Guerra in Iran, la diretta di oggi, 15 maggio
Nuovi sviluppi nella Guerra in Iran mentre il conflitto entra anche nel confronto diplomatico tra grandi potenze. Durante l’incontro a Zhongnanhai tra Donald Trump e Xi Jinping, i due leader hanno discusso dello Stretto di Hormuz, snodo decisivo per il commercio energetico mondiale. Pechino insiste sulla necessità di mantenere aperta la rotta marittima, mentre Teheran rilancia: “Hormuz è nostro e non lo cederemo mai”. Intanto il ministro iraniano Abbas Araghchi chiede ai Paesi BRICS di condannare l’azione militare di Usa e Israele.
Cosa sta succedendo nella guerra in Iran:
- Xi Jinping: lo Stretto di Hormuz deve restare aperto
- Trump conferma che la campagna militare contro l’Iran continuerà
- Teheran: “Hormuz è nostro e non lo cederemo mai”
- Iran chiede ai Paesi BRICS di condannare Usa e Israele
- Abbas Araghchi: gli iraniani “non si piegheranno mai alle pressioni”
Cosa sta succedendo
Il ministero degli Esteri cinese lavora con gli Usa per ridurre reciprocamente i dazi e ampliare gli scambi bilaterali, mentre il vertice Trump-Xi conferma il ruolo paritario della Cina rispetto agli Stati Uniti. Intanto, tensioni crescono in Medio Oriente con un raid israeliano nel sud del Libano che ha causato due morti.
Ultimi sviluppi: Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha annunciato l’istituzione di un consiglio commerciale tra Cina e Usa per rafforzare la cooperazione economica.
- Wang Yi: istituzione di un consiglio commerciale Cina-Usa per ridurre i dazi
- Raid israeliano: due morti a Tibnin, nel sud del Libano
- Tajani: possibile manovra correttiva per la crisi economica legata alla guerra in Iran
Aerei israeliani hanno effettuato due raid contro la città di Harouf, nel sud del Libano, distruggendo un centro ambulanze collegato all'Autorità sanitaria islamica e ferendo almeno due persone, secondo l'Agenzia nazionale libanese. L'attacco ha colpito una struttura utilizzata per le emergenze nell'area di Nabatieh, dove sono rimasti feriti alcuni paramedici, riferiscono fonti locali.
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha dichiarato che i team economici di Cina e Stati Uniti lavoreranno per ampliare gli scambi bilaterali riducendo reciprocamente i dazi, secondo l'agenzia Xinhua. Wang ha aggiunto che le due parti hanno concordato di istituire un consiglio commerciale e un consiglio per gli investimenti. Inoltre, affronteranno le preoccupazioni sull'accesso al mercato dei prodotti agricoli.
Sultan Barakat, professore alla Hamad Bin Khalifa University in Qatar, sostiene che l’amministrazione Trump non mira a una guerra totale con l’Iran, ma cerca di «ritirarsi gradualmente mantenendo l’immagine di una vittoria». Barakat ha detto ad Al Jazeera che la posizione iniziale di Trump, che prevedeva zero arricchimento e l’uscita dell’uranio arricchito dal paese, «è ormai superata». Secondo il professore, le nuove opzioni includono un tetto all’arricchimento per usi civili e medici e la possibilità di affidare il materiale arricchito a un paese terzo, come la Cina.
Due persone sono morte in un raid israeliano contro la città di Tibnin, nel sud del Libano, secondo la National News Agency. Fonti locali riferiscono che l'attacco ha causato anche danni materiali nella zona.
Il vicepremier Antonio Tajani non esclude una manovra correttiva oltre agli interventi sulle accise per affrontare la crisi economica causata dalla guerra in Iran, secondo quanto riferito a Macerata durante il congresso regionale di Forza Italia. Tajani ha sottolineato la necessità di maggiore flessibilità europea sui costi dell'energia, paragonandola a quella concessa alle spese per la difesa. «Noi non abbiamo nulla a che fare con la guerra in Iran, ma ne paghiamo le conseguenze», ha aggiunto.
Il ministro degli Esteri cinese Wang ha esortato Stati Uniti e Iran a proseguire i negoziati per un «cessate il fuoco permanente e comprensivo», secondo fonti diplomatiche. Il segretario all’Energia Usa Chris Wright ha affermato che l’importanza dello Stretto di Hormuz diminuirà con la ricerca di rotte alternative per petrolio e gas da parte di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e altri Paesi. Il ministero della Salute libanese ha riferito che gli attacchi israeliani hanno causato almeno 657 morti dal cessate il fuoco entrato in vigore il mese scorso. Il leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha dichiarato che la «resistenza coraggiosa» dell’Iran ha rafforzato la preparazione del Paese contro gli Stati Uniti. Delegazioni israeliane e libanesi hanno iniziato il secondo giorno di negoziati sostenuti dagli Usa al Dipartimento di Stato.
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di aver reindirizzato 75 navi commerciali lontano dai porti iraniani dall'inizio del blocco navale. Altre quattro imbarcazioni sono state «disabilitate» per far rispettare il blocco, secondo un post pubblicato oggi su X. Il Centcom ha diffuso anche l'immagine di un elicottero MH-60R Sea Hawk in decollo dal cacciatorpediniere Uss Rafael Peralta nel Mar Arabico.
Il Pakistan ha rimpatriato 11 suoi cittadini e 20 iraniani imbarcati su navi sequestrate dagli Stati Uniti in acque internazionali, ha annunciato il vice primo ministro e ministro degli Esteri Ishaq Dar. Dar ha riferito che tutti i 31 sono in buona salute e hanno viaggiato da Singapore a Bangkok, dove sono saliti su un volo per Islamabad; gli iraniani proseguiranno poi per Teheran. Il rimpatrio ha richiesto coordinamento tra più governi; Dar ha ringraziato il ministro degli Esteri di Singapore Vivian Balakrishnan, il segretario di Stato Usa Marco Rubio e le autorità thailandesi per il supporto e la facilitazione del transito. Ha inoltre citato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi per la fiducia accordata al Pakistan nella gestione dei cittadini iraniani.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno negato qualsiasi ruolo attivo nel conflitto in Medio Oriente, respingendo le accuse dell'Iran. Il ministro di Stato Khalifa bin Shaheen Al Marar ha definito «categorico rifiuto» le affermazioni iraniane e i tentativi di giustificare gli attacchi terroristici iraniani contro gli Emirati e altri Paesi, secondo una dichiarazione ufficiale.
Il segretario all’Energia degli Stati Uniti, Jennifer Granholm, ha previsto un aumento della capacità di gasdotti in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e altri Paesi mediorientali, secondo quanto riferito da CNBC. Granholm ha affermato che lo stretto di Hormuz perderà importanza per le spedizioni globali di petrolio e gas, pur mantenendo centrale la produzione energetica delle nazioni della regione. «Ci saranno altre rotte per l’energia in uscita dal Golfo», ha detto, sottolineando il ruolo chiave di questi Paesi come fornitori energetici e alleati degli Stati Uniti.
Han Lin, direttore per la Cina di The Asia Group, ha detto ad Al Jazeera da Shanghai che Pechino ha una leva importante su Teheran grazie all’acquisto del 90% delle esportazioni petrolifere iraniane. Tuttavia, ha aggiunto che la Cina difficilmente rinuncerà a questa leva senza ottenere concessioni da Washington. Le sue dichiarazioni arrivano mentre gli Stati Uniti cercano il sostegno di Pechino per ridurre le tensioni e riaprire lo Stretto di Hormuz, fondamentale per il flusso energetico globale. Secondo Han Lin, la diplomazia cinese resta improntata a un approccio negoziale basato sul «quid pro quo».
