L’Avana, 14 marzo 2026 – Sale la tensione a Cuba dove nella notte scorsa si sono verificate nuove proteste nel municipio di Ciego de Ávila. Un gruppo di manifestanti ha dato fuoco alla sede locale del Partito Comunista Cubano (PCC) durante una mobilitazione contro il governo guidato dal presidente Miguel Díaz-Canel.
Cuba: proteste e violenze a Ciego de Ávila
Le immagini diffuse sui social network e rilanciate da media indipendenti mostrano manifestanti che hanno fatto irruzione nell’edificio del partito, portando all’esterno mobili, quadri e materiale propagandistico, incendiandoli in un grande falò accompagnato da slogan contro il regime. Secondo il quotidiano indipendente Diario de Cuba, nel corso del tentativo di reprimere le proteste da parte delle forze di sicurezza, almeno una persona è rimasta ferita da colpi d’arma da fuoco.
Le manifestazioni fanno parte di una più ampia ondata di proteste che da giorni coinvolge diverse località cubane, spesso in orari notturni, incluse aree della capitale L’Avana. Il malcontento è alimentato da mesi di blackout prolungati, con interruzioni di corrente che possono durare fino a 20 ore al giorno, aggravati dalla crescente scarsità di cibo, beni di prima necessità e soprattutto di carburante.
Il contesto politico e sociale sotto Díaz-Canel
Miguel Díaz-Canel, alla guida di Cuba dal 2019 e primo segretario del Partito Comunista dal 2021, è il primo presidente non appartenente alla famiglia Castro dal 1959. Il suo governo ha affrontato diverse sfide, tra cui la crisi economica aggravata dall’embargo statunitense e le pressioni interne per una maggiore apertura politica e sociale. Nonostante ciò, Díaz-Canel ha mantenuto una linea dura contro le proteste, definendo gli oppositori come “controrivoluzionari” e invitando i sostenitori del regime a rispondere con mobilitazioni di massa.





