Sarah Ferguson, ex duchessa di York, continua a mantenersi lontana dai riflettori pubblici da diversi mesi, alimentando un crescente interesse da parte degli ambienti politici statunitensi e non solo. Il suo nome è tornato al centro dell’attenzione in relazione al caso Jeffrey Epstein, il finanziere americano condannato per traffico di minori e abusi sessuali. Negli Stati Uniti, il Comitato di vigilanza della Camera dei rappresentanti sta intensificando le pressioni affinché Ferguson accetti di testimoniare su quanto possa sapere riguardo ai legami con Epstein.
Le pressioni del Congresso Usa su Sarah Ferguson
Come riportato da una recente inchiesta della BBC, i congressisti statunitensi, tra cui il deputato democratico Suhas Subramanyam, ritengono che la duchessa abbia “informazioni rilevanti” sull’indagine in corso. Subramanyam ha dichiarato che Ferguson dovrebbe testimoniare sotto giuramento davanti alla commissione, sottolineando come, nonostante non esista un obbligo legale che la vincoli a comparire, i legislatori siano disposti a trovare modalità che possano agevolarla. La richiesta è stata condivisa anche dalla collega deputata Melanie Stansbury, che ha affermato: “Se Ferguson o un qualsiasi membro della sua famiglia possiede informazioni sugli illeciti commessi da Epstein e dai suoi collaboratori, la nostra responsabilità è quella di analizzare i fatti ovunque”.
Le pressioni non vengono solo dal Congresso: la famiglia di Virginia Giuffre, una delle principali accusatrici di Epstein, attraverso il suo rappresentante Sky Roberts, ha chiesto che l’ex duchessa di York risponda alle domande negli Stati Uniti “immediatamente”, qualora fosse a conoscenza di informazioni utili.
I legami tra Sarah Ferguson e Jeffrey Epstein
I file resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia statunitense rivelano che Ferguson intratteneva stretti rapporti con Epstein, definendolo nel 2009 “il fratello che ho sempre desiderato”. Emergono dettagli inquietanti, come il fatto che l’ex duchessa abbia scritto a Epstein anche durante la sua detenzione per accuse di sollecitazione di prostituzione minorile. Inoltre, è noto che abbia portato le proprie figlie a pranzo con Epstein a Miami, poco dopo la sua scarcerazione.
A seguito di queste rivelazioni, la charity Sarah’s Trust, fondata da Ferguson, ha annunciato la chiusura per un periodo indeterminato. La decisione è stata presa dopo mesi di discussioni interne e arriva in un momento di grande pressione mediatica e legale.
Gli esperti legali e i rappresentanti delle vittime, come l’avvocata Gloria Allred, hanno sottolineato che Ferguson non può più considerarsi una vittima in questa vicenda e hanno chiesto che si presenti spontaneamente a testimoniare sia davanti al Congresso americano sia alle autorità britanniche.
Attualmente, non è noto il luogo in cui si trovi Sarah Ferguson. Fonti giornalistiche ipotizzano che possa essere negli Emirati Arabi Uniti, in Portogallo, Svizzera o in un centro benessere in Irlanda, ma i suoi rappresentanti hanno rifiutato ogni commento ufficiale.
Le pressioni a testimoniare si intensificano dunque, mentre la figura di Ferguson rimane al centro di un intricato intrigo che coinvolge la famiglia reale britannica e uno dei più gravi scandali di abuso sessuale a livello globale.






