Roma, 17 febbraio 2026 – Un gesto simbolico e provocatorio ha segnato la sessione inaugurale del Parlamento iraniano a Teheran, scatenando una forte reazione diplomatica da parte dell’Italia. Durante la cerimonia, il deputato iraniano Mojtaba Zarei ha strappato una fotografia che ritraeva i leader europei, incluso il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, in segno di protesta contro l’Occidente. Il governo italiano ha risposto prontamente convocando l’ambasciatore iraniano a Roma per esprimere il proprio disappunto.
Lo strappo alla foto di Mattarella: l’atto simbolico del deputato Mojtaba Zarei
Durante la seduta parlamentare, il deputato Mojtaba Zarei ha pronunciato dichiarazioni fortemente critiche verso l’Europa, definendola “la patria del fascismo e del nazismo” e accusandola di essere corrotta e di aver “scodinzolato a Trump”. Zarei ha inoltre contestato il Parlamento europeo per aver “insultato la benedetta immagine della Guida Suprema” dell’Iran. A sostegno delle sue parole, ha strappato una foto che ritraeva non solo il presidente italiano Sergio Mattarella, ma anche altri leader come Emmanuel Macron, Friedrich Merz, Roberta Metsola, Filippo VI di Spagna e l’europarlamentare leghista Isabella Tovaglieri.
Il gesto è stato accompagnato dall’approvazione dei colleghi parlamentari iraniani presenti, sottolineando così la forte contrapposizione del regime di Teheran nei confronti dell’Europa e dell’Italia in particolare. Zarei, membro della Commissione per la politica estera del parlamento iraniano, è noto per i suoi toni caustici, avendo in passato minacciato direttamente l’ex presidente Usa Donald Trump.
La reazione italiana e le conseguenze diplomatiche
A Roma, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito l’episodio un “fatto increscioso” e ha convocato il rappresentante diplomatico iraniano per manifestare il netto disappunto del governo italiano. Tajani ha denunciato l’atto come un’ostilità nei confronti dell’Italia e delle istituzioni europee.
Il Parlamento italiano ha reagito con fermezza. Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato e senatore della Lega, ha espresso solidarietà sia al capo dello Stato Mattarella sia all’europarlamentare Isabella Tovaglieri, “vergognosamente insultata”. Anche la delegazione leghista a Strasburgo ha ribadito la propria compattezza al fianco di Tovaglieri, invitando la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, a valutare provvedimenti appropriati.
Il Partito Democratico ha sottolineato l’importanza di una risposta più pronta da parte del governo, criticando l’attuale gestione della diplomazia italiana nei confronti dell’Iran e sollecitando le scuse ufficiali da parte di Teheran.
Contesto internazionale e precedente storico
L’episodio si inserisce in un clima di crescente tensione tra l’Occidente e l’Iran, aggravato dalle recenti repressioni delle manifestazioni interne nel paese, che hanno causato migliaia di vittime. L’Italia, insieme a partner europei, ha condannato la dura repressione e promosso l’inserimento dei Pasdaran – i Guardiani della Rivoluzione iraniani – nella lista delle organizzazioni terroristiche della Ue.
Il presidente Sergio Mattarella, che da anni rappresenta l’Italia sui palcoscenici internazionali con una forte immagine di pace, emancipazione e democrazia, non è nuovo ad attacchi politici da parte di governi esteri contrari alle posizioni italiane. Anche la Russia, per esempio, aveva più volte criticato Mattarella in relazione al conflitto in Ucraina.
Mojtaba Zarei, noto anche come ex calciatore professionista iraniano, oggi deputato, si conferma una figura politica di spicco nel Parlamento di Teheran, particolarmente attiva nelle campagne contro l’Occidente e nelle invettive contro i leader internazionali.
L’episodio di oggi testimonia la complessità e la fragilità delle relazioni diplomatiche tra Italia e Iran in un quadro geopolitico sempre più teso, con ripercussioni che si riflettono anche negli scambi istituzionali e nei rapporti parlamentari internazionali.






