Belgrado, 26 dicembre 2025 – Milorad Dodik, leader nazionalista serbo-bosniaco e figura centrale della Republika Srpska, ha rinnovato oggi il suo riconoscimento e la sua gratitudine verso la Federazione russa e il presidente Vladimir Putin per il loro sostegno politico costante nei confronti dell’entità serba della Bosnia-Erzegovina. Nel corso di una conferenza stampa tenuta a Banja Luka, capitale della Republika Srpska, Dodik ha sottolineato come il supporto russo rispetti il diritto internazionale e l’accordo di pace di Dayton, evitando interventi esterni che potrebbero alterare gli equilibri interni della Bosnia-Erzegovina.
L’appoggio russo e la visione di Dodik sui rapporti internazionali
Dodik ha evidenziato che l’approccio di Mosca si fonda esclusivamente sulle intese tra le componenti interne della Bosnia-Erzegovina, senza interferenze da parte dell’Alto rappresentante internazionale. Ha inoltre ricordato il dialogo personale e di qualità che lo lega a Putin, caratterizzato da amicizia e comprensione reciproca. Il leader serbo-bosniaco ha espresso piena legittimazione per l’operazione militare russa in Ucraina, richiamandosi anche all’intervento di Putin alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera del 2007, in cui il presidente russo aveva auspicato una cooperazione tra Russia e Occidente. Dodik ha però criticato l’atteggiamento occidentale, definito arrogante e reiteratamente ostile nei confronti sia dei russi che dei serbi.
Dodik ha inoltre ribadito il diritto della Russia a difendere la propria sovranità e ha elogiato Putin non solo come leader del popolo russo, ma come figura che rappresenta valori quali l’amicizia, il rispetto della persona, della famiglia, delle tradizioni e della fede. Nel suo discorso, Dodik ha ricordato gli eventi del 2014 a Kiev e l’accordo di Minsk, la cui applicazione, a suo dire, è stata tradita dall’Occidente per sostenere militarmente l’Ucraina.
Crisi politica interna e prospettive future della Republika Srpska
Il contesto politico interno alla Republika Srpska rimane complesso: Milorad Dodik, che ha ricoperto la presidenza dell’entità serba dal 2022 fino alla sua rimozione nel 2025 a seguito di una condanna, ha recentemente rinunciato a ricandidarsi alle elezioni anticipate. La sua posizione nazionalista e filorussa ha contribuito a una crisi istituzionale, con molteplici accuse da parte degli Stati Uniti e dell’Unione Europea per violazioni dell’accordo di Dayton e per le sue minacce di secessione dell’entità.
In seguito alla rimozione, il suo partito, l’Alleanza dei Socialdemocratici Indipendenti (SNSD), ha scelto Siniša Karan come candidato alle elezioni del 23 novembre 2025, mentre l’opposizione è guidata dal professore Branko Blanusa del Partito Democratico Serbo (SDS). La situazione politica è segnata da tensioni e da un delicato equilibrio che potrebbe influenzare gli sviluppi futuri nei Balcani, con la Russia che continua a essere un attore influente nel sostegno alla Republika Srpska.
Il recente incontro tra Dodik e l’ambasciatore russo Igor Kalabukhov, nel corso del quale è stata conferita un’onorificenza russa al ministro dell’Interno della Republika Srpska, Zeljko Budimir, conferma l’importanza del legame politico e simbolico tra Mosca e la leadership serbo-bosniaca.






