato in un paio di occasioni sociali, in contesti pubblici e con molte altre persone”, ha dichiarato alla stampa svedese, esprimendo solidarietà alle vittime e auspicando che venga fatta giustizia. Le sue dichiarazioni contribuiscono a fare luce sui legami sociali di Epstein con membri dell’alta società e della nobiltà europea.
Il lungo iter giudiziario e le nuove rivelazioni sul caso Epstein
La vicenda giudiziaria di Jeffrey Epstein ha avuto inizio nel 1996 con la prima denuncia per abusi sessuali, culminando nel 2008 con un controverso patteggiamento che lo ha visto condannato per due accuse di prostituzione minorile, ma con una pena di soli tredici mesi, scontati con ampie concessioni. Nel 2019 Epstein è stato nuovamente arrestato con l’accusa federale di traffico sessuale di minori, ma è stato trovato morto in cella pochi giorni dopo, con la morte ufficialmente classificata come suicidio. Tuttavia, permangono dubbi e sospetti, soprattutto dopo la pubblicazione nel 2025 di filmati di sorveglianza manipolati che hanno alimentato teorie complottiste.
Documenti desecretati e indagini successive hanno rivelato un sistema complesso di reclutamento e sfruttamento di giovani donne e ragazze, spesso monitorate da telecamere nascoste, e la complicità di figure come Ghislaine Maxwell, condannata nel 2022 a 20 anni di reclusione per traffico sessuale e cospirazione.