Narendra Modi è arrivato ad Abu Dhabi per rafforzare la partnership strategica con gli Emirati Arabi Uniti, secondo fonti ufficiali. Il premier indiano ha incontrato il presidente Sheikh Mohammed bin Zayed Al Nahyan e ha firmato un accordo quadro sulla cooperazione in campo difensivo. Durante la visita sono stati siglati anche intese sulla fornitura di Gpl e annunciati investimenti emiratini in India per quasi 5 miliardi di dollari. Modi ha definito gli Emirati «la mia seconda casa», dove risiedono 4,5 milioni di indiani.
Il comandante del Comando settentrionale delle Forze di difesa israeliane, Rafi Milo, ha dichiarato zona militare chiusa la fascia costiera da Rosh Hanikra ad Achziv, nel nord di Israele, secondo il «Times of Israele». La misura segue l'attacco con drone lanciato ieri da Hezbollah sull'area di Rosh Hanikra, che ha ferito quattro civili, riferisce il quotidiano. L'ordine resterà in vigore fino alla fine del mese, aggiunge la fonte.
La portaerei francese Charles de Gaulle ha attraversato il Canale di Suez ed è entrata nel Mar Arabico, avvicinandosi allo Stretto di Hormuz, secondo il ministro delegato delle Forze Armate, Alice Rufo. In un’intervista a BFMTV, Rufo ha precisato che la nave non è entrata nello Stretto di Hormuz. La sua presenza nell’area serve a valutare la situazione e a influenzare l’equilibrio diplomatico regionale e globale, ha aggiunto il ministro, sottolineando che l’azione è difensiva e rispetta il diritto internazionale.
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha esortato gli Stati Uniti e l'Iran a raggiungere un cessate il fuoco permanente nello Stretto di Hormuz, secondo l'agenzia ufficiale Xinhua. Wang ha citato il presidente Xi Jinping, che ha sottolineato come «la forza non risolve i problemi, il dialogo è l'unica via giusta». Il ministro ha aggiunto che la Cina continuerà a promuovere i negoziati per una rapida fine dei combattimenti e il ripristino della pace in Medio Oriente.
Il segretario all'Energia Usa, Chris Wright, ritiene che Pechino, grande acquirente di petrolio iraniano, incrementerà gli acquisti di greggio americano durante il conflitto, secondo un'intervista a CNBC. Wright ha sottolineato che «il mondo deve riaprire il Golfo Persico» e ha definito temporanea la strategia iraniana di bloccare il traffico. Ha aggiunto che la normalizzazione dipende in gran parte dall'Iran e ha previsto una rapida fine del programma nucleare iraniano e la libera circolazione nello Stretto di Hormuz, possibile con un accordo con Teheran.
Gli Stati Uniti e la Cina concordano sulla necessità di porre fine alla guerra e riaprire lo stretto di Hormuz, secondo fonti ufficiali. Il presidente Trump ha sottolineato questi punti nei colloqui con Pechino, ma non ha ottenuto un impegno preciso dalla Cina per un coinvolgimento diretto nella questione. La Cina resta riluttante a intervenire profondamente, nonostante metà del suo petrolio passi attraverso lo stretto.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito «molto complesso» il tema dell'uranio arricchito nei negoziati con gli Stati Uniti. Durante una conferenza stampa a New Delhi, Araghchi ha riferito che le parti hanno deciso di rimandare la questione alle fasi successive per via delle difficoltà e dello stallo attuale, secondo l'agenzia russa Tass.
Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha dichiarato di aver avuto un «dialogo proficuo» con il collega indiano Subrahmanyam Jaishankar, secondo un post su X. Araghchi ha sottolineato che l'Iran continuerà a svolgere il suo «storico dovere» di proteggere la sicurezza nello Stretto di Hormuz. Ha aggiunto che tutte le nazioni amiche possono «fare affidamento sulla sicurezza del commercio» nella regione, secondo quanto riferito dal diplomatico.
L'Onu ha definito «un'occasione unica» i negoziati in corso tra Libano e Israele per porre fine al conflitto, secondo fonti ufficiali. Il segretario generale António Guterres ha sottolineato l'importanza di questo dialogo per stabilire una pace duratura nella regione. Le trattative mirano a risolvere le dispute territoriali e a ridurre le tensioni lungo il confine.
Il ministero della Salute libanese riferisce che gli attacchi israeliani dal 2 marzo hanno causato almeno 2.951 morti e 8.988 feriti. Da metà aprile, quando è entrato in vigore un cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, si contano almeno 657 morti e 1.444 feriti, secondo fonti ufficiali.
Il Comando Centrale Usa (Centcom) ha aggiornato i dati sul blocco navale contro l'Iran, riferendo che 75 navi commerciali sono state deviate e quattro disabilitate per garantire il rispetto delle restrizioni. La misura viene applicata nel Golfo Arabico, dove le forze americane mantengono la pressione sulle rotte marittime iraniane, secondo quanto comunicato da Centcom.
La Società palestinese dei prigionieri ha riferito che Israele ha arrestato oltre 23.000 palestinesi in Cisgiordania occupata da ottobre 2023. L'organizzazione definisce questo periodo «il più sanguinoso e duro» per i detenuti palestinesi dal 1967, includendo donne, bambini e feriti. Secondo la stessa fonte, nelle carceri israeliane si trovano attualmente più di 9.400 palestinesi, in condizioni che la Società descrive come «spazi organizzati per torture, fame, umiliazioni e negazione sistematica delle cure mediche».
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha chiesto l'annessione completa della Cisgiordania, definendo «tutta la terra d'Israele nostra», secondo media locali. Smotrich ha presentato al Consiglio dei ministri un piano per eliminare le divisioni amministrative delle Aree A, B e C, istituite dagli Accordi di Oslo. Durante un discorso alla yeshiva Mercaz Harav, ha rivendicato l'approvazione di oltre cento nuovi insediamenti e 60.000 unità abitative per i coloni negli ultimi tre anni e mezzo. «Il popolo di Israele sta tornando a casa, e questa volta per sempre», ha detto il leader di Sionismo Religioso.
Le delegazioni israeliana e libanese sono arrivate al Dipartimento di Stato americano per il secondo giorno di negoziati sponsorizzati dagli Stati Uniti, riferiscono fonti ufficiali.
Hezbollah afferma di aver colpito un carro armato israeliano vicino a Bayada e tre bulldozer militari a Khiam, secondo comunicati diffusi dal gruppo libanese. Il movimento rivendica inoltre un attacco con razzi e artiglieria contro soldati israeliani a Rashaf, secondo fonti locali.
Il presidente Donald Trump ha detto ai cronisti sull'Air Force One che gli Stati Uniti potrebbero tornare a intervenire in Iran per fare «un po' di pulizie». Trump ha affermato di aver «spazzato via le loro forze armate di fatto» e di aver accettato una tregua di un mese «per fare un favore al Pakistan», pur non essendo personalmente d'accordo, secondo media americani.
La riunione biennale dei ministri degli Esteri BRICS a Nuova Delhi si è conclusa senza una posizione comune sulla guerra in Iran, secondo quanto riferiscono fonti ufficiali. Il documento finale del blocco riconosce solo la presenza di «divergenze di vedute» tra i membri. È il secondo incontro consecutivo in India che non produce un consenso sul conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. La sessione, presieduta dal ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar, ha segnato il primo appuntamento ministeriale sotto la presidenza indiana del BRICS per il 2026.
La televisione di Stato iraniana riferisce che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha consentito il transito a un numero maggiore di navi nello Stretto di Hormuz. Ieri l'emittente ha riportato che oltre 30 imbarcazioni hanno attraversato il canale nelle ultime 24 ore, mentre l'agenzia Tasnim ha indicato che diverse navi cinesi hanno ricevuto il permesso di passaggio. Secondo la televisione, l'autorizzazione riflette l'accettazione da parte di molti Paesi dei nuovi protocolli giuridici introdotti dall'Iran e dalle forze navali del Corpo nella regione.
