Guerra in Iran, la diretta di oggi, 3 aprile
Nuova escalation nella guerra Iran con raid intensificati di Stati Uniti e Israele: distrutto un ponte strategico vicino a Teheran, utilizzato secondo fonti americane per il trasporto di missili. Colpiti anche un centro di ricerca e impianti industriali. Donald Trump esulta sui social e invita Teheran a trattare “prima che sia troppo tardi”. L’Iran risponde promettendo ritorsioni e avverte che il conflitto proseguirà fino alla resa dei suoi nemici.
- Raid Usa-Israele colpiscono ponte strategico e infrastrutture militari
- Distrutto il ponte più lungo vicino a Teheran, snodo per trasporto missili
- Colpiti anche centro di ricerca e impianti industriali
- Trump: “Teheran faccia un accordo prima che sia troppo tardi”
- Iran promette ritorsioni e prepara una risposta militare
- Allarme su possibile invasione terrestre da parte degli Usa
Cosa sta succedendo
La tensione in Medio Oriente si acuisce con attacchi missilistici e droni iraniani contro obiettivi militari e infrastrutturali statunitensi e israeliani nel Golfo Persico. Amnesty denuncia il reclutamento di bambini soldati da parte dell’Iran, mentre l’OMS segnala oltre 20 attacchi a strutture sanitarie nel Paese dal 1° marzo.
Ultimi sviluppi: l’aviazione israeliana ha ucciso 15 militanti di Hezbollah nel sud del Libano, mentre Amnesty accusa l’Iran di reclutare bambini come soldati, un crimine di guerra secondo l’organizzazione.
- Hezbollah: 15 militanti uccisi da raid israeliani nel sud del Libano
- Amnesty International: denuncia il reclutamento di bambini soldati in Iran
- OMS: oltre 20 attacchi a strutture sanitarie in Iran dal 1° marzo con almeno 9 vittime
Amnesty International ha denunciato che le autorità iraniane stanno calpestando i diritti dei bambini e stanno commettendo una grave violazione del diritto internazionale umanitario equivalente a un crimine di guerra, attraverso il reclutamento e la mobilitazione di bambini, anche di soli 12 anni, in una campagna militare diretta dai Guardiani della rivoluzione. Il 26 marzo scorso Rahim Nadali, vicecomandante dei Guardiani della rivoluzione dell'area metropolitana della capitale Teheran, ha annunciato una campagna di reclutamento chiamata «Combattenti per la difesa della madrepatria dell'Iran», precisando che era «aperta a volontari» a partire dai 12 anni di età e incoraggiando a registrarsi presso le basi dei paramilitari basij nelle moschee della capitale. Testimonianze oculari e filmati verificati hanno fornito prove del dispiegamento di bambini soldato ai posti di blocco dei Guardiani della rivoluzione e tra le loro pattuglie, armati anche con fucili d'assalto AK47.«Le autorità iraniane stanno vergognosamente incoraggiando bambini, anche di soli 12 anni, ad aderire alla campagna militare dei Guardiani della rivoluzione, mettendoli così in grave pericolo e violando il diritto internazionale che vieta il reclutamento e l'impiego di minori nelle forze armate. Reclutare bambini sotto i 15 anni è un crimine di guerra», ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, alta direttrice delle campagne e delle ricerche di Amnesty International. «Le autorità iraniane devono porre immediatamente fine al loro assalto criminale ai diritti dei bambini e vietare il reclutamento di persone al di sotto dei 18 anni nelle forze armate», ha aggiunto Guevara-Rosas.
«Dal 1° marzo, l’OMS ha verificato oltre 20 attacchi contro strutture sanitarie in Iran, che hanno causato almeno nove vittime. Il conflitto in Iran e nella regione sta avendo ripercussioni sulla fornitura dei servizi sanitari e sulla sicurezza degli operatori sanitari, dei pazienti e dei civili presenti nelle strutture sanitarie»: è la denuncia di Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms, che cita - tra gli altri - gli attacchi che hanno colpito il Pasteur Institute, l'ospedale psichiatrico Delaram Sina e l'infrastruttura farmaceutica Tofigh Daru e ricorda alcune delle vittime di questi raid. Twitter Embed
L'aviazione israeliana ha colpito e ucciso 15 militanti di Hezbollah nel sud del Libano. Lo ha riferito l'esercito israeliano. Secondo le Idf, i militanti stavano pianificando di lanciare missili anticarro contro Israele. Nel corso dell'operazione, sono state rinvenute armi e granate in possesso dei militanti.
Otto persone sono rimaste uccise e 95 ferite nell'attacco statunitense a un ponte autostradale iraniano che collega Teheran alla città di Karaj. Lo riferiscono i media iraniani.
Le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato questa mattina che le loro forze navali hanno lanciato missili balistici e da crociera, nonché droni kamikaze, contro obiettivi militari e infrastrutturali statunitensi e israeliani nei Paesi del Golfo Persico, tra cui basi negli Emirati Arabi Uniti, che ospitano ingegneri e piloti americani, e la base di Ali Al Salem in Kuwait, dove sono dislocate unità di droni MQ-1 statunitensi. Anche il gruppo d'attacco della portaerei statunitense Abraham Lincoln, nell'Oceano Indiano settentrionale, è stato preso di mira. Le Guardie Rivoluzionarie hanno inoltre affermato di aver abbattuto «un aereo nemico di ultima generazione sull'isola di Qeshm, nel Golfo Persico, e un altro nella città di Qazvin». In un altro comunicato, le Guardie hanno dichiarato che anche la società americana di spionaggio e intelligence Oracle, con sede negli Emirati Arabi Uniti, è stata colpita in rappresaglia per l'attacco di ieri alla casa del consigliere della Guida Suprema ed ex ministro degli Esteri Kamal Kharrazi, durante il quale quest'ultimo è rimasto gravemente ferito e ha perso la moglie.
Nuove esplosioni sono state udite nella notte a Teheran e in diverse città della sua periferia, accompagnate dal sorvolo di caccia. Lo riferiscono media iraniani e fonti locali sui social network. Secondo le prime informazioni, forti boati sono stati segnalati anche a Tabriz, Zanjan e Qazvin, nel nord-ovest del Paese. Immagini diffuse sui social mostrano un'esplosione nella provincia di Alborz, a nord-ovest di Teheran. Al momento non sono disponibili conferme ufficiali da parte delle autorità iraniane né un bilancio di eventuali danni o vittime. Le forze armate israeliane e statunitensi non hanno ancora commentato questi nuovi episodi. La situazione resta estremamente tesa mentre prosegue per il 35esimo giorno consecutivo l'offensiva militare contro l'Iran.
Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato di essere attualmente impegnato a contrastare una nuova ondata di attacchi missilistici e con droni. Lo riportano i media arabi.
L'Iran minaccia attacchi contro aziende energetiche e di telecomunicazioni regionali se gli Stati Uniti colpiranno le centrali elettriche così come ha minacciato questa notte il presidente Usa, Donald Trump. L'emittente iraniana Press TV ha pubblicato un video in cui il portavoce dell'esercito, Ebrahim Zolfaghari, avverte che, se gli Stati Uniti continueranno a minacciare attacchi contro le centrali elettriche iraniane, Teheran prenderà di mira le infrastrutture energetiche regionali e le aziende di telecomunicazioni e informatica con azionisti americani.
In Israele sono stati segnalati cinque siti di impatto dopo l'attacco missilistico iraniano. I soccorritori sono stati inviati sul posto ma finora non sono stati registrati feriti. Secondo Channel 12, almeno un missile aveva una testata con bombe a grappolo. Tra le aree segnalate, Tel Aviv, Givat Shmuel e Bnei Brak. In quest'ultima zona sarebbe caduto un frammento di missile intercettore. Danni ad auto a Petak Tikva.
«Qualsiasi azione provocatoria da parte degli aggressori e dei loro sostenitori, anche in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite riguardo alla situazione nello Stretto di Hormuz, non farà altro che complicare ulteriormente la situazione». Lo dice il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo una nota diffusa dal ministero. Una votazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sull'uso della forza per la riapertura dello Stretto di Hormuz è prevista per domani.
