Roma, 7 febbraio 2026 – Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha espresso il proprio sdegno in una lettera indirizzata alle famiglie dei 53 soldati italiani caduti durante la missione in Afghanistan, in seguito alle dichiarazioni rilasciate dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che aveva definito i militari europei e italiani come “rimasti un po’ indietro rispetto alle prime linee“. Parole che, secondo Crosetto, hanno svilito e offeso la dignità di chi ha servito con lealtà e coraggio, ferendo profondamente le famiglie dei caduti.
La lettera di Crosetto: un messaggio di rispetto e fermezza
Nella missiva, datata 2 febbraio e pubblicata dal quotidiano Il Messaggero, il ministro ha definito le affermazioni statunitensi come “false“, “sordide” e “vergognose“, un vero e proprio “vilipendio all’onore dei nostri caduti“. Crosetto ha sottolineato che viviamo tempi in cui sembrano smarriti i punti di riferimento e persino i livelli minimi di decenza, e che per questo il dovere delle istituzioni è ancora più chiaro: “dire la verità, difendere l’onore, custodire la memoria“. La lettera assume un tono di profonda umanità quando il ministro riconosce che nessuna parola potrà colmare l’assenza e il dolore delle famiglie, ma ribadisce come i nomi dei caduti siano “scolpiti nella roccia della memoria della Difesa e del Paese“.
Crosetto, cofondatore di Fratelli d’Italia e ministro dal 2022 nel governo Meloni, ha inoltre fatto riferimento al contesto storico della missione in Afghanistan, ricordando che i soldati italiani hanno affrontato situazioni di estrema pericolosità — autobombe, mine anti-uomo, agguati — spesso sacrificandosi per salvare vite di commilitoni e civili. La sua risposta, oltre che formale, è una netta presa di posizione contro le semplificazioni e i commenti denigratori rivolti agli alleati europei nell’ambito della Nato.
Reazioni politiche e contesto internazionale
Le parole di Trump avevano già suscitato forti reazioni in Italia, con la premier Giorgia Meloni che aveva definito le affermazioni “inaccettabili” e sottolineato la solidità dell’amicizia tra Italia e Stati Uniti, fondata su valori condivisi e cooperazione storica. Tuttavia, nonostante la condanna ufficiale, la Casa Bianca non ha emesso scuse formali né ha rettificato pubblicamente le dichiarazioni.
Il caso ha riacceso il dibattito sull’impegno e sul sacrificio delle forze armate italiane in teatri di guerra complessi come l’Afghanistan, un Paese martoriato da decenni di conflitti e instabilità. Dal 2001 al 2021, la missione italiana ha contato 53 militari caduti e oltre 700 feriti, un tributo significativo che testimonia il ruolo attivo e rischioso svolto dalle nostre truppe sul terreno.
Con questa lettera, Crosetto ha voluto ribadire che la memoria e l’onore dei caduti non saranno mai offuscati da dichiarazioni superficiali o offensive, mantenendo viva l’attenzione sull’importanza di riconoscere il valore e il coraggio di chi ha servito il Paese fino al sacrificio estremo.