Il capo dell’esercito israeliano Eyal Zamir ha evidenziato la necessità di una «prontezza elevata e costante» contro attacchi a sorpresa lungo i confini, dal livello di plotone allo Stato Maggiore, secondo quanto riferito venerdì durante un’esercitazione a sorpresa sul confine orientale. L’esercitazione, denominata «Broil and Fire», ha simulato un attacco terroristico ampio e complesso in un settore strategico, con l’obiettivo di difendere i confini e la popolazione locale. Zamir ha aggiunto che Israele è impegnato in una campagna multisettoriale continua con sfide importanti. All’esercitazione hanno partecipato tutte le branche militari, inclusi riservisti richiamati di notte, e diversi comandanti e generali.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz afferma di aver parlato al telefono con Donald Trump durante il viaggio di ritorno dalla Cina. Merz riferisce che entrambi concordano sull'urgenza che l'Iran «torni subito al tavolo negoziale» e che non gli sia consentito possedere armi nucleari. Il cancelliere sottolinea inoltre che l'Iran deve «aprire lo Stretto di Hormuz». In precedenza, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Arraghchi aveva dichiarato che lo stretto è aperto alle navi di paesi amici, previo coordinamento con le autorità iraniane, ma non a quelle di stati «nemici», secondo media locali.
Il presidente Donald Trump ha detto che i lanciamissili iraniani sono stati «in gran parte eliminati», definendo «false» le notizie sulla loro conservazione. Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti avrebbero neutralizzato rapidamente i rimanenti lanciatori qualora fossero tornati in Iran, secondo quanto riferito da media statunitensi.
Il leader supremo iraniano Ayatollah Mojtaba Khamenei ha definito la «coraggiosa resistenza» dell’Iran fondamentale per prepararsi a fronteggiare gli Stati Uniti, secondo una dichiarazione diffusa in occasione della Giornata nazionale della lingua persiana. Khamenei ha collegato la resistenza recente alla difesa sacra contro l’«invasione Usa-sionista», affermando che le gesta epiche di Ferdowsi riflettono il carattere eroico del popolo iraniano. Ha aggiunto che i «concetti valorosi e coranici» del poema epico Shahnameh uniscono tutte le etnie e classi sociali iraniane nella difesa dell’identità e dell’indipendenza contro gli aggressori, paragonati a Zahhak, figura mitologica del male.
L'ayatollah Mojtaba Khamenei ha definito la «coraggiosa resistenza» dell'Iran come elemento che ha rafforzato la preparazione del paese contro gli Stati Uniti, secondo media iraniani. In occasione della Giornata nazionale per la salvaguardia della lingua persiana e in ricordo del poeta Ferdowsi, Khamenei ha affermato che l'Iran ha dimostrato durante la recente Difesa Sacra «che le leggende di Ferdowsi riflettono il carattere eroico degli iraniani». Ha aggiunto che i «valenti concetti coranici» presenti nell'epopea Shahnameh uniscono tutte le etnie e classi sociali iraniane nella difesa dell'identità e dell'indipendenza contro gli aggressori «simili a Zahhak», figura mitologica del male.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno cercato di convincere gli altri Paesi del Golfo a partecipare a un attacco coordinato contro l'Iran dopo l’avvio della campagna militare di Stati Uniti e Israele, riferisce Bloomberg. Il presidente emiratino Mohammed bin Zayed ha discusso la proposta con leader regionali, tra cui il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, che ha però rifiutato, secondo la stessa fonte. Bloomberg aggiunge che l’Arabia Saudita ha colpito l’Iran a marzo, ma poi ha sostenuto i tentativi di mediazione guidati dal Pakistan. Abu Dhabi avrebbe espresso delusione per non essere stata coinvolta più attivamente nel negoziato, mentre il Qatar aveva valutato una rappresaglia dopo l’attacco iraniano all’impianto di gas di Ras Laffan, ma ha poi desistito.
L'esercito israeliano ha ordinato ai residenti di Ain Baal, al-Khrayeb, al-Zarariyeh, Arab Salim e Arab al-Jal di lasciare immediatamente le loro abitazioni, minacciando la morte in caso di rifiuto, secondo il portavoce in arabo. Da fine settembre, Israele ha ampliato progressivamente le zone di operazioni e i divieti di accesso, estendendo gli ordini di sfollamento forzato a quasi 100 villaggi libanesi, riferiscono fonti militari.
Donald Trump ha definito «fake news» le notizie secondo cui l'Iran avrebbe mantenuto gran parte dei suoi lanciamissili, secondo quanto riferiscono media statunitensi. «Li colpivamo come pinata», ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One. Ha aggiunto che i lanciamissili sono «in gran parte spariti» e che gli Stati Uniti li eliminerebbero rapidamente in caso di un nuovo intervento in Iran.
Nabih Berri, presidente del parlamento libanese e figura influente sciita, si definisce «opti-pessimista» sui negoziati in corso tra Libano e Israele, riferisce Al Jazeera. Berri ha dichiarato: «Non parlerò ora; ma quando i negoziati finiranno, avrò qualcosa da dire». Ha aggiunto che qualsiasi accordo con Israele deve avvenire sotto l'«ombrello saudita-iraniano-statunitense». Secondo Al Jazeera, Berri non ha ancora «benedetto» le trattative, che restano un tema controverso nella politica interna libanese.
Il presidente Donald Trump ha attaccato un giornalista che gli ha rivolto una domanda critica sugli obiettivi statunitensi in Iran, definendolo un «falso» e accusando i suoi scritti di essere «una sorta di tradimento». Trump ha affermato che gli Stati Uniti hanno ottenuto una «vittoria militare totale» in Iran, riconosciuta da tutti «tranne che da persone come te che non scrivono la verità». «Penso che sia quasi tradimento quello che scrivi», ha aggiunto Trump, «i tuoi editori ti dicono cosa scrivere e tu lo fai. Dovresti vergognarti», secondo quanto riferiscono media americani.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato di poter accettare un accordo con l'Iran che preveda uno stop di 20 anni all'attività nucleare. «Vent'anni sono sufficienti, ma servono garanzie reali», ha detto ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, secondo media americani.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha congratulato il nuovo primo ministro iracheno Ali al-Zaidi per aver ottenuto la fiducia parlamentare dopo il giuramento di giovedì, secondo media locali. Pezeshkian ha espresso l’auspicio che «in questa nuova fase, e sulla base dei profondi legami tra i nostri popoli, si apra un nuovo capitolo di cooperazione strategica». Ha inoltre assicurato che l’Iran «rimarrà al fianco dell’Iraq nel percorso di sviluppo e consolidamento della sicurezza».
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero dover tornare in Iran per «un po’ di lavoro di pulizia» dopo un cessate il fuoco durato un mese, senza fornire dettagli. Il presidente ha spiegato che l’accordo è stato accettato soprattutto su richiesta di altri Paesi, in particolare del Pakistan. «Non sarei stato favorevole, ma l’abbiamo fatto come favore al Pakistan», ha detto Trump a bordo dell’Air Force One dopo il viaggio in Cina, secondo media statunitensi.
Il presidente Donald Trump ha detto di essere favorevole a una sospensione di 20 anni del programma nucleare iraniano, a condizione che l'impegno di Teheran sia «reale», riferisce Reuters. Ulteriori dettagli sulle sue dichiarazioni saranno forniti a breve.
L'agenzia nazionale libanese NNA riferisce che Israele ha effettuato un attacco doppio su un'auto a Nabatieh, uccidendo due uomini, Muhammad Ahmad Abu Zeid e Jamal Nour el-Din, impegnati a consegnare aiuti alimentari. L'attacco ha danneggiato tre ambulanze del servizio locale, distruggendone una, senza ferire gli equipaggi. NNA aggiorna inoltre il bilancio delle vittime dell'attacco israeliano a Harouf, dove un raid aereo ha causato almeno quattro morti.