Le Filippine hanno annunciato che le proprie navi potranno transitare in sicurezza nello Stretto di Hormuz. Manila ha condotto colloqui con l'Iran dopo un periodo di contatti diplomatici, con l'obiettivo di essere riconosciuta come Stato «non ostile» al fine di garantire la continuita' delle forniture di petrolio. Il ministro degli Esteri Theresa Lazaro ha riferito nel corso di una visita a Singapore che i colloqui sono stati «produttivi e positivi» e che la controparte iraniana ha promesso che le navi battenti bandiera filippina, il settore energetico e il personale marittimo del Paese asiatico potranno beneficiare di un «passaggio sicuro, rapido e senza ostacoli».
L'Iran afferma di aver abbattuto un caccia americano F-35 nel centro del Paese e che il pilota probabilmente non è sopravvissuto. Lo rende noto l'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr News. Nel corso della guerra, gli iraniani hanno più volte rivendicato l'abbattimento di aerei americani, ma queste affermazioni sono state successivamente smentite.
Secondo recenti valutazioni dell'intelligence statunitense, riferite alla Cnn da tre fonti a conoscenza dei fatti, circa la metà dei lanciamissili iraniani è ancora intatta e migliaia di droni d'attacco rimangono nell'arsenale iraniano, nonostante i quotidiani bombardamenti statunitensi e israeliani. «Sono ancora pronti a scatenare il caos più totale in tutta la regione», ha affermato una delle fonti, riferendosi all'Iran. La stima dell'intelligence statunitense potrebbe includere nel totale anche lanciatori attualmente inaccessibili, come quelli sepolti sottoterra dai bombardamenti ma non distrutti. Secondo quanto riferito da due fonti, migliaia di droni iraniani sono ancora in servizio, circa il 50% delle capacità di droni del Paese. Le informazioni raccolte nei giorni scorsi indicano inoltre che un'ampia percentuale dei missili da crociera iraniani per la difesa costiera è rimasta intatta.
La portaerei a propulsione nucleare statunitense Uss Gerald R. Ford, la più grande al mondo, ha lasciato la Croazia dopo riparazioni effettuate durante una sosta di cinque giorni a Spalato, segnalando un possibile ritorno nelle operazioni militari in Medio Oriente legate al conflitto con l'Iran. La nave era uscita temporaneamente dall'area operativa dopo aver subito danni causati da un incendio scoppiato nei locali lavanderia e negli alloggi dell'equipaggio. La Marina ha confermato che le riparazioni sono state completate e che l'unità ha ricevuto rifornimenti per proseguire la missione.
La portaerei a propulsione nucleare statunitense Uss Gerald R. Ford, la più grande al mondo, ha lasciato la Croazia dopo riparazioni effettuate durante una sosta di cinque giorni a Spalato, segnalando un possibile ritorno nelle operazioni militari in Medio Oriente legate al conflitto con l'Iran. La nave era uscita temporaneamente dall'area operativa dopo aver subito danni causati da un incendio scoppiato nei locali lavanderia e negli alloggi dell'equipaggio. La Marina ha confermato che le riparazioni sono state completate e che l'unità ha ricevuto rifornimenti per proseguire la missione.
La pagina live si chiude, ma la copertura 24 ore su 24 della guerra prosegue, secondo la redazione. A Karachi, in Pakistan, persone attendono in fila con i veicoli per fare rifornimento, mentre i prezzi del carburante aumentano nel contesto del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, riferiscono fonti locali.
Dieci siti di impatto sono stati segnalati dopo un attacco missilistico iraniano con testate a grappolo contro Israele centrale, segnalando danni ma nessun ferito. È quanto hanno riscontrato i medici del Magen David Adom. Secondo quanto riferito, il missile non è stato intercettato. Le testate a grappolo hanno colpito Ramat Gan, Givat Shmuel e Petah Tikva, causando danni a case, strade e auto parcheggiate. Lo riporta The Times of Israel.
Gli Stati Uniti e Israele hanno intensificato gli attacchi in Iran, colpendo un centro di ricerca medica centenario a Teheran, impianti siderurgici e un ponte vicino alla capitale, secondo fonti ufficiali. L'Iran e diversi analisti denunciano che gli obiettivi sono infrastrutture civili. Negli Emirati Arabi Uniti, schegge cadute hanno ucciso un lavoratore agricolo bengalese, mentre in Kuwait i vigili del fuoco hanno domato un incendio in aeroporto. L'Arabia Saudita ha intercettato diversi droni provenienti dall'Iran e detriti di proiettili intercettati sono caduti vicino a un'autostrada in Bahrain. La Marina Usa ha annunciato che la portaerei USS Gerald R. Ford ha lasciato la Croazia dopo cinque giorni senza rivelare la destinazione successiva. Nel Golfo, gli Usa hanno schierato migliaia di marines e soldati, mentre il Pakistan conferma l'impegno nella mediazione del conflitto.
Dieci siti di impatto sono stati segnalati dopo un attacco missilistico iraniano con testate a grappolo contro Israele centrale, segnalando danni ma nessun ferito. È quanto hanno riscontrato i medici del Magen David Adom. Secondo quanto riferito, il missile non è stato intercettato. Le testate a grappolo hanno colpito Ramat Gan, Givat Shmuel e Petah Tikva, causando danni a case, strade e auto parcheggiate. Lo riporta The Times of Israel.
Il Bahrein ha notevolmente ammorbidito una proposta di risoluzione Onu riguardante la riapertura dello Stretto di Hormuz, di fronte all'opposizione di Cina e Russia al permettere ai Paesi di usare la forza per garantire il passaggio sicuro delle navi attraverso il canale. Lo ha riferito l'Associated Press, che ha ottenuto la bozza finale. Il testo iniziale prevedeva che agli Stati dovesse essere consentito di «utilizzare tutti i mezzi necessari», compresa l'azione militare, per garantire il traffico marittimo per lo Stretto cruciale, di fatto chiuso dall'Iran da tre settimane.
Il Bahrein ha notevolmente ammorbidito una proposta di risoluzione Onu riguardante la riapertura dello Stretto di Hormuz, di fronte all'opposizione di Cina e Russia al permettere ai Paesi di usare la forza per garantire il passaggio sicuro delle navi attraverso il canale. Lo ha riferito l'Associated Press, che ha ottenuto la bozza finale. Il testo iniziale prevedeva che agli Stati dovesse essere consentito di «utilizzare tutti i mezzi necessari», compresa l'azione militare, per garantire il traffico marittimo per lo Stretto cruciale, di fatto chiuso dall'Iran da tre settimane.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso soddisfazione per la distruzione da parte delle forze Usa del più grande ponte stradale iraniano, avvertendo in un messaggio sulla piattaforma sociale Truth che «seguirà molto altro», e minacciando Teheran che se non accetterà un accordo, del Paese «non rimarrà presto nulla». Secondo le autorità locali, il bombardamento del ponte B1, parte di un progetto stradale tra Teheran e il Mar Caspio, ha causato otto morti e 95 feriti. Il vicegovernatore della provincia di Alborz ha affermato che la struttura non era ancora operativa e che le vittime erano civili presenti nelle vicinanze per celebrare la fine del Nowruz, il capodanno persiano. Un funzionario militare statunitense, parlando in forma anonima, ha sostenuto che il ponte fosse un potenziale corridoio logistico per rifornimenti militari iraniani destinati a missili e droni, confermando che le forze Usa hanno colpito il bersaglio due volte.
L’Iran prende sul serio le minacce di Trump, dopo blackout elettrici causati da attacchi a impianti vicino a Teheran e Karaj negli ultimi tre giorni, riferiscono media locali. Teheran definisce questi attacchi «crimini di guerra contro civili» e respinge l’ipotesi di negoziati sotto coercizione, secondo fonti iraniane. Gli iraniani sostengono che nessun accordo imposto con la forza sarà favorevole al Paese.
Il presidente russo Vladimir Putin ha detto al ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty che la situazione in Medio Oriente rappresenta una «preoccupazione condivisa» tra Mosca e Il Cairo, secondo un comunicato del Cremlino. Putin ha aggiunto che la Russia è pronta a compiere ogni sforzo per stabilizzare la regione e riportarla alla normalità. Il presidente russo ha inoltre citato l'intervento del presidente Trump sull'argomento avvenuto il giorno precedente.
Il ministero della Difesa saudita ha riferito su X di aver abbattuto un drone nella notte, senza fornire ulteriori dettagli. Giovedì aveva già comunicato di aver distrutto quattro droni, secondo fonti ufficiali.
Oltre 100 esperti di diritto internazionale americani di Harvard, Yale, Stanford e l'Università della California hanno scritto una lettera aperta alla Casa Bianca dichiarando che l'operazione militare americana in Iran «desta serie preoccupazioni in merito a violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, inclusi potenziali crimini di guerra». In particolare, gli esperti hanno dichiarato di essere «seriamente preoccupati per gli attacchi che hanno colpito scuole, strutture sanitarie e abitazioni».
