Stoccolma, 19 gennaio 2026 – La Danimarca ha deciso di rafforzare in modo significativo la presenza militare in Groenlandia, inviando un contingente aggiuntivo di soldati nell’ambito dell’operazione Nato “Arctic Endurance”. Lo ha confermato un portavoce militare danese alla CNN e alla tv danese Tv2, sottolineando che i rinforzi, tra cui il generale Peter Boysen, comandante in capo dell’esercito danese, arriveranno a breve sull’isola artica, precisamente all’aeroporto di Kangerlussuaq.
Danimarca, rinforzi militari e strategia in Groenlandia
Secondo quanto riportato, circa 100 soldati sono già presenti in Groenlandia per partecipare all’operazione Nato, ma ora è previsto un sostanziale incremento delle truppe. La scelta di concentrare le forze nel comune di Kangerlussuaq, situato nel sud-ovest dell’isola e all’interno del Circolo polare artico, evidenzia l’importanza strategica di questa regione per la sicurezza nazionale danese e per gli interessi transatlantici nella regione artica. Il generale Boysen sarà tra i militari schierati sul territorio, a testimonianza dell’impegno diretto della Danimarca nella gestione della situazione.
Tensioni internazionali e assenza a Davos
Parallelamente al rafforzamento militare, la Danimarca ha annunciato la propria assenza al Forum economico di Davos, a causa delle crescenti tensioni legate alla disputa sulla Groenlandia. Bloomberg ha riportato che il governo danese, pur invitato ufficialmente, ha scelto di non partecipare all’evento, decisione confermata direttamente dagli organizzatori del Forum. La vicenda si inserisce in un contesto di crescenti attriti con gli Stati Uniti, che hanno minacciato di applicare dazi ai Paesi europei che hanno inviato contingenti militari sull’isola.
Queste tensioni hanno avuto ripercussioni anche sui mercati finanziari europei, con le Borse che hanno registrato cali significativi, in particolare nei settori del lusso, delle auto e della tecnologia. L’Unione Europea ha avviato intense consultazioni per preparare risposte adeguate, sottolineando l’importanza di evitare un’escalation ma dichiarandosi pronta a reagire con ogni strumento necessario per tutelare i propri interessi.
Lo scenario in Groenlandia rappresenta quindi un punto focale di un confronto geopolitico che coinvolge la Danimarca, la Nato, gli USA e l’Unione Europea, con implicazioni strategiche e economiche di ampio respiro.