Abbas Araghchi ha dichiarato che l'Iran è aperto a qualsiasi supporto per risolvere il conflitto, inclusa l'assistenza cinese. «Apprezziamo ogni Paese in grado di aiutare, in particolare la Cina», ha detto secondo media locali. Ha aggiunto che l'Iran e la Cina sono partner strategici con buoni rapporti e che qualsiasi contributo cinese alla diplomazia sarebbe benvenuto dalla Repubblica islamica.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha attribuito agli Emirati Arabi Uniti il blocco di parti della dichiarazione finale del vertice ministeriale BRICS, durante un intervento a Nuova Delhi. Araghchi ha detto che gli Emirati hanno agito per sostenere Israele e Stati Uniti nella loro aggressione contro l’Iran, definendo la situazione «molto, molto sfortunata». Il diplomatico ha aggiunto che il Paese non può essere protetto da Washington e Tel Aviv, e che le basi militari statunitensi, invece di garantire sicurezza, sono diventate fonte di insicurezza, come dimostrato dal conflitto in corso, secondo Araghchi.
Teheran ha ricevuto la risposta ufficiale degli Stati Uniti, che «respinge completamente» le condizioni poste dalla Repubblica islamica, riferisce Al Jazeera citando fonti iraniane. L'Iran aveva presentato cinque richieste per avviare i negoziati sul nucleare: fine della guerra su tutti i fronti, revoca delle sanzioni, sblocco dei beni congelati, risarcimento per danni di guerra e riconoscimento della sovranità sullo Stretto di Hormuz.
L’esercito israeliano ha riferito che «diversi droni esplosivi» sono caduti nel nord del paese vicino al confine con il Libano, senza causare vittime. Israele ha accusato Hezbollah di «un’altra violazione degli accordi di cessate il fuoco». Secondo l’esercito, un razzo lanciato dal Libano è stato abbattuto e sono stati attivati allarmi per un «velivolo ostile» nello spazio aereo di Even Menahem. Hezbollah ha rivendicato «attacchi di rappresaglia» contro aerei e droni israeliani con missili terra-aria e ha colpito forze israeliane e mezzi corazzati in diverse località a nord di Taybeh, secondo fonti locali.
Abbas Araghchi ha confermato di aver parlato con funzionari russi riguardo all'offerta di Mosca di conservare l'uranio arricchito iraniano, esprimendo apprezzamento per «l'intenzione di aiutare» della Russia, secondo media locali. Ha aggiunto che l'Iran intende rinviare la questione dell'uranio arricchito a fasi successive dei negoziati con gli Stati Uniti, ma potrebbe valutare la proposta russa in un momento opportuno. «Quando arriveremo a quella fase, avremo ulteriori consultazioni con la Russia per capire se l'offerta può essere utile», ha detto Araghchi. Al momento, ha precisato, non è una questione attuale.
L'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) in Palestina segnala che la situazione a Gaza rimane «critica». Secondo OCHA, la maggior parte della popolazione è sfollata e «esposta a rischi sanitari e ambientali continui», mentre si registrano attacchi in aree residenziali. L'accesso ai servizi essenziali è limitato, con acqua pulita disponibile in modo irregolare e sistemi di gestione dei rifiuti compromessi, che non riescono a contenere problemi sanitari, compresi quelli legati ai roditori. Nei primi 11 giorni di maggio, solo la metà dei camion di aiuti provenienti dall'Egitto ha potuto scaricare ai valichi sotto controllo israeliano, riferisce il Logistics Cluster.
Abbas Araghchi ha detto che il principale problema nei negoziati con gli Stati Uniti è la «sfiducia» verso le loro intenzioni, secondo media iraniani. «Siamo dubbiosi sulla loro serietà, ma se percepiremo un impegno reale per un accordo equo, procederemo sicuramente», ha aggiunto il negoziatore iraniano.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto a Nuova Delhi che l'Iran e gli Stati Uniti hanno raggiunto un «impasse» sulla questione dell'uranio arricchito. Secondo Araghchi, l'argomento sarà «posticipato» alle fasi successive dei negoziati. «Per ora non è in discussione né in trattativa, ma lo affronteremo più avanti», ha aggiunto.
La delegazione di Trump ha sollecitato la Cina a esercitare pressione sull'Iran per favorire un accordo di pace, secondo fonti ufficiali. Al termine di oltre 40 ore di incontri con Xi Jinping a Pechino, non emergono segnali di intesa tra le due potenze su come porre fine al conflitto in Iran. La guerra è entrata nel 77° giorno, mentre le divergenze tra Washington e Pechino restano evidenti, riferiscono media internazionali.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato a Nuova Delhi, durante il vertice dei ministri degli Esteri dei BRICS, che l'Iran è disposto a negoziare con gli Stati Uniti solo se Washington dimostra serietà. Secondo Reuters, Araghchi ha aggiunto che Teheran «non ha fiducia» negli Usa. Il diplomatico ha sottolineato che l'Iran tenta di mantenere il cessate il fuoco per favorire la diplomazia, ma la mancanza di fiducia ostacola le trattative.
L'India, presidente dei BRICS, ha diffuso una dichiarazione al termine della riunione dei ministri degli Esteri a Nuova Delhi, riferendo divergenze tra alcuni membri sulla crisi mediorientale. Il comunicato, secondo fonti ufficiali, sollecita un accesso umanitario pieno e senza ostacoli a Gaza e un «cessate il fuoco immediato, permanente e incondizionato» nella Striscia. I ministri hanno condannato le misure coercitive unilaterali e le sanzioni non autorizzate dal Consiglio di Sicurezza Onu, sottolineando inoltre la necessità di rispettare i diritti di navigazione nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al-Mandeb. Hanno espresso «serie preoccupazioni» per tariffe unilaterali e misure non tariffarie contrarie alle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio.
L'agenzia nazionale libanese NNA riferisce che Israele ha condotto una serie di attacchi aerei e di artiglieria nel sud del Libano. I raid aerei hanno colpito le località di Shehour, Majdal Selem e l'area Hamadieh nel distretto di Tiro. Gli attacchi di artiglieria hanno interessato anche i centri di Kounin, Baraashit e Beit Yahoun, secondo la stessa fonte.
Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha dichiarato di voler promuovere insediamenti in Libano, secondo l'Israeli Broadcasting Corporation. Ben-Gvir ha affermato: «Vogliamo insediamenti in Libano e non dobbiamo temere la pressione». Il ministro di estrema destra sostiene da tempo l'idea di una «Grande Israele» che includa la maggior parte dei Paesi confinanti, secondo media locali.
Un attacco con drone israeliano vicino a una casa a Jabalia, nel nord di Gaza, ha ucciso due persone e ferito altri, riferisce l'agenzia palestinese Wafa. Fonti locali confermano l'incidente.
Donald Trump ha descritto il presidente cinese Xi Jinping come «tutto affari» durante un’intervista a Fox News con Sean Hannity, secondo media statunitensi. Trump ha aggiunto che Xi è una persona cordiale ma priva di «giochetti» e lo ha paragonato a un attore scelto a Hollywood per un ruolo da leader cinese. «È alto, molto alto, soprattutto per questo Paese», ha sottolineato Trump, che ha riconosciuto il rispetto che Xi gode in Cina per la sua leadership su quasi 1,5 miliardi di persone.
Secondo fonti locali, la maggior parte della popolazione di Gaza considera la Nakba non solo un evento storico, ma una realtà quotidiana ancora in corso. Molti sono rifugiati o discendenti di rifugiati costretti a lasciare le loro case nell’area poi diventata Israele. Le persone descrivono la distruzione e gli sfollamenti forzati recenti come un parallelo doloroso con le sofferenze vissute dai loro antenati durante la prima Nakba.
Il presidente cinese Xi Jinping ha riferito di aver raggiunto importanti intese sul mantenimento di legami economici e commerciali stabili con gli Stati Uniti. Lo riporta l'agenzia Xinhua dopo la visita del presidente Donald Trump. Xi ha inoltre parlato dell'ampliamento della cooperazione pratica in diversi settori e della gestione delle reciproche preoccupazioni.