Il Consiglio di sicurezza Onu ha spostato da venerdì a sabato la votazione su una risoluzione proposta dal Bahrain per garantire la sicurezza delle navi nello stretto di Hormuz, riferiscono media internazionali. La bozza autorizzerebbe gli Stati a usare «tutti i mezzi difensivi necessari» per proteggere la navigazione commerciale, secondo Associated Press e Reuters. Tuttavia, la risoluzione è considerata improbabile, poiché la Cina, membro permanente con diritto di veto, si oppone a qualsiasi testo che preveda l’uso della forza.
Il Comando della Frontiera Interna di Israele ha emesso un allarme per il lancio di razzi e missili nelle zone di Malkiya, Kiryat Shmona, Tel Hai e Metula nell'Alta Galilea, secondo fonti ufficiali. Lo stesso comando, responsabile della protezione dei civili, aveva segnalato in precedenza un «intrusione di velivolo ostile» nella Galilea Occidentale.
I Joint Chiefs of Staff hanno reso omaggio al capo di stato maggiore dell’Esercito uscente, generale Randy George, dopo l’annuncio improvviso del suo ritiro «efficace immediatamente», riferisce il Pentagono. In un comunicato sui social, il corpo dei più alti ufficiali militari ha ringraziato George per «decenni di servizio costante e dedizione alla nazione». I media statunitensi riportano che il segretario alla Difesa ha deciso il suo licenziamento.
Il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha rimosso due altri alti ufficiali militari oltre al capo di stato maggiore Randy George, riferiscono The Washington Post e Stars and Stripes. Si tratta del generale David Hodne, a capo del Comando per la trasformazione e l'addestramento dell'esercito, e del maggiore generale William Green Jr, capo del Corpo dei cappellani. Il Pentagono ha confermato solo il pensionamento di George, mentre non ha ancora commentato le altre rimozioni.
Donald Trump ha minacciato nuove azioni militari contro l'Iran, annunciando che l'esercito Usa «non ha ancora iniziato a distruggere» le infrastrutture iraniane, secondo un post su Truth Social. Il presidente ha indicato come prossimi obiettivi i ponti e le centrali elettriche. Trump ha aggiunto che la nuova leadership iraniana «sa cosa deve essere fatto e deve farlo in fretta». L'annuncio segue un discorso televisivo dalla Casa Bianca.
Crescono le speculazioni sulla rimozione del capo di stato maggiore dell'esercito, generale Randy George, in relazione ai suoi precedenti legami con Lloyd Austin, segretario alla Difesa sotto Biden, secondo analisti. Fonti riferiscono che la Casa Bianca potrebbe preferire generali allineati all'agenda presidenziale piuttosto che a criteri militari tradizionali. Storicamente, l'esercito Usa ha mantenuto un ruolo non partigiano nelle sue operazioni, sottolineano esperti.
Crescono le speculazioni sulla rimozione del capo di stato maggiore dell'esercito, generale Randy George, in relazione ai suoi precedenti legami con Lloyd Austin, segretario alla Difesa sotto Biden, secondo analisti. Fonti riferiscono che la Casa Bianca potrebbe preferire generali allineati all'agenda presidenziale piuttosto che a criteri militari tradizionali. Storicamente, l'esercito Usa ha mantenuto un ruolo non partigiano nelle sue operazioni, sottolineano esperti.
In Israele sono stati segnalati cinque siti di impatto dopo l'attacco missilistico iraniano. I soccorritori sono stati inviati sul posto ma finora non sono stati registrati feriti. Secondo Channel 12, almeno un missile aveva una testata con bombe a grappolo. Tra le aree segnalate, Tel Aviv, Givat Shmuel e Bnei Brak. In quest'ultima zona sarebbe caduto un frammento di missile intercettore. Danni ad auto a Petak Tikva.
Secondo recenti valutazioni dell'intelligence Usa dopo un mese di guerra, circa la metà dei lanciatori di missili dell'Iran risulta ancora intatta e Teheran ha ancora a disposizione migliaia di droni d'attacco. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn. «L'Iran è ancora pienamente in condizione di seminare il caos assoluto in tutta la regione», ha affermato una delle fonti. Secondo il rapporto Teheran ha ancora circa il 50% dei droni e una vasta quantità di missili da crociera che costituiscono una capacità strategica fondamentale per minacciare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.
Tre navi omanite, tra cui due superpetroliere e una portatrice di gas naturale liquefatto, stanno transitando nello stretto di Hormuz fuori dal corridoio «approvato» dall’Iran, secondo dati di tracciamento citati da Lloyd’s List. Le imbarcazioni navigano «insolitamente vicino alla costa omanita», riferisce il giornale britannico. Se completeranno il passaggio, saranno il primo gruppo di navi con sistema AIS attivo a uscire dallo stretto senza utilizzare il corridoio iraniano da quasi tre settimane.
Israele ha abbattuto un missile lanciato dall'Iran diretto verso la zona centrale del paese, secondo fonti ufficiali. L'impatto è avvenuto nei pressi di Bnei Brak e delle città limitrofe, dove si sospetta fosse una testata a grappolo. Un ferito è stato segnalato nell'area colpita. L'allerta è stata lanciata circa un'ora fa, riferiscono media locali.
Israele ha abbattuto un missile lanciato dall'Iran diretto verso la zona centrale del paese, secondo fonti ufficiali. L'impatto è avvenuto nei pressi di Bnei Brak e delle città limitrofe, dove si sospetta fosse una testata a grappolo. Un ferito è stato segnalato nell'area colpita. L'allerta è stata lanciata circa un'ora fa, riferiscono media locali.
Il governo di Dubai ha smentito l'attacco iraniano a un data center di Oracle. La notizia era stata data dai Guardiani della Rivoluzione islamica che avevano rivendicato un raid contro la struttura negli Emirati e un altro a un centro di cloud computing di Amazon in Bahrein.
Alle vittime legate al conflitto tra Usa, Israele e Iran si aggiungono anche quelle in Cisgiordania. Lo ha ricordato il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric, che ha citato i dati dell'Ufficio per gli affari umanitari. «Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente due terzi dei palestinesi morti sono stati uccisi da coloni o da soldati israeliani», ha dichiarato, rinnovando l'appello a «proteggere i palestinesi». Si tratta di ventidue palestinesi uccisi su un totale di trentatre morti. «Quattro donne, invece, sono state uccise da un attacco missilistico iraniano», ha aggiunto il portavoce.
Le sirene sono risuonate più volte nel nord di Israele in seguito al lancio di razzi dal Libano. Lo riportano i media israeliani.
Prima dell’attacco, il presidente Trump aveva minacciato l’Iran su un social media, avvertendo che se Teheran non avesse accettato la proposta Usa in 15 punti per porre fine al conflitto, gli Stati Uniti avrebbero intensificato gli attacchi militari. Funzionari statunitensi sostengono che il ponte distrutto veniva utilizzato per trasportare materiali destinati alla costruzione di droni impiegati in attacchi contro Usa, Israele e altri obiettivi regionali, nonostante l’Iran lo consideri un’infrastruttura civile.
Il ministero dell’Interno del Bahrain ha invitato la popolazione a «mantenere la calma e raggiungere il luogo sicuro più vicino» dopo che le sirene sono suonate per la seconda volta nell’ultima ora, riferiscono fonti ufficiali. Non sono state fornite ulteriori informazioni sulle cause dell’allarme.
Hezbollah sostiene che i suoi combattenti hanno fatto esplodere un ordigno contro le forze israeliane a Biyyada, nel sud del Libano. Il gruppo ha inoltre riferito di aver preso di mira con razzi due raduni di soldati israeliani nei villaggi di Malkia e Dishon, secondo media locali.
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha condannato il «linguaggio disumanizzante» e ha ribadito la «necessità di rispettare il diritto internazionale umanitario». Lo ha detto il suo portavoce, Stephane Dujarric, rispondendo alle domande dei giornalisti, che chiedevano un commento al discorso di ieri sera del presidente americano Donald Trump, che ha minacciato di «far tornare l'Iran all'Età della pietra», attraverso i bombardamenti.
