Roma, 16 marzo 2026 – Continua a suscitare dubbi il primo messaggio ufficiale attribuito a Mojtaba Khamenei, neoeletto Guida Suprema dell’Iran dopo la morte del padre Ali Khamenei nei recenti attacchi israeliano-statunitensi. Una fonte vicina ai riformisti iraniani ha riferito al media kuwaitiano Al-Jarida che il discorso potrebbe non essere stato scritto direttamente da Mojtaba, bensì da Ali Larijani, segretario generale del consiglio supremo per la sicurezza nazionale, la cui firma politica appare evidente nel testo. Inoltre, si sostiene che Mojtaba non fosse stato nemmeno informato preventivamente del contenuto del messaggio.
Il messaggio di Mojtaba Khamenei: tono duro e richieste di coesione nazionale
Il testo, diffuso senza alcuna registrazione audio o video del leader, è stato letto da una giornalista della televisione di Stato e si presenta con un tono severo, più duro rispetto a quello del padre, senza aperture verso una de-escalation. Mojtaba Khamenei ha ribadito la necessità di mantenere il blocco dello Stretto di Hormuz come strumento di pressione contro gli avversari e ha chiesto ai Paesi vicini di chiudere le basi militari americane nel Golfo, definendo le promesse statunitensi di sicurezza “menzogne”. Il messaggio contiene anche un ultimatum per ottenere risarcimenti per i danni inflitti alle infrastrutture iraniane, minacciando in caso di rifiuto di confiscare beni nemici o di distruggere proprietà equivalenti.
Parallelamente, Mojtaba ha esortato all’unità nazionale e alla coesione interna, avvertendo contro ogni forma di dissenso che possa minare l’unità della nazione iraniana, soprattutto in un momento così delicato. Il suo discorso si conclude con un ringraziamento ai combattenti iraniani e ai gruppi alleati come Hezbollah e gli Houthi, in un chiaro segnale di continuità con la linea politica del padre.
Rezaei è il nuovo consigliere militare?
Nelle ultime ore, l’agenzia Sabrin News ha riportato che Mojtaba Khamenei ha nominato Mohsen Rezaei, ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie e membro del Consiglio iraniano per la salvaguardia degli interessi del regime, come suo consigliere militare. Una mossa che sottolinea l’intenzione di consolidare un apparato di sicurezza solido in un momento di tensione elevata.
Intanto, dal fronte internazionale arrivano notizie curiose e controverse: il New York Post ha riferito che Donald Trump avrebbe reagito con ilarità alla notizia di un’indiscrezione secondo cui Mojtaba Khamenei potrebbe essere gay, con il padre Ali Khamenei che, secondo le fonti, avrebbe temuto per la sua idoneità al ruolo a causa di questa ragione. Si tratta di informazioni non confermate ufficialmente ma riportate da fonti di intelligence statunitensi.
Nel frattempo, la mancanza di apparizioni pubbliche del nuovo leader e l’assenza di registrazioni audio dei suoi discorsi continuano ad alimentare speculazioni sulla sua salute e sicurezza, rafforzate dalle notizie sul suo trasferimento segreto a Mosca per un intervento chirurgico. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha tuttavia rassicurato che non vi sarebbero problemi riguardo a Mojtaba Khamenei.
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