Al Jazeera ha pubblicato un approfondimento sui cambiamenti dei nomi di luoghi palestinesi a 78 anni dalla Nakba, avvenuta il 15 maggio 1948. Secondo la rete, le forze militari sioniste espulsero almeno 750.000 palestinesi e conquistarono il 78% della Palestina storica, rinominando molti toponimi arabi in ebraico. L'inchiesta evidenzia come i nomi dei luoghi conservino la memoria collettiva e l’identità culturale palestinese.
Il ministero degli Esteri cinese ha chiesto un cessate il fuoco «duraturo» in Iran che inizi «al più presto» e la riapertura dello Stretto di Hormuz «il prima possibile», secondo un comunicato diffuso durante il secondo giorno di incontri tra Xi Jinping e Donald Trump. La nota risponde alle domande dei giornalisti sull’Iran e sottolinea che «le rotte marittime devono essere riaperte come richiesto dalla comunità internazionale». In un’intervista a Fox News, Trump ha riferito che Xi gli ha assicurato di non voler inviare equipaggiamenti militari a Teheran e di essere disponibile a contribuire alla riapertura di Hormuz.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha attribuito a «messaggi contraddittori» da parte di Washington la complicazione delle trattative, secondo l’emittente IRIB. Araghchi ha escluso la responsabilità di Teheran per le tensioni nello Stretto di Hormuz, affermando che l’Iran non ha avviato il conflitto ma si difende. Ha confermato che lo stretto è aperto alle navi dei «paesi amici» che coordinano con le autorità iraniane, mentre resta chiuso ai «nemici» dell’Iran.
Shaun Rein, fondatore del Cina Market Research Group, afferma ad Al Jazeera che la visita di Trump in Cina ha portato «una perdita economica» per l’ex presidente, nonostante le parole concilianti con Xi Jinping. Rein sottolinea che, come nella prima amministrazione Trump, i buoni rapporti iniziali sono stati seguiti da una guerra commerciale dannosa. Secondo il ricercatore, Pechino acquista solo prodotti Usa di consumo rapido, come il gas naturale liquefatto, mentre evita tecnologie avanzate come i chip Nvidia H200 per mancanza di fiducia.
Sergei Lavrov ha incontrato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a New Delhi, dove ha evidenziato la necessità di mantenere il cessate il fuoco e gli sforzi diplomatici tra Stati Uniti e Iran, secondo il ministero degli Esteri russo. Lavrov ha ribadito la disponibilità della Russia a facilitare soluzioni condivise tra le parti per una normalizzazione duratura nella regione. I due hanno inoltre discusso la cooperazione bilaterale attuale, riferisce una nota ufficiale.
Israele ha annunciato che la sua aviazione ha abbattuto «un bersaglio aereo sospetto» nello spazio aereo del Libano. Lo ha riferito l'esercito su X, precisando che il velivolo è stato individuato poco prima nella zona dove le forze israeliane operano nel sud del Libano.
Samir Puri, docente di studi sulla guerra al King’s College di Londra, afferma che la visita di Trump in Cina ha evidenziato l’impegno di entrambi i Paesi a gestire le relazioni in modo responsabile e stabile, secondo Al Jazeera. Puri sottolinea che l’obiettivo del viaggio è garantire stabilità e regole nel rapporto bilaterale, evitando ritorsioni commerciali reciproche. Inoltre, segnala una crescente consapevolezza a Washington del ruolo di Pechino negli affari mondiali e dei limiti del potere unilaterale statunitense.
Le forze israeliane hanno ucciso un ragazzo di 15 anni ad Al-Lubban al-Sharqiyya, in Cisgiordania, secondo un comunicato dell'Autorità nazionale palestinese (Anp). L'esercito israeliano ha riferito ad AFP di aver «eliminato un terrorista a volto coperto» che stava lanciando pietre contro veicoli israeliani, mettendo a rischio vite umane. Secondo l'Unicef, almeno 70 bambini palestinesi sono stati uccisi da israeliani in Cisgiordania nell'ultimo anno, di cui il 93% dalle forze israeliane, mentre oltre 850 sono rimasti feriti, per lo più da proiettili veri.
Il principe ereditario Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan ha ordinato di accelerare i lavori per il nuovo gasdotto degli Emirati Arabi Uniti attraverso Fujairah, secondo l'ufficio media di Abu Dhabi. Il progetto, discusso in una riunione del comitato esecutivo di Abu Dhabi National Oil Company, mira a trasportare petrolio da Abu Dhabi al Golfo di Oman evitando lo Stretto di Hormuz. Il gasdotto dovrebbe entrare in funzione nel 2027 e raddoppiare la capacità di esportazione degli Emirati tramite Fujairah per soddisfare la domanda energetica globale.
Un raid israeliano ha colpito una motocicletta nella città di al-Majadel, nel sud del Libano, secondo l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese. Non sono state segnalate vittime al momento. Negli ultimi giorni, l'esercito israeliano ha intensificato gli attacchi mirati contro veicoli nel sud del Libano e nelle vicinanze di Beirut, riferiscono fonti locali.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato in un’intervista a Fox News che la sua pazienza nei confronti dell’Iran sta per esaurirsi, dopo aver discusso ieri con il presidente cinese Xi Jinping della tensione tra Washington e Teheran. Trump ha invitato le fazioni iraniane a trovare un accordo interno, definendo la questione delle scorte nascoste di uranio arricchito più un problema di immagine che reale minaccia, secondo quanto riferito dal tycoon.
Il Qatar ha condannato l'irruzione del ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben-Gvir nel complesso della moschea di Al-Aqsa, definendola una «provocazione inaccettabile» secondo il ministero degli Esteri qatariota, citato dall'agenzia di stampa locale. Il ministero ha denunciato anche le azioni provocatorie dei coloni, come le restrizioni all'accesso alla moschea, e ha definito tali atti una violazione del diritto internazionale e umanitario. Il Qatar ha avvertito che si tratta di un tentativo pericoloso di modificare lo status storico e legale di Gerusalemme occupata, chiedendo alla comunità internazionale di costringere Israele a rispettare le risoluzioni internazionali.
Il ministero degli Esteri cinese ha pubblicato una dichiarazione sulla guerra in Iran, definendola un conflitto che non avrebbe mai dovuto iniziare e sottolineando che l'uso della forza è una strada senza uscita, secondo fonti ufficiali. La nota ribadisce la necessità di evitare l'escalation e di riaprire al più presto lo Stretto di Hormuz. Non ci sono conferme ufficiali su un impegno diretto del presidente Xi Jinping con Donald Trump in merito, ma media internazionali riferiscono di un possibile accordo su questo punto.
Secondo la corrispondente di Al Jazeera Zeina Khodr, sono 20 i membri delle forze israeliane uccisi in Libano dal 2 marzo, tra cui 19 soldati e un civile. Khodr riferisce che sei di questi decessi sono avvenuti dopo l'inizio del «cessate il fuoco» a metà aprile. L'esercito israeliano ha annunciato venerdì la morte in combattimento di un soldato di 20 anni nel sud del Libano.
Il presidente cinese Xi Jinping ha ottenuto la conferma che la Cina è considerata sullo stesso piano degli Stati Uniti, secondo fonti ufficiali. Il senatore Marco Rubio ha ribadito che la politica americana su Taiwan «non cambia». Il vertice Trump-Xi ha inoltre affrontato temi come il business e la sicurezza nello Stretto di Hormuz, riferisce Viviana Mazza.