Un produttore di droni sostenuto dai due figli maggiori del presidente Donald Trump sta cercando di vendere ai paesi del Golfo mentre questi sono sotto attacco da parte dell'Iran e dipendono dalle forze armate statunitensi guidate dal loro padre. La campagna di vendita della Powerus, con sede in Florida - che il mese scorso ha annunciato un accordo per coinvolgere Eric Trump e Donald Trump Jr. - mette l'azienda nella posizione di poter potenzialmente trarre vantaggio dal conflitto. «Questi Paesi sono sotto enorme pressione per comprare dai figli del presidente, affinché lui faccia ciò che vogliono», ha dichiarato Richard Painter, ex capo legale per l'etica della Casa Bianca sotto il presidente George W. Bush. «Questa sarà la prima famiglia presidenziale a guadagnare molto denaro da una guerra, una guerra per la quale non ha ottenuto il consenso del Congresso».
I principali mercati azionari asiatici aprono in rialzo dopo una seduta stabile a Wall Street, riferiscono fonti finanziarie. Il Nikkei giapponese guadagna oltre l’1%, mentre il KOSPI sudcoreano sale di oltre il 2%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong perde circa lo 0,7%. Negli Stati Uniti, l’S&P 500 chiude in leggero rialzo dopo la promessa di Trump di intensificare il conflitto con l’Iran.
Lo Stretto di Hormuz verrà chiuso «a lungo termine» agli Stati Uniti e a Israele. Lo ha dichiarato il portavoce delle forze armate iraniane, Abolfazl Shekarchi, citato da Iran International.
Il ponte B1, che collega Teheran alla vicina Karaj, è stato attaccato dagli Stati Uniti poiché è utilizzato dalle forze armate iraniane per trasportare segretamente missili e componenti missilistici da Teheran verso siti di lancio nell'Iran occidentale. Lo ha riferito un funzionario americano ad Axios precisando che, secondo Washington, il ponte serve anche per fornire supporto logistico alle forze militari iraniane a Teheran.
Roya Boroumand, direttrice dell'Abdorrahman Boroumand Center di Washington, ha condannato l'esecuzione di Amirhossein Hatami, 18 anni, condannato per aver partecipato a un attacco a un sito militare durante le proteste contro il governo iraniano. Secondo il sito Mizan, Hatami è stato giustiziato dopo essere stato ritenuto colpevole di aver incendiato un edificio militare e tentato di sequestrare armi. Boroumand ha denunciato un processo «frettoloso, senza trasparenza e senza accesso a difensori indipendenti», basato su confessioni estorte in detenzione.
Roya Boroumand, direttrice dell'Abdorrahman Boroumand Center di Washington, ha condannato l'esecuzione di Amirhossein Hatami, 18 anni, condannato per aver partecipato a un attacco a un sito militare durante le proteste contro il governo iraniano. Secondo il sito Mizan, Hatami è stato giustiziato dopo essere stato ritenuto colpevole di aver incendiato un edificio militare e tentato di sequestrare armi. Boroumand ha denunciato un processo «frettoloso, senza trasparenza e senza accesso a difensori indipendenti», basato su confessioni estorte in detenzione.
Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver eliminato Makram Atimi, comandante dell'Unità Missilistica Balistica nell'area di Kermanshah, nell'Iran occidentale, responsabile dei lanci verso Israele. Sono stati uccisi anche diversi comandanti di battaglione dell'unità missilistica balistica responsabile di decine di lanci contro Israele dall'Iran nord-occidentale. Inoltre, l'Idf ha fatto sapere di aver ucciso, all'inizio della settimana, il comandante del quartier generale del petrolio, Jamshid Eshaqi, in un attacco mirato a Teheran. Per anni, si legge in una nota dell'esercito israeliano, Eshaqi ha guidato il braccio finanziario delle forze del regime, nonché le industrie militari responsabili della produzione di missili balistici e dei meccanismi di repressione del regime. Eshaqi si è anche occupato di allocare fondi per finanziare i gruppi terroristici filo-iraniani in tutto il Medio Oriente, in particolare Hezbollah e gli Houthi.
L'Onu ha criticato la decisione delle forze armate israeliane di innalzare una bandiera di Israele vicino a una postazione della missione Unifil, i caschi blu delle Nazioni Unite, nel sud del Libano. «Come si può immaginare, la bandiera compromette la percezione di imparzialità di Unifil e rischia di attirare fuoco sui caschi blu durante gli scontri in corso», ha dichiarato il portavoce, Stephane Dujarric.
Il Pakistan aumenta i prezzi del carburante del 42% a causa dell'impennata globale dei prezzi del petrolio legata alla guerra con l'Iran. Il governo di Islamabad ha definito l'aumento inevitabile, dato che i costi globali del petrolio sono in aumento a causa della guerra con l'Iran e delle perturbazioni del mercato energetico. Il governo ha aumentato i prezzi del carburante di 137 rupie (49 centesimi di dollaro) al litro, dopo averli già incrementati di circa il 20% il mese scorso. Il Pakistan ha inoltre annunciato un aumento del prezzo del diesel del 54,9%, pari a 184,49 rupie (0,67 dollari) al litro. Il primo ministro Shehbaz Sharif ha affermato che il conflitto con l'Iran ha colpito duramente l'economia del Pakistan e che sta cercando di portare Washington e Teheran al tavolo dei negoziati.
Le forze statunitensi hanno colpito nella giornata di oggi il ponte B1 in Iran, che collega Teheran e la vicina città di Karaj, «eliminando una rotta pianificata di rifornimento militare destinata a sostenere le capacità iraniane di missili balistici e droni d'attacco». Lo ha dichiarato un funzionario militare statunitense al New York Times.
«Colpire le strutture civili, compresi i ponti incompiuti, non costringerà gli iraniani alla resa. Si limita a comunicare la sconfitta e il crollo morale di un nemico allo sbando. Ogni ponte e ogni edificio verrà ricostruito più forte di prima. Quello che non si riprenderà mai è il danno alla reputazione americana». Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghch.
«È il momento per l'Iran di fare un accordo prima che sia troppo tardi e non rimanga più nulla di quello che potrebbe diventare un grande Paese». Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth accompagnando il suo messaggio con il crollo di un ponte iraniano. «Il più grande ponte iraniano crolla, non sarà mai più utilizzato», ha aggiunto.
L’esercito israeliano comunica che una nuova ondata di missili è stata lanciata dall’Iran verso Israele. I sistemi di difesa aerea sono attivi per abbattere i missili, riferisce un comunicato militare.
Il gruppo armato iracheno Saraya Awliya al-Dam ha rivendicato cinque attacchi contro basi statunitensi nelle ultime 24 ore, secondo un comunicato diffuso dall’organizzazione. Il gruppo della Resistenza Islamica in Iraq ha inoltre confermato 23 operazioni contro installazioni Usa in Iraq e nella regione, con l’impiego di decine di droni per gli attacchi, riferiscono media locali.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (IRGC) sostiene di aver «distrutto» forze israeliane e aziende militari con nuovi attacchi contro basi a Tel Aviv e Eilat, secondo un comunicato diffuso dall'organizzazione. Non sono state fornite conferme indipendenti sulle rivendicazioni.
Il ministero degli Esteri iraniano riferisce che più di 600 scuole e centri educativi sono stati colpiti dagli attacchi Usa-Israele a partire dal 28 febbraio. La denuncia è stata diffusa attraverso fonti ufficiali iraniane.
Secondo un rapporto Onu, i conflitti nella regione hanno causato 1.345 morti in Libano, inclusi 125 bambini, e oltre 4.040 feriti. In Israele si contano 28 morti, di cui 10 soldati uccisi in Libano, e 3.223 feriti ricoverati. Gli Stati Uniti registrano 13 morti in combattimento e due per cause non belliche, con oltre 200 feriti, mentre in Iraq i morti superano 107, riferiscono fonti ufficiali. Altri paesi della regione, tra cui Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Arabia Saudita e Kuwait, hanno anch’essi subito vittime e feriti.
Secondo media statunitensi, il capo di stato maggiore dell’esercito Usa potrebbe essere stato sollevato dall’incarico per mancanza di lealtà verso Donald Trump. La decisione sarebbe legata al fatto che l’ufficiale, laureato a West Point e con un passato da collaboratore del segretario alla Difesa Lloyd Austin, non avrebbe sostenuto l’agenda politica di Trump, a differenza di quanto richiesto dalla Casa Bianca.
L’esercito kuwaitiano ha comunicato di aver risposto a attacchi con missili e droni, secondo fonti ufficiali. Non sono stati forniti dettagli sulle località colpite o sull’entità della risposta.