Il portavoce del ministero degli Esteri cinese ha sottolineato che la priorità è garantire la stabilità nel Golfo e in Medio Oriente, evidenziando le gravi conseguenze della guerra in Iran nella regione. Secondo il ministero, è urgente trovare una soluzione per uscire dal conflitto e non perdere l'opportunità di negoziare la fine della guerra e la riapertura dello Stretto di Hormuz. La Cina ha indicato il dialogo e la negoziazione come l'unica via percorribile, ribadendo la necessità di evitare problemi o ostacoli nello Stretto.
Il presidente Donald Trump ritiene «un successo» i 40 ore di incontri in Cina, secondo fonti ufficiali. Trump ha riferito che Boeing ha siglato un accordo per la vendita di 200 aerei e prevede miliardi di dollari in esportazioni agricole nei prossimi tre anni. Ha inoltre sottolineato i progressi nell'apertura dei mercati cinesi, motivo della presenza di molte aziende statunitensi nella delegazione. Sono previsti altri tre incontri tra i leader, compresa una visita di Xi Jinping a Washington a settembre.
Il presidente cinese Xi Jinping ha ricevuto Donald Trump a Zhongnanhai, il centro del potere cinese, secondo fonti ufficiali. La visita, ritenuta molto positiva da Pechino, mira a ridurre le tensioni e a rilanciare il rapporto bilaterale per i prossimi tre anni. La comunicazione cinese ha evitato dettagli precisi, in linea con lo stile riservato di Xi Jinping.
Il Dipartimento di Stato Usa offre ricompense fino a 15 milioni di dollari per informazioni su sei persone coinvolte nella produzione di droni per la Quds Force dell’IRGC, identificate nella società Kimia Part Sivan (KIPAS). Secondo il Dipartimento, gli individui partecipano ai test, allo sviluppo e alla fornitura di droni per KIPAS. Il programma nazionale di ricompense invita a fornire segnalazioni su queste persone, i loro associati o reti finanziarie per ostacolare le entrate dell’IRGC, riferisce un post ufficiale.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che Stati Uniti e Cina hanno una visione «molto simile» sulle modalità per porre fine al conflitto in Iran e riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo ha detto prima del pranzo con Xi Jinping a Zhongnanhai, sottolineando l'obiettivo comune di evitare un'arma nucleare iraniana e di far terminare la guerra. Secondo Trump, Washington e Pechino vogliono una soluzione rapida al conflitto nato a fine febbraio.
L'esercito israeliano riferisce di aver colpito e distrutto un lanciarazzi utilizzato da Hezbollah per lanciare razzi verso il nord di Israele. Secondo fonti militari, il dispositivo si trovava nella zona di Zebdin, nel sud del Libano.
Il ministero degli Esteri cinese ha chiesto un cessate il fuoco «duraturo» in Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz «il prima possibile», secondo un comunicato diffuso durante il secondo giorno di incontri tra Xi Jinping e Donald Trump. La nota sottolinea che «un cessate il fuoco globale e duraturo deve essere instaurato al più presto» e che «le rotte marittime devono essere riaperte», come richiesto dalla comunità internazionale. Trump ha dichiarato in un’intervista a Fox News che Xi gli ha assicurato di non voler inviare equipaggiamenti militari a Teheran e di essere disponibile a contribuire alla riapertura di Hormuz, secondo media internazionali.
Trump ha voluto verificare se la Cina, principale acquirente di petrolio e gas iraniani, potesse influenzare Teheran per avviare negoziati, secondo fonti ufficiali. Ha ipotizzato di coinvolgere Pechino anche nell'operazione per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz. In un'intervista televisiva, Trump ha affermato che il presidente cinese desidera una rapida fine del conflitto. Tuttavia, il ministero degli Esteri cinese ha criticato gli Stati Uniti, definendo la guerra evitabile e auspicando una soluzione negoziata.
Drew Thompson, ex funzionario del Dipartimento della Difesa Usa, ha detto ad Al Jazeera che il pacchetto di armi da 11,1 miliardi di dollari destinato a Taiwan difficilmente sarà ritirato, nonostante il clima disteso tra Trump e Xi a Pechino. Thompson ha sottolineato che armare Taiwan serve a scoraggiare l’aggressione cinese e a costringere Pechino a cercare soluzioni pacifiche. Ha inoltre evidenziato l’interesse economico di Trump, che considera le vendite di armi un modo per rafforzare l’industria della difesa americana e le esportazioni. Thompson ha aggiunto che la Cina si irriterà, ma ciò è una costante nei rapporti bilaterali dal 1979, secondo fonti ufficiali.
Il presidente Trump ha lasciato Pechino salendo a bordo di Air Force One, secondo media locali. Alla cerimonia di congedo erano presenti persone che sventolavano bandiere statunitensi e cinesi, mentre una banda militare suonava sul tappeto rosso.
Il presidente Donald Trump ha annunciato che la campagna militare statunitense contro l'Iran «continuerà» durante l'incontro con Xi Jinping a Zhongnanhai, riferisce la Cnn. Trump ha inoltre affermato che il presidente cinese si è impegnato a non fornire equipaggiamento militare a Teheran.
Il ministero degli Esteri cinese ha definito la visita di Stato di Trump a Pechino un momento storico per le relazioni bilaterali, secondo quanto riferito da media ufficiali. Xi e Trump avrebbero raggiunto «una serie di nuove intese comuni» per costruire «una relazione Cina-Usa di stabilità strategica» nei prossimi anni. Il ministero ha aggiunto che l’incontro ha «rafforzato la comprensione reciproca, approfondito la fiducia e promosso la cooperazione pratica», contribuendo a «iniettare stabilità e certezza nel mondo». Entrambe le parti avrebbero inoltre concordato di intensificare comunicazione e coordinamento su questioni internazionali e regionali, gestendo le preoccupazioni reciproche «in modo appropriato».
Il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto a Donald Trump il riconoscimento della parità tra Cina e Stati Uniti, secondo fonti ufficiali. Durante il vertice, Xi ha sollevato questioni su Taiwan, commercio e sicurezza nel Golfo di Hormuz. Il senatore Marco Rubio ha ribadito che la politica americana su Taipei «non cambia», riferiscono media statunitensi.
Forze israeliane e coloni hanno compiuto una serie di raid e attacchi nella Cisgiordania occupata questa mattina, secondo l'agenzia palestinese Wafa. Le operazioni hanno incluso l'ingresso delle forze israeliane a Nablus con arresti, l'assalto dei coloni al villaggio di Al-Lubban ash-Sharqiya con atti di vandalismo e l'incendio di veicoli e di una moschea a Jibiya, vicino a Ramallah. Fonti locali riferiscono che i coloni hanno danneggiato diverse abitazioni durante gli attacchi.
Il comandante del Centcom, ammiraglio Brad Cooper, ha dichiarato al Senato Usa che l'Iran possedeva uranio arricchito al 60% prima dell'operazione militare congiunta di Stati Uniti e Israele, un livello «senza alcun uso civile». Cooper ha aggiunto che gli attacchi hanno «virtualmente eliminato» la capacità iraniana di produrre missili balistici e che Teheran impiegherà anni per ricostruire i programmi missilistici, di droni e la marina militare. Ha inoltre affermato che il conflitto ha ostacolato i rifornimenti iraniani a Hezbollah, Hamas e ai ribelli Houthi nello Yemen.
Xi Jinping ha definito Taiwan la questione più importante nelle relazioni geopolitiche con gli Stati Uniti, avvertendo che una gestione sbagliata potrebbe portare a un conflitto. Il presidente cinese ha paragonato l’indipendenza di Taiwan e la pace nello Stretto a «fuoco e acqua», sottolineando la gravità della situazione. Secondo fonti diplomatiche, Xi ha voluto trasmettere direttamente a Biden la serietà delle intenzioni di Pechino sul tema.
Il presidente Donald Trump ha definito la caccia all'uranio arricchito iraniano «una questione di pubbliche relazioni», durante un'intervista a Fox News trasmessa dagli Stati Uniti. Trump ha aggiunto di preferire ottenere il materiale, ma ha sottolineato l'aspetto mediatico della vicenda. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha invece dichiarato che la guerra contro l'Iran «non è finita» finché il materiale nucleare sensibile non sarà rimosso, secondo media israeliani.