Il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha confermato il ritiro immediato del generale Randy George dalla carica di 41° capo di stato maggiore dell’Esercito americano. La decisione è entrata in vigore con effetto immediato, secondo fonti ufficiali.
Il governo iraniano definisce «un’azione di tipo terroristico» il doppio attacco su un ponte, secondo media locali. La seconda esplosione ha colpito i soccorritori e i lavoratori intervenuti dopo il primo colpo, aumentando il numero delle vittime. Le autorità condannano l’episodio come «un atto spregevole» e avvertono che non costringerà l’Iran a cedere.
Il Comando Centrale Usa ha respinto la rivendicazione dei Guardiani della Rivoluzione iraniani di aver abbattuto un caccia nemico sull’isola di Qeshm nello Stretto di Hormuz. In un comunicato, il comando ha affermato che tutti gli aerei da combattimento statunitensi sono presenti e ha definito la rivendicazione «falsa», sottolineando che l’IRGC ha avanzato simili affermazioni almeno sei volte in passato.
Il primo ministro iracheno al-Sudani ha ordinato alle forze di sicurezza di agire senza «linee rosse» contro chi prende di mira infrastrutture statali e interessi stranieri, secondo un comunicato governativo. Durante un incontro con i vertici dell’intelligence, ha chiesto di perseguire con fermezza chi attacca istituzioni nazionali, missioni diplomatiche e rapisce cittadini stranieri. Al-Sudani ha sottolineato la necessità di ogni sforzo per garantire la sicurezza interna, senza tollerare alcuna clemenza.
Il primo ministro iracheno al-Sudani ha ordinato alle forze di sicurezza di agire senza «linee rosse» contro chi prende di mira infrastrutture statali e interessi stranieri, secondo un comunicato governativo. Durante un incontro con i vertici dell’intelligence, ha chiesto di perseguire con fermezza chi attacca istituzioni nazionali, missioni diplomatiche e rapisce cittadini stranieri. Al-Sudani ha sottolineato la necessità di ogni sforzo per garantire la sicurezza interna, senza tollerare alcuna clemenza.
Il ministero dell'Energia israeliano ha annunciato la ripresa delle attività nel giacimento offshore Leviathan, sospese da un mese a causa delle ostilità regionali. Secondo Reuters, la struttura gestita da Chevron era ferma dal 28 febbraio, inizio del conflitto. Il ministero ha spiegato che la produzione di gas naturale per il mercato locale aumenterà con il ritorno in funzione di un'altra piattaforma. Leviathan contiene riserve stimate in 635 miliardi di metri cubi, tra le più importanti nel Mediterraneo orientale.
L'Ufficio media di Dubai ha respinto le affermazioni dei Guardiani della Rivoluzione iraniani (IRGC) secondo cui un centro dati Oracle negli Emirati sarebbe stato colpito. Fonti ufficiali riferiscono che non ci sono conferme di alcun attacco nell'emirato.
Il Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha esortato a porre fine immediata alla «spirale di morte e distruzione» in Medio Oriente, denunciando il peggioramento della situazione. Guterres ha sottolineato che il conflitto provoca sofferenze crescenti e attacchi indiscriminati, estendendo i suoi effetti ben oltre la regione. «Il conflitto si avverte ovunque», ha aggiunto, evidenziando il rischio globale.
Vassily Nebenzia, ambasciatore russo all’Onu, ha esortato Israele e Stati Uniti a «smettere di giocare col fuoco» e ha chiesto la fine della violenza in Medio Oriente, riferisce l’agenzia iraniana Irna. Nebenzia ha attribuito l’escalation a un «atto ingiustificato di aggressione» di Usa e Israele contro l’Iran.
Il gruppo armato iracheno Saraya Awliya al-Dam ha rivendicato un attacco contro serbatoi di carburante nella base Victoria all’aeroporto internazionale di Baghdad. In un comunicato su Telegram, il gruppo ha affermato di aver colpito «fonti energetiche vitali» utilizzate per alimentare i generatori della struttura. Fonti di sicurezza citate dall’agenzia AFP riferiscono che un drone ha preso di mira il centro diplomatico e logistico Usa nell’aeroporto.
Gli attacchi israeliani e statunitensi in Iran hanno ucciso figure di alto livello, sollevando dubbi su chi detenga ancora il potere, riferisce The Take. L’analisi approfondisce i protagonisti del sistema iraniano, il funzionamento delle istituzioni e le possibili conseguenze della perdita dei vertici sulla risposta del Paese al conflitto.
Il presidente Usa Trump ha dichiarato che Israele è un «buon partner» e «farà ciò che gli dico», durante un'intervista a Time magazine. Ha aggiunto che «si fermeranno quando mi fermerò, a meno che non vengano provocati, nel qual caso non avranno scelta, ma si fermeranno quando mi fermerò».
L’attacco al ponte B1 di Karaj, in provincia di Alborz, ha causato otto morti e almeno 95 feriti, riferisce l’agenzia semiufficiale iraniana Tasnim. Il vice responsabile della sicurezza locale conferma che il ponte, un importante progetto infrastrutturale quasi completato, è stato colpito oggi. Tra le vittime ci sono abitanti del villaggio di Bilghan, pendolari e famiglie riunite per celebrare la Giornata della Natura.
L’attacco al ponte B1 di Karaj, in provincia di Alborz, ha causato otto morti e almeno 95 feriti, riferisce l’agenzia semiufficiale iraniana Tasnim. Il vice responsabile della sicurezza locale conferma che il ponte, un importante progetto infrastrutturale quasi completato, è stato colpito oggi. Tra le vittime ci sono abitanti del villaggio di Bilghan, pendolari e famiglie riunite per celebrare la Giornata della Natura.
In Pakistan si registrano proteste e lunghe code dopo l’aumento dei prezzi del carburante, riferiscono fonti locali. Molti cittadini si dicono sorpresi e frustrati perché il paese continua a ricevere forniture dal Golfo di Hormuz, ma il governo ha ridotto i sussidi. Le autorità ammettono una crisi finanziaria e spiegano che non possono più sostenere sussidi illimitati, trasferendo i costi ai consumatori. Funzionari locali avvertono che le scorte di carburante coprono solo 20-24 giorni e che i prezzi potrebbero aumentare ulteriormente senza interventi o fine del conflitto.
La USS Gerald R Ford ha lasciato la Croazia dopo una sosta di cinque giorni, riferisce la Marina Usa senza specificare la destinazione successiva. La portaerei, la più grande al mondo, «rimane pronta per missioni a sostegno degli obiettivi nazionali in qualsiasi area operativa», secondo la Marina. La nave ha completato riparazioni programmate e rifornimenti, dopo un incendio scoppiato il 12 marzo durante la campagna aerea Usa-Israele contro l’Iran.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) sostiene di aver abbattuto un «aereo da combattimento nemico a sud dell’isola di Qeshm», secondo i media statali iraniani. Il comunicato non specifica la nazionalità del velivolo. Dopo essere stato colpito, il caccia è precipitato nel Golfo tra l’isola di Hengam e quella di Qeshm, riferisce l’IRGC.
Il presidente Trump sostiene che gli Stati Uniti non dipendono in misura significativa dal petrolio che transita nello Stretto di Hormuz e che quindi altri Paesi, in particolare asiatici, dovrebbero guidare la coalizione per la riapertura. Trump ha aggiunto che lo Stretto potrebbe riaprire automaticamente al termine del conflitto, secondo quanto riferito dai media. Nonostante la minore dipendenza diretta, gli Usa restano influenzati dai mercati petroliferi e finanziari globali.
Il comando navale dei Guardiani della Rivoluzione iraniani (IRGC) afferma di aver lanciato un attacco contro un centro dati della società tecnologica statunitense Oracle a Dubai, secondo media statali. In precedenza, l'IRGC aveva riferito di aver preso di mira un centro cloud di Amazon in Bahrain, secondo fonti ufficiali.
Tre esperti Onu hanno chiesto un'indagine indipendente sull'uccisione di tre giornalisti in Libano, definendo l'episodio «un grave attacco alla libertà di stampa da parte delle forze israeliane». I relatori speciali Irene Khan, Morris Tidball-Binz e Ben Saul hanno sottolineato che «i giornalisti in conflitto armato sono civili e non devono essere bersagliati». L'esercito israeliano ha ucciso il 28 marzo Fatima Ftouni di Al Mayadeen, il fratello Mohamad Ftouni e Ali Shoaib di Al-Manar in un raid mirato nel sud del Libano, secondo fonti locali. Israele ha accusato Shoaib senza fornire prove, mentre Al Mayadeen e Al-Manar sono media vicini a Hezbollah.
Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi definisce i recenti attacchi Usa a infrastrutture civili «un segno di sconfitta e crollo morale» del nemico in difficoltà, secondo un post su X. Araghchi ha aggiunto che colpire strutture civili, come ponti incompiuti, non costringerà l’Iran a cedere. L’attacco Usa-Israele al ponte B1 di Karaj, a ovest di Teheran, ha causato almeno due morti e diversi feriti, riferiscono fonti locali.
Il gruppo Houthi ha rivendicato un attacco missilistico contro «obiettivi vitali israeliani», secondo media affiliati come Al Masirah. L’operazione sarebbe stata condotta in coordinamento con forze in Iran e Hezbollah in Libano e avrebbe «raggiunto con successo i suoi obiettivi». In precedenza l’esercito israeliano aveva segnalato il lancio di un missile dal territorio yemenita. I media locali riferiscono che l’intervento militare sarà graduale e potrà intensificarsi in futuro.
La responsabile della politica estera Ue, Kallas, afferma che l'Unione sostiene «il lavoro dell'Onu sui corridoi umanitari nello Stretto per esportare cibo e fertilizzanti», secondo un post su X. Ha aggiunto che la missione navale Aspides ha assistito 1.700 navi nel Mar Rosso e deve essere potenziata. Kallas ha sottolineato che «non possiamo permetterci di perdere un'altra via commerciale critica», dopo un incontro promosso dal Regno Unito sullo Stretto di Hormuz.
Il Pakistan ha incrementato del 43% il prezzo della benzina, portandolo a 458,4 rupie al litro, e ha aumentato anche il costo del diesel a 520,35 rupie al litro, secondo l’annuncio del ministro del Petrolio Ali Pervaiz Malik. Il ministro ha definito la crisi energetica «un problema che coinvolge non solo la regione, ma l’intero mondo».
Il ministero degli Esteri iracheno conferma l'impegno a mantenere l'Iraq fuori dal conflitto nella regione, secondo fonti ufficiali. Il ministero ha precisato che alcune entità o individui potrebbero agire contro le direttive statali senza rappresentare la politica ufficiale. Il governo continua a prendere misure per evitare che il territorio iracheno venga usato come base per azioni ostili.
Amy Pope, capo dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni, definisce «molto allarmanti» le prospettive di uno sfollamento di massa prolungato in Libano, dove Israele e Hezbollah sono in conflitto. Secondo Pope, il livello di distruzione attuale e le minacce di ulteriori danni rendono necessaria una ricostruzione anche se la guerra finisse domani.
Hezbollah afferma di aver bombardato un gruppo di soldati e veicoli israeliani nella località di Shamaa, nel sud del Libano, secondo media regionali.
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha affrontato la questione della sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz con il collega iraniano Abbas Araghchi, riferiscono agenzie di stampa statali. L'incontro segue la dichiarazione di un consigliere di Putin secondo cui lo Stretto è aperto alla Russia.
Più di 100 esperti statunitensi di diritto internazionale hanno firmato una lettera che denuncia «serie violazioni del diritto internazionale» nella guerra in corso, con particolare riferimento al ruolo degli Usa. Il documento, pubblicato dal Just Security Forum, sottolinea che l’avvio del conflitto ha violato la Carta Onu e che le azioni delle forze americane e dichiarazioni ufficiali sollevano dubbi su possibili crimini di guerra. Gli esperti evidenziano inoltre danni a civili, all’ambiente e rischi regionali crescenti.
Un uomo palestinese è morto per le ferite riportate dopo essere stato colpito dalle forze israeliane nella periferia di Khan Younis, riferisce l'agenzia Wafa. L'episodio è avvenuto nel sud della Striscia di Gaza. Fonti locali confermano il decesso.
Il Regno Unito ospita colloqui virtuali con circa 40 paesi per discutere strategie di riapertura dello Stretto di Hormuz, bloccato di fatto dall'Iran, secondo fonti diplomatiche. Il passaggio marittimo, fondamentale per il 20% delle forniture globali di petrolio e gas, è chiuso dall'inizio del conflitto il 28 febbraio. Gli Stati Uniti non partecipano ai negoziati, dopo che Trump ha detto che non è loro responsabilità riaprire lo stretto, invitando l'Europa a «andare a prendere il proprio petrolio».
Yuri Ushakov, consigliere del presidente Putin, afferma che lo Stretto di Hormuz è aperto alla navigazione russa, riporta l’agenzia statale russa TASS. La dichiarazione arriva in un contesto di tensioni regionali e controllo strategico delle vie marittime.
Il governo indiano ha annunciato un tetto del 25% agli aumenti mensili del prezzo del carburante per turbine aeronautiche destinato ai voli nazionali. Parallelamente, fonti ufficiali riferiscono che gli operatori privati affrontano difficoltà nell’approvvigionamento di gas liquido per autotrazione (LPG) a causa di problemi di acquisto. Le autorità stanno incoraggiando l’uso di veicoli a doppia alimentazione a passare alla benzina dove possibile.
Due fonti della sicurezza irachena riferiscono ad AFP che un drone ha attaccato il centro diplomatico e logistico statunitense nell’aeroporto internazionale di Baghdad. Il complesso ospita anche una base militare irachena, secondo le fonti. Non sono stati forniti dettagli su eventuali danni o vittime.
L’Argentina ha espulso il chargé d’affaires iraniano Mohsen Soltani Tehrani dopo una disputa diplomatica legata alla definizione di «organizzazione terroristica» per i Guardiani della Rivoluzione iraniani, riferisce il ministero degli Esteri argentino. L’espulsione segue le accuse di Teheran contro Buenos Aires, definite «false e infondate» dal governo argentino. L’Argentina ha motivato la decisione con la mancata cooperazione iraniana sull’indagine per la strage del 1994 a Buenos Aires, che causò 85 morti. Il ministero degli Esteri iraniano ha accusato l’Argentina di «schierarsi con gli aggressori» in violazione del diritto internazionale.
Secondo un'analisi, il Libano dovrebbe aderire alla Corte penale internazionale per affrontare le atrocità legate alle operazioni israeliane nel paese. L'articolo sottolinea che le autorità libanesi non hanno ancora esaurito gli strumenti legali internazionali disponibili, secondo fonti di esperti.
L'esercito israeliano ha segnalato il lancio di un missile dallo Yemen verso il territorio israeliano, il quarto dall'inizio del conflitto, secondo fonti ufficiali. Il Comando della Home Front ha emesso un allarme precoce, con sirene attivate in diverse città, tra cui Gerusalemme e la regione del Mar Morto, riferisce Channel 14.
Fu Cong, inviato cinese all'Onu, ha espresso l'opposizione della Cina all'autorizzazione all'uso della forza in Medio Oriente. Secondo Fu, ciò equivarrebbe a «legittimare l'uso illegittimo e indiscriminato della forza». La dichiarazione è stata resa nota durante un intervento all'Onu.
Israele ha proseguito la sua offensiva su Gaza, estendendo gli attacchi anche contro obiettivi in Libano, Siria e Iran, secondo fonti regionali. L'escalation militare si inserisce nel contesto del conflitto in corso nella regione. Non sono stati forniti dettagli sulle conseguenze degli attacchi.
Il presidente Trump ha pubblicato un video sui social che mostra la distruzione di un grande ponte in Iran, definendolo un segnale per Teheran a chiudere un accordo «prima che sia troppo tardi». Secondo l'agenzia Fars, un ponte autostradale che collega Teheran alla città di Karaj è stato colpito da raid aerei oggi. Trump ha ribadito la necessità di un'intesa con l'Iran in tempi rapidi.
Royal Air Maroc ha annunciato la sospensione dei voli da e per Doha fino al 30 giugno, secondo la compagnia aerea marocchina. La stessa fonte riferisce che i voli da e per Dubai sono cancellati fino al 31 maggio.
Il principe saudita Mohammed bin Salman e il presidente russo Vladimir Putin hanno avuto un colloquio telefonico in cui hanno affrontato l’escalation militare regionale e i rischi per la sicurezza marittima, riferisce l’agenzia di stampa saudita. Il Cremlino aggiunge che Putin ha chiesto di intensificare gli sforzi politici e diplomatici per porre fine al conflitto.