L’ex presidente Donald Trump ha dichiarato che lui e Xi Jinping hanno discusso dell’Iran durante recenti colloqui, secondo Reuters. Entrambi i leader vogliono mantenere aperto lo Stretto di Hormuz e si oppongono al possesso di un’arma nucleare da parte dell’Iran. Trump ha aggiunto che hanno risolto «molti problemi che altri non sarebbero stati in grado di affrontare».
Fonti ufficiali riferiscono che la delegazione Usa a Pechino non include esperti di Cina né membri del Consiglio di Sicurezza Nazionale, suscitando preoccupazioni su un possibile vantaggio cinese nei colloqui. La posizione americana su Taiwan resta di ambiguità strategica: Washington riconosce Taiwan e la sua attività, ma sostiene la politica della «One Cina» e si oppone a qualsiasi annessione forzata. Xi Jinping ha richiamato il concetto greco della «trappola di Tucidide», avvertendo che il confronto tra potenze può sfociare in conflitto, con Taiwan come possibile punto critico. Non ci sono indicazioni di un cambiamento nella posizione Usa, che gode di ampio sostegno bipartisan al Congresso, riferiscono fonti diplomatiche.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato a Pechino che Stati Uniti e Cina condividono una visione «molto simile» per porre fine al conflitto in Iran e riaprire lo Stretto di Hormuz. Trump ha sottolineato la volontà di evitare che l'Iran si doti di armi nucleari. Le sue parole sono arrivate prima di un pranzo di lavoro con il presidente cinese Xi Jinping, secondo media internazionali.
L'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centcom, ha riferito al Senato Usa che l'Iran possedeva uranio arricchito al 60% prima dell'operazione militare congiunta Usa-Israele, un livello «senza alcun uso civile». Cooper ha aggiunto che gli attacchi hanno «virtualmente eliminato» la capacità missilistica iraniana, che richiederà anni per essere ricostruita. Ha inoltre sottolineato l'impatto del conflitto sui rifornimenti iraniani a Hezbollah, Hamas e Houthi, secondo fonti ufficiali.
Il ministero degli Esteri cinese ha illustrato la posizione di Pechino sulla «situazione in Iran» in un post sui social media, secondo fonti ufficiali. Il conflitto in Iran «non avrebbe dovuto verificarsi» e ha causato gravi perdite alla popolazione iraniana e ai paesi della regione. Gli effetti collaterali stanno pesando sulla crescita economica globale, sulle catene di approvvigionamento, sul commercio internazionale e sulla stabilità delle forniture energetiche mondiali. Il ministero ha accolto con favore il recente cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, sottolineando che «ora che la porta del dialogo si è aperta, non dovrebbe richiudersi».
Il presidente Donald Trump ha dichiarato di aver siglato «fantastici accordi commerciali» con Xi Jinping all'inizio del secondo giorno di colloqui a Pechino, riferisce la Casa Bianca. Il ministero degli Esteri cinese ha confermato che i due leader hanno raggiunto «una serie di nuovi consensi». Il Cremlino ha annunciato che Vladimir Putin visiterà la Cina e incontrerà Xi «molto presto». Trump ha ribadito l'avvertimento all'Iran, esortando Teheran a siglare un accordo diplomatico con Washington o rischiare «l'annientamento», secondo fonti ufficiali. Amnesty International ha chiesto un'inchiesta su possibili crimini di guerra legati alla demolizione di abitazioni nel sud della Siria da parte delle forze israeliane. L'esercito israeliano ha confermato la morte di un soldato ventenne «in combattimento» nel sud del Libano. Le forze israeliane hanno inoltre riferito di aver ucciso un palestinese accusato di lanciare pietre contro veicoli nella Cisgiordania occupata.
Donald Trump ha affermato su Truth Social che il riferimento di Xi Jinping agli Stati Uniti come «nazione in declino» riguardava la presidenza Biden, non la sua. Trump ha criticato apertamente l’amministrazione Biden per «confini aperti, tasse elevate e cattivi accordi commerciali». Ha poi rivendicato la ripresa del Paese, citando «mercati azionari ai massimi storici» e «investimenti record per 18 trilioni di dollari». Fonti ufficiali confermano le dichiarazioni dopo il vertice di Pechino.
L'esercito israeliano ha ordinato ai residenti di cinque centri abitati nel sud del Libano di abbandonare immediatamente le loro case in vista di un attacco, secondo un post pubblicato sui social media militari. Le località interessate sono Shabriha, Hamideh, Zuqaq al-Mufdi, Mashouk ed el-Haouch. Gli abitanti sono stati invitati a spostarsi in zone aperte a almeno mille metri dalle loro abitazioni, riferiscono fonti ufficiali.
Il team di Trump presenta il viaggio di Xi Jinping come un successo, sottolineando l'accordo per aumentare l'acquisto di petrolio americano, soprattutto dall'Alaska, eliminando il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz, riferisce il Trade Ambassador Greer. La Cina avrebbe inoltre accettato di raddoppiare gli acquisti di prodotti agricoli statunitensi per miliardi di dollari, un risultato importante per il settore agricolo colpito dalle tariffe e dalla chiusura dello Stretto. Tuttavia, fonti ufficiali ricordano che in passato Pechino non ha rispettato impegni simili, come per la soia, quindi resta da vedere se questa volta seguiranno i fatti. Trump e il suo staff mostrano comunque fiducia nel risultato della visita.
Donald Trump si reca a Zhongnanhai per un incontro privato con Xi Jinping, secondo media cinesi. Il complesso, vicino alla Città Proibita, ospita la leadership cinese ed è riservatissimo. Solo pochi leader stranieri, tra cui Obama nel 2014, sono stati ricevuti lì da Xi. Le parti hanno concordato di definire i rapporti bilaterali «strategici, costruttivi e stabili».
Donald Trump ha dichiarato di aver concluso «fantastici accordi commerciali» con la Cina, riferisce l’agenzia Reuters. Ulteriori dettagli saranno forniti non appena disponibili.
I prezzi del petrolio sono aumentati di oltre un punto percentuale dopo che Donald Trump ha indicato l’intenzione della Cina di acquistare greggio dagli Stati Uniti, riferiscono fonti di mercato. Il Brent ha guadagnato 1,17 dollari a 106,89 dollari al barile, mentre il WTI è salito di 1,10 dollari a 102,27 dollari. La tensione nel Golfo di Hormuz resta alta per timori di attacchi alle navi, nonostante l’Iran abbia segnalato il passaggio di circa 30 imbarcazioni giovedì.
Il summit tra Donald Trump e Xi Jinping si conclude con una «stanchezza da promesse» da entrambe le parti, afferma l’analista Drew Thompson. Secondo Thompson, ex funzionario del Dipartimento della Difesa Usa, Cina e Stati Uniti nutrono reciproco sospetto e hanno una lunga storia di aspettative disattese. L’atmosfera del vertice è stata «gestita con cura» per evitare un deterioramento dei rapporti, aggiunge Thompson, senior fellow alla S Rajaratnam School di Singapore.
L’esercito israeliano ha confermato la morte di un soldato «durante un combattimento» nel sud del Libano, secondo fonti militari. La vittima è un sergente capo di 20 anni appartenente al 12° battaglione della brigata Golani.
Il presidente Donald Trump ha definito la caccia all'uranio arricchito iraniano «più una questione di pubbliche relazioni che altro», secondo un'intervista a Fox News trasmessa giovedì sera negli Stati Uniti. Trump ha aggiunto di sentirsi «meglio se lo ottenessi», riferendosi al materiale nucleare. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha invece affermato che la guerra «non è finita» finché il materiale sensibile non sarà rimosso dall'Iran, secondo media locali.