La responsabile della delegazione della Federazione Internazionale della Croce Rossa in Iran, Maria Martinez, segnala un aumento esponenziale delle necessità mediche di emergenza, con rischi di esaurimento delle scorte di kit traumatologici se il conflitto continua. Da fine febbraio, oltre 2.000 persone sono morte e più di 26.500 sono rimaste ferite a causa dei raid aerei Usa-Israele, secondo fonti ufficiali. Martinez ha riferito che tre operatori dell’organizzazione sono stati uccisi in servizio, incluso uno durante un attacco a una clinica medica nella provincia di Zanjan il 31 marzo.
L'esercito israeliano riferisce di aver rilevato il lancio di missili dall'Iran. Il Comando della Frontiera Interna israeliano ha emesso un allarme preventivo per Gerusalemme e l'area della Grande Tel Aviv, secondo fonti militari.
Il presidente finlandese Alexander Stubb ha evidenziato l'importanza di mantenere il dialogo con l'Iran dopo una telefonata con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, secondo quanto riferito da fonti ufficiali. Stubb ha dichiarato su X che «un cessate il fuoco e una soluzione diplomatica sono urgentemente necessari». Ha inoltre sottolineato la necessità di fermare gli attacchi ai paesi vicini e di riaprire lo Stretto di Hormuz.
Il Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg) denuncia davanti al Consiglio di sicurezza Onu che l’Iran ha compiuto numerosi attacchi, interrompendo i corridoi marittimi vitali per l’economia globale, afferma il segretario generale Jassim al-Budaiwi. Al-Budaiwi ha chiesto di fermare gli attacchi iraniani, proteggere i passaggi marittimi come lo Stretto di Hormuz e Bab al-Mandeb, e di includere il Ccg nei negoziati di pace per tutelare i propri interessi. È la prima volta che il Ccg esprime queste richieste in modo così esplicito, secondo fonti ufficiali.
L'esercito israeliano riferisce di aver attaccato «centri di comando militare centrali» utilizzati, secondo Tel Aviv, dai Guardiani della Rivoluzione per finanziare Hezbollah in Libano e gli Houthi in Yemen. In un post su X, Israele sostiene che i centri servivano anche a rafforzare le forze armate iraniane, senza fornire prove. Fonti locali segnalano fumo dopo un raid aereo nel centro di Teheran.
Media israeliani riferiscono che due uomini sono rimasti feriti dopo un razzo lanciato dal Libano ha colpito la città di Bi’ina. Secondo fonti mediche, un uomo di circa 30 anni e uno di 40 sono stati colpiti da schegge. L’attacco ha provocato anche danni materiali, aggiungono i rapporti.
Il ministero della Salute iraniano riferisce che almeno 2.076 persone sono morte e 26.500 sono rimaste ferite in seguito agli attacchi Usa-Israele in Iran dal 28 febbraio. Le autorità sanitarie hanno aggiornato il bilancio delle vittime e dei feriti nel Paese.
La Russia chiederà a Stati Uniti e Israele un cessate il fuoco per evacuare il personale russo dalla centrale nucleare di Bushehr in Iran, riporta l’agenzia RIA. Alexei Likhachev, capo della Rosatom, ha detto che i percorsi di evacuazione saranno comunicati alle autorità israeliane e statunitensi e che si richiederà il rispetto rigoroso del cessate il fuoco durante il trasferimento. Likhachev ha aggiunto che la «fase finale» dell’evacuazione, con circa 200 persone, è prevista per la prossima settimana.
L'Iran sostiene di aver effettuato un attacco con droni contro jet da combattimento statunitensi nella base aerea di Al Azraq, in Giordania, secondo media iraniani. Non sono state fornite conferme indipendenti sull'azione. Fonti ufficiali giordane e statunitensi non hanno ancora commentato l'accaduto.
Il Consiglio di sicurezza dell’Onu si è riunito su iniziativa del Bahrain, presidente di turno, per discutere la cooperazione tra i Paesi del Golfo e l’Onu. La bozza di risoluzione, che potrebbe essere votata domani, ha subito quattro revisioni ed è controversa, con Russia e Cina che si oppongono a un passaggio che autorizzerebbe l’uso di qualsiasi mezzo contro l’Iran. Nell’ultima versione è stata rimossa la parte del capitolo sette, ma restano forti critiche da Mosca e Pechino, riferiscono fonti diplomatiche.
L'esercito kuwaitiano riferisce che nelle ultime 24 ore il paese è stato colpito da due missili da crociera iraniani e 13 droni, tutti abbattuti. Secondo fonti ufficiali non ci sono stati danni né feriti.
Il Regno Unito riunisce i ministri degli Esteri di 40 Paesi per discutere soluzioni alla chiusura de facto dello Stretto di Hormuz, riferisce Downing Street. Il premier Keir Starmer ha annunciato che il vertice virtuale, presieduto dalla ministra Yvette Cooper, valuterà tutte le opzioni diplomatiche e politiche per riaprire la via marittima. Le azioni iraniane contro navi commerciali hanno quasi bloccato il traffico nello stretto, fondamentale per il trasporto petrolifero globale.
L’IRGC iraniano ha affermato di aver lanciato un attacco contro un centro di cloud computing di Amazon a Bahrain, secondo l’agenzia di stampa statale IRNA. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sull’azione o sulle sue conseguenze.
Il ministro degli Esteri del Bahrain, Abdullatif bin Rashid al-Zayani, ha definito «profondamente deplorevoli» le azioni iraniane contro gli Stati del GCC e la Giordania, inclusi attacchi alle infrastrutture civili, durante un intervento al Consiglio di Sicurezza Onu. Al-Zayani ha denunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz come «una palese violazione del diritto internazionale» e ha chiesto una «risposta decisa». Il Bahrain ha presentato una bozza di risoluzione per proteggere la navigazione commerciale, in attesa di voto previsto per venerdì.
Mentre prosegue la guerra tra Usa e Israele contro l’Iran, sono stati pubblicati diversi approfondimenti nelle ultime 24 ore, tra cui la storia delle minacce e dei bombardamenti Usa, l’impatto della carenza di fertilizzanti in Asia meridionale e scenari sullo Stretto di Hormuz. Inoltre, è disponibile un’intervista al ministro iraniano sugli attacchi a siti storici e un’intervista completa a Marco Rubio sul conflitto. Fonti editoriali hanno anche realizzato una guida interattiva alla costa e alle isole strategiche iraniane.
Un rapporto congiunto di due agenzie Onu, Unione africana e Banca africana di sviluppo segnala che l'Africa potrebbe perdere 0,2 punti percentuali di crescita del Pil nel 2026 se il conflitto con l'Iran dura oltre sei mesi, secondo quanto riferito alla Commissione economica Onu a Tangeri. Il documento sottolinea che l'interruzione delle rotte marittime e delle forniture di energia e fertilizzanti aumenterebbe il rischio di rallentamento economico. Il rapporto avverte inoltre che la crisi potrebbe aggravare il costo della vita, con alcuni Paesi più colpiti dalla carenza di fertilizzanti che dall'aumento del prezzo del petrolio.
Il Qatar ha annunciato di aver abbattuto «un attacco con diversi droni lanciati dall'Iran», secondo il ministero della Difesa. Le forze armate qatariote hanno neutralizzato tutti i droni in arrivo, si legge in un post sui social media ufficiali.
L'Iran sta redigendo un protocollo con l'Oman per controllare il traffico nello Stretto di Hormuz, ha riferito l'agenzia ufficiale IRNA citando il vice ministro degli Esteri Kezem Gharibabadi. L'accordo mira a rafforzare la sorveglianza e la sicurezza nella zona strategica.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto l’istituzione di un «corridoio umanitario» per il trasporto di fertilizzanti e beni essenziali attraverso lo Stretto di Hormuz, per evitare una crisi alimentare in Africa, secondo una nota ufficiale. Tajani ha partecipato in videoconferenza a un incontro coordinato dal Regno Unito sull’Iran, dove ha sottolineato l’importanza di garantire il passaggio di questi materiali. Il ministro ha inoltre sollecitato un’azione congiunta con l’Onu per attivare rapidamente il corridoio, coinvolgendo anche Paesi come i Paesi Bassi e gli Emirati Arabi Uniti.
Jassim al-Budaiwi, segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), ha dichiarato al Consiglio di Sicurezza Onu che gli stati del Golfo vogliono evitare il conflitto e puntano sulla diplomazia per risolvere le tensioni regionali. Ha sottolineato che «il GCC non cerca la guerra» e ha esortato al dialogo come via principale per la pace e la stabilità.
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha avvertito che lo Stretto di Hormuz non sarà stabile finché continuerà il conflitto in Iran, secondo quanto riportato dai media di stato. Wang ha espresso queste preoccupazioni durante una telefonata con il ministro saudita Faisal bin Farhan Al Saud, chiedendo anche un cessate il fuoco precoce.
Il segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo, Jassim al-Budaiwi, ha definito gli attacchi iraniani una grave violazione della sovranità degli Stati del Golfo. Al-Budaiwi ha chiesto all'Onu di fermare immediatamente gli attacchi e di garantire la sicurezza della navigazione aerea e marittima e dei mercati energetici globali. Ha inoltre ribadito il diritto degli Stati del GCC all'autodifesa secondo l'articolo 51 della Carta Onu.
I principali indici di Wall Street hanno registrato cali dopo un nuovo aumento dei prezzi del petrolio, riferiscono fonti di mercato. Il Dow Jones ha perso l'1,0% a 46.108,16 punti, l'S&P 500 è sceso dello 0,9% a 6.516,01 e il Nasdaq ha ceduto l'1,3% a 21.556,30. Nel discorso serale alla Casa Bianca, Trump ha detto che gli Stati Uniti sono «molto vicini» al raggiungimento degli obiettivi, ma ha avvertito che ulteriori bombardamenti potrebbero riportare l'Iran «all'età della pietra».
Il ponte autostradale tra Teheran e la città di Karaj è stato nuovamente colpito, riferisce l’agenzia iraniana Fars. L’attacco è avvenuto mentre le squadre di soccorso erano sul posto per assistere i feriti del precedente raid, aggiunge Fars. Le autorità provinciali di Alborz hanno invitato la popolazione a evitare l’area. In precedenza, un attacco congiunto Usa-Israele aveva causato due morti e numerosi feriti sul ponte, secondo fonti locali.
Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha avviato una sessione dedicata alla cooperazione tra Onu e Paesi del Golfo per la pace e la sicurezza in Medio Oriente. Ulteriori dettagli saranno forniti a breve, riferiscono fonti ufficiali.
L'Iran interpreta diversamente le affermazioni di Donald Trump sulla vicinanza degli Stati Uniti al completamento degli obiettivi, secondo media locali. Il Paese continua a lanciare attacchi contro Israele e la regione, mentre rafforza la presenza regionale tramite Hezbollah in Libano, gli Houthi in Yemen e fazioni in Iraq. Recentemente, un attacco ha distrutto l'Istituto Pasteur di Teheran, importante centro di ricerca vaccinale, e un ponte tra Karaj e Teheran è stato colpito, in linea con le minacce di Trump di colpire infrastrutture.
Il ministero della Salute del Libano ha comunicato che gli attacchi israeliani dal 2 marzo hanno causato 1.345 morti e 4.040 feriti, secondo il rapporto quotidiano del Centro operativo per le emergenze sanitarie. Tra le vittime ci sono 125 bambini e 91 donne. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 27 decessi e 105 feriti, riferisce il ministero.
Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha inviato il suo inviato personale in Medio Oriente per sostenere gli sforzi diplomatici e ha esortato Stati Uniti e Israele a fermare la guerra che sta causando gravi sofferenze umane e conseguenze economiche devastanti, secondo un comunicato Onu. Guterres ha inoltre chiesto all’Iran di cessare gli attacchi ai Paesi vicini e ha avvertito che «siamo sull’orlo di una guerra più ampia». «Il conflitto si fa già sentire ovunque», ha aggiunto.
Il presidente russo Vladimir Putin ha sollecitato un rafforzamento degli sforzi politici per porre fine alla guerra in Medio Oriente durante una telefonata con il principe saudita Mohammed bin Salman, riferisce il Cremlino. Entrambi hanno sottolineato la necessità di un rapido cessate il fuoco e di un accordo duraturo. Il colloquio segue la firma di un accordo di difesa aerea tra Ucraina e Arabia Saudita, mentre il Golfo affronta attacchi con droni iraniani. Putin e il principe saudita hanno inoltre evidenziato «problemi comuni» legati alla sicurezza regionale.
Il Pakistan intende proseguire gli sforzi per facilitare negoziati tra Stati Uniti e Iran, pur riconoscendo «ostacoli» nel processo, ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri Tahir Andrabi. Le dichiarazioni sono arrivate dopo le minacce del presidente Trump di bombardare l'Iran se non accetterà i termini di Washington. Islamabad guida una mediazione multilaterale e lavora per creare condizioni favorevoli a «negoziati significativi tra le parti coinvolte».
Il ministero della Difesa austriaco ha negato agli Stati Uniti il permesso di utilizzare lo spazio aereo austriaco per operazioni militari contro l’Iran, citando la legge sulla neutralità, secondo quanto riferito da media locali. Un portavoce ha confermato che Washington ha presentato «diverse» richieste, tutte valutate singolarmente in coordinamento con il ministero degli Esteri. L’Austria mantiene una politica di neutralità militare e non ha imposto un divieto generale ai sorvoli Usa, ma esamina ogni richiesta caso per caso. La Spagna ha chiuso il proprio spazio aereo ai velivoli militari Usa coinvolti nel conflitto, mentre l’Italia ha negato l’uso di una base in Sicilia agli stessi bombardieri.
Il presidente Usa Donald Trump ha avvertito l’Iran che potrebbe bombardare il Paese «fino all’età della pietra», riporta un suo post su X. Poco dopo, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha rilanciato con un messaggio sintetico: «Back to the Stone Age». Questo tipo di minaccia si riferisce a bombardamenti a tappeto che distruggono le infrastrutture moderne, riportando la zona a uno stato primitivo. Secondo analisti, tali minacce si inseriscono nella tradizione di Washington di usare la forza aerea per intimidire durante le sue campagne militari.
Secondo fonti locali, i profughi nel sud del Libano esprimono scetticismo dopo le dichiarazioni del primo ministro Nawaf Salam sulla gestione del conflitto con Israele. La popolazione teme che Israele voglia estendere il proprio controllo fino al fiume Litani, mentre il ministro della Difesa israeliano Katz ha affermato che oltre 600.000 sfollati non potranno tornare nelle loro case. Nel frattempo, Israele sta distruggendo sistematicamente abitazioni, terreni agricoli e infrastrutture nelle zone di confine, con danni segnalati anche a Biyyada e Naqoura, dove opera la missione Onu Unifil.
Secondo sondaggi dopo il discorso di Trump, il presidente non ha soddisfatto gli americani sulle questioni chiave, in particolare sui prezzi elevati del carburante. Il presidente ha definito l’intervento un investimento per le future generazioni, senza però proporre soluzioni concrete, riferiscono media Usa. Inoltre, Trump non ha raggiunto gli obiettivi iniziali di distruggere l’industria missilistica iraniana né i proxy nella regione, mentre resta irrisolta la crisi del blocco dello Stretto di Hormuz.
Il portavoce del ministero degli Esteri francese Pascal Confavreux annuncia che il G7 terrà la prossima settimana un incontro con il Consiglio di cooperazione del Golfo per discutere la situazione nello Stretto di Hormuz. La Francia detiene la presidenza in carica del G7.
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha avuto un colloquio con il suo omologo cinese Wang Yi sulla crisi in Medio Oriente, riferisce il ministero tedesco. Entrambi auspicano una rapida risoluzione del conflitto e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, escludendo il controllo o pedaggi da parte di singoli Stati. La Germania ritiene che la Cina possa esercitare la sua influenza sull’Iran per favorire una soluzione negoziata e la fine delle ostilità contro gli Stati del Golfo, si legge in un post ufficiale.
Otto persone sono rimaste uccise e altre 95 ferite durante un attacco israelo-americano al ponte B1 nella città di Karaj, situata a ovest di Teheran. Lo ha reso noto giovedì 2 aprile il governatorato della provincia di Alborz. Il ponte era in costruzione e sarebbe diventato il più lungo del Medio Oriente, ha aggiunto, precisando che in seguito all'attacco si è verificata un'interruzione di corrente in alcune zone di Karaj. Nel pomeriggio si sono verificate esplosioni in alcune zone della città e nella capitale Teheran. Anche altre città in diverse province iraniane sono state prese di mira da Stati Uniti e Israele, tra cui le province di Hormuzgan, Bushehr, Kerman, Lorestan, Isfahan, Fars, Kashan e Ardebil.