Donald Trump ha detto su Truth Social di concordare con Xi Jinping sul declino dell’Occidente, ma ha precisato che il riferimento era alla presidenza Biden, non a lui. Secondo Trump, Xi ha elogiato i progressi fatti negli ultimi sedici mesi su vari temi chiave. Il presidente ha inoltre menzionato la decimazione delle forze militari iraniane, aggiungendo «continua». Fonti riferiscono che il tema è stato discusso durante il vertice con Xi.
Il ministero degli Esteri cinese riferisce che Donald Trump e Xi Jinping hanno raggiunto una «serie di nuovi consensi» durante il summit, secondo Reuters. Sulla guerra in Iran, Pechino sottolinea che una soluzione anticipata favorirebbe Stati Uniti, Iran e paesi regionali. I due leader avrebbero concordato di gestire le reciproche preoccupazioni e rafforzare comunicazione e coordinamento su questioni internazionali e regionali.
La guerra degli Stati Uniti in Iran sta «indebolendo la posizione militare americana» contro la Cina, sostiene Alex Vatanka, senior fellow al Middle East Institute. Secondo Vatanka, il conflitto con l’Iran «rappresenta una vittoria significativa per Pechino», che osserva come Washington si stia «svuotando militarmente». Il tema di Taiwan, pur non ufficiale al summit Trump-Xi, resta centrale nel confronto strategico, spiega Vatanka ad Al Jazeera.
Secondo media iraniani, almeno 30 navi hanno ricevuto il via libera per transitare nello stretto di Hormuz dalla notte scorsa, riferisce la televisione di Stato citando un funzionario dei Guardiani della Rivoluzione (IRGC). L’agenzia Fars indica che alcune imbarcazioni appartengono a società cinesi, parte della nuova strategia iraniana per lo stretto. L’Iran sostiene che lo stretto è aperto a tutti tranne che ai suoi avversari e valuta l’introduzione di tariffe di transito.
Il presidente Usa Donald Trump ha ammonito l’Iran a raggiungere un accordo diplomatico con Washington o affrontare la distruzione totale, affermano fonti di un’intervista televisiva. Trump ha detto di sperare che Teheran segua il suo messaggio, sottolineando che l’Iran ha spostato alcune armi che «spariranno in un giorno». Ha inoltre definito la nuova amministrazione iraniana «più ragionevole» e con funzionari «più intelligenti» rispetto ai precedenti.
Il rappresentante commerciale Usa Jamieson Greer ha dichiarato che la Cina ha espresso chiaramente al vertice di Pechino con Trump la volontà di mantenere lo stretto di Hormuz aperto senza restrizioni o pedaggi, secondo quanto riferito ai media statunitensi. Greer ha aggiunto che Pechino adotta un approccio pragmatico e non vuole schierarsi contro Washington. «Vogliono la pace in quella zona», ha detto, esprimendo fiducia che la Cina limiterà ogni supporto materiale all'Iran.
Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha pubblicato un messaggio criptico sui social citando un proverbio arabo: «Chi tradisce in segreto sarà esposto in pubblico», secondo media locali. Il post segue le critiche del ministro Abbas Araghchi a Benjamin Netanyahu, dopo che il premier israeliano ha rivelato un viaggio «segreto» negli Emirati Arabi Uniti durante gli attacchi di Usa e Israele all’Iran. Araghchi ha definito «una scommessa sciocca» l’ostilità verso l’Iran e ha avvertito che «chi collabora con Israele per seminare divisioni sarà ritenuto responsabile», senza citare gli Emirati. Gli Emirati hanno negato la visita di Netanyahu.
Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti avrebbero condotto attacchi diretti contro obiettivi in Iran in risposta a offensive iraniane sul loro territorio, secondo il New York Times. La notizia si basa su fonti ufficiali americane in servizio e in pensione, che indicano si tratti della prima azione di questo tipo da parte dei due Paesi arabi. Non sono stati resi noti dettagli su tempi e obiettivi, e né Riad né Abu Dhabi hanno confermato le informazioni. L'Iran ha compiuto attacchi contro entrambi i Paesi, reagendo alle operazioni di Stati Uniti e Israele nella regione.
Alex Vatanka, senior fellow del Middle East Institute, ha spiegato ad Al Jazeera che la Cina detiene un forte potere economico su Teheran, acquistando circa il 90% del petrolio iraniano. Tuttavia, Vatanka ritiene improbabile che Pechino usi questa leva per favorire gli Stati Uniti nella loro pressione sull’Iran. Storicamente, ha detto, la Cina ha usato l’Iran come «una carta da giocare per ottenere concessioni altrove». Vatanka ha aggiunto che la recente visita del ministro degli Esteri iraniano a Pechino mirava probabilmente a ottenere rassicurazioni da parte cinese.
La Marina del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica iraniana (Irgc) ha comunicato che circa 30 imbarcazioni hanno attraversato lo Stretto di Hormuz con il permesso di Teheran da mercoledì sera, secondo l’emittente statale Irib. L’agenzia Fars ha aggiunto che alcune navi cinesi hanno transitato nel rispetto del protocollo iraniano, su richiesta di Pechino. La decisione rientra nel partenariato strategico tra Iran e Cina, riferisce una fonte di Fars.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar hanno annunciato una causa contro il New York Times per un editoriale che denuncia abusi sessuali su detenuti palestinesi. In una dichiarazione congiunta, hanno definito l'articolo del giornalista Nicholas Kristof «una delle menzogne più orribili e distorte mai pubblicate contro Israele nella stampa moderna». Netanyahu ha scritto su X di aver incaricato i suoi legali di valutare azioni legali contro il quotidiano e Kristof, accusandoli di diffamare i soldati israeliani e di creare una falsa equivalenza tra Hamas e l'esercito israeliano.
Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning ha pubblicato una foto di Xi Jinping e Donald Trump al Tempio del Cielo di Pechino, dove Xi «ha spiegato al presidente Trump e alla sua famiglia il concetto di armonia tra tutti gli esseri e il rispetto per la legge della natura», secondo fonti ufficiali. Trump si trova a Pechino per il terzo giorno della sua visita di Stato in Cina.
Il Cremlino ha confermato che il presidente russo Vladimir Putin visiterà la Cina nel «futuro molto prossimo», segnando il suo primo viaggio all’estero nel 2026, ha detto il portavoce Dmitry Peskov. Le preparazioni sono concluse e le date saranno annunciate congiuntamente da Mosca e Pechino, secondo fonti ufficiali. L’annuncio arriva durante la visita di Stato di Trump a Pechino.
Il primo vicepresidente iraniano Reza Aref ha ribadito che «l'Iran oggi è proprietario dello Stretto di Hormuz e non lo cederà a nessun prezzo», secondo l'agenzia Isna. Il governo di Teheran rivendica così il pieno controllo strategico del passaggio marittimo. La dichiarazione arriva in un contesto di crescenti tensioni regionali.
Il deputato democratico Ro Khanna ha annunciato di co-sponsorizzare una risoluzione guidata da Rashida Tlaib che riconosce la Nakba palestinese, definita come «l’annientamento e lo sfratto del popolo palestinese sotto un’occupazione brutale», secondo il testo. La risoluzione ricorda il 78° anniversario della Nakba, riferita allo sfollamento di massa durante la nascita di Israele nel 1947-49, e denuncia la prosecuzione del conflitto con Gaza, l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania e gli attacchi ai campi profughi in Libano. Tredici altri deputati democratici hanno aderito come co-sponsor.
L’esercito israeliano ha ucciso un palestinese accusato di aver lanciato pietre contro veicoli vicino al villaggio di al-Lubban Asharqiya, in Cisgiordania occupata, secondo un comunicato militare. Le forze hanno riferito di aver individuato tre persone mentre colpivano i mezzi in transito e di aver aperto il fuoco, uccidendo un uomo e ferendone un altro, secondo fonti ufficiali.
